
di FRANCO CACCIA
Le notizie di stampa annunciano come già definito il passaggio di mister Aquilani sulla panchina
del Sassuolo. Dopo un campionato, a dir poco straordinario, che ha permesso al Catanzaro di
diventare un modello da imitare, gioco forza il suo condottiero è entrato, a ragion veduta, nella
cerchia ristretta degli allenatori ambiti da squadre di serie A. L’annunciata riunione tra il presidente
Noto e Aquilani, prevista nei primi giorni della prossima settimana, non potrà che ufficializzare
questo passaggio e dare il via alla costruzione del nuovo organigramma. Il presidente Noto, da
esperto e competente manager, memore anche delle pregresse esperienze, non si farà certo
trovare impreparato. La gestione delle incertezze è parte integrante del suo
mestiere. E’ molto probabile che, in questi giorni ed alla luce delle voci insistenti di un cambio di
panchina da parte del nostro mister, il presidente abbia meditato delle possibili alternative,
ipotizzando una rosa di possibili sostituti con le
giuste qualità, etiche e tecniche, per proseguire il
progetto Catanzaro. Sarebbe molto bello e significativo se, in questa ipotetica rosa, ci fosse
anche il nome di Claudio Ranieri. Un nome che
costituisce un pezzo di storia del Catanzaro e,
soprattutto, un innamorato della squadra
giallorossa con cui ha militato dal 1974 al 1982 e
di cui è stato tra i principali artefici della
promozione in A, ottenuta nel 1976 con in
panchina Gianni di Marzio. Il legame tra Claudio
Ranieri, la nostra squadra e l'intero popolo
giallorosso, è profondo, sincero e da sempre
contraccambiato con un affetto sconfinato d parte della tifoseria. Se da un lato lo spessore e
l'esperienza del mister lo rendono un profilo naturale per le panchine più prestigiose d'Europa,
dall'altro la sua storia e la sua narrazione, costante, dell’esperienza di vita maturata a Catanzaro
lasciano aperte delle possibilità. Dopotutto, la vita è fatta anche di scelte guidate unicamente dal
cuore, dalla purezza dei sentimenti e dalla forza di quei legami capaci di segnare un'intera
esistenza. A conclusione di una carriera leggendaria, Claudio Ranieri potrebbe scegliere di
ricongiungersi al suo grande amore, portando la sua esperienza al servizio di un progetto salutato
già come un modello da rafforzare nel panorama italiano. La parabola del Catanzaro sotto la
gestione dei fratelli Noto dimostra come, nel calcio moderno dominato da algoritmi e fondi
d'investimento internazionali, esista ancora spazio per valori identitari come la passione ed i
legami tra le persone. E’ stato costruito un ambiente societario in cui da ogni settore e da tutti i
collaboratori sono arrivati risultati impensabili. E’ stato rivitalizzato l’entusiasmo di una tifoseria
che, in ogni stadio d’Italia, ha raccolto consensi ed apprezzamenti unanimi per correttezza e
qualità di incitamento. Nel pianto collettivo all’esito della partita vinta a Monza, rilanciato da tutte le
televisioni nazionali ed estere, si è cristallizzato il senso profondo di un progetto sportivo che
esprime orgoglio di appartenenza e consapevolezza di un futuro glorioso da proseguire. Per
questo progetto da rafforzare, nella direzione di nuovi ed ambiziosi obiettivi, una figura con la
storia, i valori ed il carisma di Claudio Ranieri potrebbe anche decidere di metterci la faccia.
Un'idea che può sembrare una semplice suggestione o un sogno ad occhi aperti. Ma se il terreno
è questo, il presidente Noto parte favorito: la storia degli ultimi anni dimostra che questo Catanzaro
con i sogni ha un rapporto privilegiato
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