Us Catanzaro 1929, l'esonero di Gorgone apre le porte a Mignani

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Michele Mignani

Nelle prossime ore l'ex allenatore del Cesena è atteso a Benevento dove martedì il Catanzaro scenderà in campo

  25 ottobre 2026 16:53

di ANTONIO ARGENTIERI PIUMA

L'esonero di Giorgio Gorgone apre le porte a Michele Mignani, genovese di 54 anni, scelto come suo successore dopo la clamorosa e storica sconfitta per 6 a 1 maturata ieri al Ceravolo con l'Ascoli di Tomei.

Si chiude così l'era del tecnico romano, retrocesso l'anno passato col Pescara, giunto a Catanzaro in estate dopo il gran rifiuto di Turati che dopo la firma ci ripensa e  preferisce lo Spezia di Angelozzi in Serie C al titolatissimo Catanzaro vicinissimo alla promozione in Serie A.

Si chiude l'era di un allenatore durata 8 giornate, nelle quali il Catanzaro raccolgie solo 4 punti grazie a una vittoria con la Carrarese in casa e un pareggio a Verona che valgono l'ultimo posto in classifica.

Si chiude un ciclo terribile di partite con la civile e giusta contestazione di un pubblico delusissimo che ha rispolverato il coro di un tempo all'indirizzo della proprietà: Spendere, bisogna spendere per vincere; e poi quello rivolto ai calciatori: fuori le palle, tirate fuori le palle; fino allo striscione rivolto all'ammnistrazione: novità do stadiu.

Insomma, momento no del Catanzaro che ha smarrito se stesso dopo la stagione indimenticabile dell'anno passato, fatto a pezzi da un politica societara azzardata e presuntuosa che ha pensato alle plusvalenze senza tuttavia rimpiazzare con calciatori all'altezza della categoria e un allenatore d'esperienza.

Ed ecco i risultati concreti in un mondo dove il campo è sovrano e la qualità conta eccome anche quando tutto sembra andar bene e ogni scelta fatta pensi sia quella giusta. Così non è!

Queste prime otto giornate devono insegnare che la Serie B è un campionato bellissimo, ma difficilissimo dove servono qualità, competenza e umiltà.

Un patrimonio da tutelare e salvaguardare che dopo lustri di buio ha riportato la città nel calcio che conta e soprattutto in una dimensione nazionale e non più solo meridionale.

La lezione di ieri è durissima da digerire ma è importante perchè riporta tutti con i piedi per terra. In primis la proprietà, forse ormai troppo convita di se e di aver trovato la ricetta giusta per fare un calcio "sostenibile" ma con rischi sempre più alti.

E se per due anni (escludendo il primo con Vivarini) le cose vanno bene con Caserta prima e Aquilani dopo, il terzo ti presenta il conto proprio quando tutto sembra dare ragione e le plusvalenze offuscano la mente.

Così non è. Il conto è arrivato ed è salatissimo con una squadra fragile e smarrita che ora rischia di sgretolarsi di fronte ad una tifoseria fedelissima e pezientissima che però ora rumoreggia e mostra il proprio dissenso. 

E finalmente arriva la prima decisione di una società che fino ad ora ha preso tempo: via Gorgone, dentro Mignani, già in pasato a Bari al fianco di Polito, che dovrebbe garantire maggiore esperienza e ridare stimoli e nuove idee ad una squadra in confusione totale.

E quasi a sorpresa in giornata arriva lo stato whatsapp del presidente Noto: "La vera forza non sta nel non cadere mai, ma nel coraggio di rialzarsi dopo ogni caduta. CI RIALZEREMO. Lo dobbiamo al nostro popolo, alla nostra città, ai nostri colori".