
di SETTIMIO PAONE
Ci sono tradizioni che il tempo non riesce a scalfire, perché custodite nel cuore di un popolo. A Montauro, anche quest'anno, si è rinnovato uno dei momenti più intensi e significativi della spiritualità locale: la veglia notturna in onore della Madonna della Conella, Maria Santissima del Primo Dolore.
Per un'intera notte, nella piccola chiesetta immersa a metà costa, parecchie persone si sono ritrovate per pregare, cantare e affidare alla Vergine le proprie speranze, le preoccupazioni e i ringraziamenti. Un appuntamento che affonda le proprie radici nella secolare storia di questo splendido borgo del versante ionico catanzarese e che continua a rappresentare un patrimonio prezioso di fede e identità.
La veglia si è conclusa alle prime luci dell'alba con la tradizionale Messa dell'Aurora, celebrata da don Brunello Gallace Valente, un momento profondamente sentito che ha suggellato una notte vissuta nella preghiera e nella comunione.
Preghiere, canti e una partecipazione autentica hanno scandito le ore della notte. Volti segnati dalla stanchezza, ma illuminati dalla gioia di esserci ancora una volta, di custodire una tradizione ricevuta dai padri e di consegnarla alle nuove generazioni. Un filo sottile, ma straordinariamente robusto, ha unito tutti i presenti: la volontà di non disperdere un'eredità spirituale che continua a dare senso e forza alla comunità.
In quella piccola chiesa, dove la sacra effigie della Madonna accoglie da sempre chiunque vi vada per una preghiera, una grazia ricevuta o semplicemente per affidarsi alla sua materna protezione, si percepisce tutta la forza della devozione popolare. È un luogo che parla al cuore, dove il tempo sembra fermarsi e dove ogni generazione ritrova i ricordi di chi l'ha preceduta.
Le emozioni affiorano negli sguardi dei fedeli: il ricordo dei genitori e dei nonni che percorrevano lo stesso sentiero, le notti trascorse in preghiera, le promesse fatte alla Madonna nei momenti difficili della vita. È una memoria collettiva che continua a vivere e a rinnovarsi, alimentando il senso di appartenenza a una comunità che nella fede trova ancora oggi la propria forza.
Anche questa è Calabria. È la Calabria delle piccole chiese di campagna, delle tradizioni custodite con amore, della devozione semplice e sincera che unisce le persone e rafforza il legame con le proprie radici. Una Calabria che continua a raccontare la propria storia attraverso la fede del suo popolo e che, nella notte dedicata alla Madonna della Conella, ha scritto ancora una volta una delle sue pagine più belle.
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