Una storia da leggere e meditare: "Tra sogni e fede il dono di una nuova vita si realizza nella Chiesa di Squillace"

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  05 aprile 2026 23:45

Una storia: Tra sogni e fede, il dono di una nuova vita per Franck”. Da leggere e meditare.

di Teresa Mengani

“C’è una luce speciale che illumina la notte di Pasqua, una luce che parla di rinascita, di speranza e di nuovi inizi. È proprio in questa atmosfera carica di significato che la storia di Franck Bill trova il suo momento più intenso e commovente.

Nella chiesa di San Nicola Vescovo a Squillace, avvolta dal silenzio e dalla solennità della Veglia Pasquale, Franck ha ricevuto tutti i sacramenti dell’iniziazione cristiana: il battesimo, la comunione e la cresima. A guidarlo in questo momento così profondo è stato padre Piero Puglisi, delegato dal vescovo. Un passaggio importante, che non rappresenta solo un rito, ma il compimento di un cammino interiore fatto di fede, consapevolezza e desiderio di appartenenza.

Il percorso di Franck ha radici profonde. È iniziato il 14 febbraio 2025, proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno, quando è stato accolto nel centro SAI Tiriolo Casa San Martino, gestito dalla Fondazione Città Solidale. In quella data così simbolica, mentre entrava nella maggiore età, iniziava anche una nuova fase della sua vita, fatta di responsabilità e opportunità.

L’equipe educativa, riconoscendo il suo impegno e le sue potenzialità, ha richiesto per lui un prosieguo amministrativo al Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, che ha espresso parere favorevole. Questo gli ha permesso di continuare il suo percorso per un ulteriore anno presso Casa San Martino, consolidando le basi per il suo futuro.

E Franck quel futuro ha iniziato a costruirlo con determinazione. Ha studiato, ha imparato la lingua e ha trovato un lavoro presso la S.U.M.A. srl di Germaneto, dove oggi è inserito con un contratto di apprendistato. Un traguardo importante, frutto del suo impegno quotidiano e della sua volontà di rendersi autonomo.

Ma accanto alla crescita personale e professionale, è maturato in lui qualcosa di ancora più profondo: il desiderio di credere, di sentirsi parte di una comunità, di abbracciare pienamente la fede cristiana. Durante il suo percorso ha espresso con sincerità la volontà di ricevere i sacramenti. Una richiesta accolta con gioia e presentata al vescovo, che ha riconosciuto in lui un cammino autentico e meritevole.

Franck si è integrato con naturalezza e rispetto, distinguendosi sempre per il suo atteggiamento corretto e responsabile. Ha saputo costruire relazioni vere: la sua madrina è una volontaria del Santissimo Salvatore, dove lui frequentava il corso di italiano. Un legame che racconta la forza di una comunità che accoglie, accompagna e diventa famiglia.

E proprio la famiglia è il cuore più profondo del suo sogno. Orfano di padre, Franck porta dentro di sé un desiderio grande e pieno d’amore: ricongiungersi con la sua sorellina, offrirle la possibilità di studiare in Italia, regalarle un futuro fatto di dignità, crescita e speranza.

La notte di Pasqua, mentre l’acqua del battesimo scorreva sul suo capo e i sacramenti si compivano, non si celebrava solo un rito, ma una promessa. La promessa di una vita nuova, costruita con sacrificio, fede e amore. La promessa di un giovane uomo che, nonostante le difficoltà, ha scelto di credere nel domani.

E in quella luce, dolce e silenziosa, Franck non è più solo: è parte di una comunità, di una storia, di un cammino che continua.”

A raccontare meglio di ogni parola questo percorso è lo stesso Franck, con una lettera scritta di suo pugno:

“Mi chiamo Franck Bill. Questa notte ho realizzato il mio sogno. Nel mio paese d’origine avevo già iniziato la preparazione per i sacramenti frequentando i primi due anni di catechismo, non ho terminato il percorso di preparazione in quanto ho lasciato il mio paese. Sin dall’inizio del periodo di accoglienza avvenuta in data 14 febbraio 2025. Ho chiesto di poter partecipare all’Eucarestia andando ogni domenica alla Messa nella comunità di Settingiano presso la Parrocchia San Martino Vescovo senza prendere la comunione. Nonostante le mie difficoltà linguistiche non ho mai abbandonato la pratica religiosa in quanto fortemente motivato nel voler partecipare alla vita comunitaria sacramentale e inserirmi nel contesto parrocchiale anche in altre forme. Ringrazio quanti si sono messi a disposizione per avermi permesso di raggiungere questo obiettivo per me molto importante. Oggi mi sento una persona completa.”


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