Vaccini. Il consigliere Francesco Pitaro incalza il commissario Longo: "Ponga rimedio per i soggetti a rischio"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Vaccini. Il consigliere Francesco Pitaro incalza il commissario Longo: "Ponga rimedio per i soggetti a rischio"
Il consigliere regionale, Francesco Pitaro

Il consigliere regionale chiede particolare attenzione per "gli odontoiatri della provincia di Catanzaro, alle strutture socio-assistenziali e ai malati affetti da fibrosi polmonare idiopatica”

  21 gennaio 2021 11:37

“Ci sono evidenti crepe nel sistema regionale di vaccinazione che – se non vi si pone rimedio – generano inaccettabili sperequazioni”. Il consigliere regionale Francesco Pitaro condivide “l’amarezza della Commissione Albo Odontoiatri della provincia di Catanzaro che ha denunciato l’esclusione dei 200 titolari di studi odontoiatrici della provincia e dei loro 400 dipendenti dalla vaccinazione anti SARSCoV-2, già somministrata o in corso di somministrazione ai colleghi delle altre province calabresi”.

Spiega Pitaro: “Si tratta di una categoria non nuova a illogiche esclusioni. Il 5 gennaio ho inoltrato un’istanza perché venisse ampliato il Piano vaccinale, inserendo gli odontoiatri liberi professionisti e i loro collaboratori. Tutto ciò è stato fatto, rimane però l’omissione nei confronti degli odontoiatri della provincia catanzarese”.

Banner

Ancora Pitaro: “Altrettanto grave è l’esclusione dalla fase 1 del Piano vaccinale di soggetti ad alto rischio di contagio come gli ospiti delle strutture socio-assistenziali della regione che, non essendo RSA, non rientrano tra i destinatari della vaccinazione in via prioritaria. Così come bisognerebbe intervenire per dare precedenza (indipendentemente dalle classi di età) nella somministrazione del vaccino ai malati affetti da fibrosi polmonare idiopatica - una malattia rara che colpisce gli interstizi polmonari giungendo a compromettere seriamente la funzione respiratoria - che, se dovessero contrarre il Covid-19, potrebbero aggravarsi o, nel peggiore dei casi, non sopravvivere”.

Banner

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner