
di STEFANIA PAPALEO
Una mattinata di lavoro come tante altre, poi a casa e nel pomeriggio una chiacchierata al telefono con una collega. Parlano di tante cose. Sono serene. Ma poi quel tonfo cambia tutto. Alina non risponde più. Il cuore della collega comincia a battere sempre più forte. E un brutto presagio prende il sopravvento. Sarà il compagno di Alina a fare la drammatica scoperta subito dopo.
Allertato dalla collega in preda al panico, quest'ultimo, giunto a casa, l'ha trovata sul pavimento ormai priva di vita. Alina Lavinia Dragomir a soli 47 anni è morta così. All'improvviso. Senza aver dato precedentemente segnali di sofferenza di alcun tipo. Il medico legale intervenuto sul posto ne ha accertato la morte naturale, lasciando poi spazio alle lacrime e al dolore di familiari e amici accorsi a casa della donna, che lavorava alle dipendenze dell'impresa che si occupa anche delle pulizie presso l'Azienda Dulbecco. E stamattina era stata proprio lì, nei locali del Pronto soccorso del presidio "Pugliese", a svolgere le sua mansioni con la sua solita serietà.
Ora sono tutti distrutti e pronti a ricordarla con il sorriso stampato sulla bocca e la gentilezza che la contraddistingueva, in un contesto di interrogativi destinati a rimanere troppo spesso senza risposta.
Intanto Alina, originaria di Craiova, in Russia, è stata portata nella casa funeraria Infinity, in attesa dei funerali che si svolgeranno giovedì, alle 15,30, nella chiesa di Siano, quartiere dove abitava col compagno e il figlio ventenne.
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