
Risate, cultura popolare e voglia di stare insieme. È questo il filo conduttore della serata di teatro in vernacolo che ieri, domenica 9 agosto, ha animato la frazione Arietta di Petronà, nello spazio adiacente alla Chiesa.
Protagonista dell’appuntamento è stata la commedia in vernacolo “U miraculu da luce”, scritta e diretta da Carmine Carpino e Olga Continolo, una rappresentazione capace di riportare sul palcoscenico atmosfere, personaggi e consuetudini della vita quotidiana delle società contadine di un tempo.
L’iniziativa è stata promossa dalla parrocchia del Santissimo Salvatore, nella persona del parroco Santo Riccelli, in sinergia con l’associazione A mano a mano, con l’obiettivo di offrire alla comunità un momento di aggregazione attraverso il teatro e, al tempo stesso, mantenere vivo il patrimonio linguistico e culturale locale.
La commedia ha visto protagonisti numerosi interpreti, impegnati a dare vita a personaggi che raccontano, con ironia e immediatezza, una realtà fatta di relazioni, pettegolezzi, consuetudini e situazioni della quotidianità di un tempo.
Sul palco Ntoni, interpretato da Giuseppe Lamanna. Le pettegole sono state interpretate da Mimma Carpino nel ruolo di Caterina, Rosaria Elia in quello di Rosaria, Rita Gigliotti come Rita, Maria Simonetti nei panni di Filomena, Concetta Talarico come Concetta, Rosina Folino nel ruolo di Rosina e Anna Cropanese in quello di Annarella.
A completare il cast Sonia Vivino, Maria la nipote; Angelo Talarico, Giovanni il nipote; Diego Vivino, don Peppino; Luigi Talarico, il dottore; Antonio Scalzi, il sindaco; Vincenzo Talarico, l’appuntato; Francesco Giordano, Franciscuzzu; Carmine Carpino, Tury; e Vincenzo Vivino, l’oste.
Attraverso il dialetto, la rappresentazione ha riportato alla memoria un mondo semplice e genuino, fatto di espressioni, modi di dire e dinamiche sociali che appartengono alla storia delle comunità locali.
Una serata all’insegna del divertimento, dunque, ma anche della riscoperta delle proprie radici: il teatro in vernacolo si conferma così uno strumento prezioso per tenere insieme cultura, memoria e socializzazione.
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