
di SABATINO NICOLA VENTURA
L’Art. 49 della Costituzione italiana così recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Questo articolo sancisce il ruolo dei partiti quali strumento democratico fondamentale nel definire la politica nazionale.
Altri articoli rafforzano e precisano ulteriormente la loro funzione democratica ed istituzionale (l’art. 98, comma 3; l’art 18; la XII Disposizione Transitoria Finale).
La Costituzione, infatti, fa dei partiti uno dei pilastri della nostra democrazia parlamentare.
Da molti anni uno dei problemi che attanaglia e mette in crisi la vita democratica, non solo in Italia, riguarda lo sfaldamento dell’organizzazioni partitiche. In Italia l’autoridimensionamento del loro ruolo, soprattutto dopo l’avvento del Berlusconismo a fine anni ’90, ha reso il confronto politico privo, spesso, di alti contenuti, e meno che mediocre: le idealità, i grandi valori, il sapere, i connotati culturali rappresentati dai partiti, sono scemati. Prevale la tattica, l’effimero, l’utilizzo dell’empatia di un leader per vincere all’elezioni. Il dibattito fra i partiti, oramai organizzazioni, nella stragrande maggioranza, personali del “capo”, è spesso molto povero d’idee e quasi sempre privo del progetto politico distinguibile. L’ insignificanza e l’inconsistenza dei partiti penalizza, però, gravemente le istituzioni democratiche e i cittadini. Il “sogno” di costruire una società migliore a vantaggio di tutti, proprio dei partiti di una volta, non è, quasi sempre, dichiarato e perseguito. Ma uno specifico apporto dei partiti alla vita democratica del Paese è necessario. I partiti, rinnovati per questa contemporaneità, dovranno tornare ad essere luoghi del discernere (uso il verbo transitivo più volte presente nella stupenda enciclica, Magnifica humanitas di Papa Leone XIV) l’impegno da profondere per il raggiungimento di una società più giusta. La nostra democrazia ha bisogno di partiti, veri e pieni di idealità: tanto da ritornare ad entusiasmare e affascinare i cittadini con un “sogno” possibile di realizzazione di giustizia sociale.
Avverto, e mi compiaccio, che inizia a fare capolino, finalmente, da più parti, la richiesta di un ritorno ai partiti strutturati, non nostalgica, ma quale riscoperta esigenza di pratica democratica, e per ricostruire un’agorà di elaborazione e di confronto al fine di contribuire a discernere le scelte politiche.
Questa contemporaneità ha una urgenza di politica alta, che soprattutto i partiti sono chiamati ad offrire.
Non imi dilungo oltre con altre considerazioni nel merito di tale problematica, perché richiede una specifica trattazione, che non intendo svolgere ora, ma che in ogni caso merita di essere recuperata con l’attenzione che la riguarda.
Ho richiamato gli articoli della Costituzione concernenti il compito attribuito ai partiti, allo scopo di poter meglio sostanziare una mia valutazione del testo di una locandina, fatta circolare a Catanzaro nei giorni scorsi, che annunciava un presidio per Gaza svoltosi sabato 6 giugno nel quartiere Lido. Iniziativa che, dico subito, condivido pienamente, compiacendomi con gli organizzatori, che però non si conoscono, in quanto la locandina non li cita.
Riporto il contenuto, così mi sarà più facile comunicare la mia, scaturente, riflessione:
PRESIDIO PER GAZA
Sabato 6 giugno ore 18,00 – Lungo Mare Catanzaro
Raduno all’Ancora
Non sono ammesse bandiere di partito
Questa comunicazione contiene un divieto: non sono ammesse bandiere di partito. È, dico subito, una proibizione assolutamente inaccettabile, sotto ogni profilo di analisi. Domando agli organizzatori del presidio, perché un partito che ritiene di condividere l’iniziativa non ha diritto di partecipare ostentando la sua adesione?
I partiti sono, come abbiamo visto, parte sostanziale della Repubblica democratica italiana. Il Presidente Sergio Mattarella ne ha richiamato più volte il loro ruolo:” i partiti sono un elemento essenziale della democrazia rappresentativa e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica” - “Senza partiti forti e coinvolgenti, il cittadino diventa più solo e vulnerabile”.
Per Alcide De Gasperi i partiti erano essenziali alla democrazia rappresentativa. Antonio Gramsci: “Il partito politico è il moderno Principe”. Gramsci ritiene che le funzioni del Principe, riprende Machiavelli, nella società moderna sono svolte dal partito politico organizzato.
Ritengo inconcepibile che gli organizzatori di un presidio per Gaza, dal grande valore umano e politico, contro la crudeltà e la sopraffazione che sta subendo quel popolo, possano aver pensato di tenere fuori i partiti.
La locandina evidenzia, purtroppo, un ritardo politico/culturale, anche rispetto alla necessità di applicare concretamente la Costituzione, che annovera fra le “istituzioni” democratiche fondamentali, i partiti.
Si manda uno sbagliato e brutto messaggio, con la decisione di non ammettere le bandiere dei partiti. È come dire ai cittadini, ai giovani che i partiti sono organizzazioni non degne, dai quali è bene tenersi a debita distanza.
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