Vertenza ex Lsu- Lpu, Ugl incontra l'assessore Calabrese

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  18 settembre 2026 20:59

Ieri, terzo incontro ufficiale nel giro di poco tempo con l’Assessore Regionale al Lavoro Giovanni Calabrese, alla presenza del Direttore Generale dott. Varone e del Dirigete di Settore dott. Zito del Dipartimento Lavoro, presso la Cittadella Regionale, per la delegazione sindacale di UGL Autonomie composta da Gianvincenzo Benito Petrassi, della Segreteria Nazionale, e dei componenti di Segreteria Regionale Giovanni Coforti, Romolo Cozza e Luca Muzzopappa.

Il tavolo aveva lo scopo di ragguagliare l’Assessorato sulle interlocuzioni tenuti da UGL Autonomie con diversi parlamentari e con il Vicepresidente della Commissione Lavoro on. Maurizio Gasparri nell’ambito dell’attività che non si è fermata nemmeno nel periodo estivo e che punta ad affrontare il tema della povertà lavorativa e pensionistica dei dipendenti ex LSU/LPU. 

 

Per merito di UGL, infatti, è stata tirata fuori dal cassetto il DDL 539/2023 riguardante il vuoto previdenziale che condanna questi lavoratori, oltre ad essere stati impiegati per anni con un misero sussidio e senza tutele, anche ad una pensione di poco superiore all’assegno sociale.

Durante l’incontro a Roma con l’on. Gasparri, alla presenza anche delle delegazioni di altre regioni, si è passati ad un approfondimento finanziario sulla sostenibilità dell’operazione.

L’auspicio è che questo lavoro conduca presto ad una proposta di legge da condividere con i vari referenti istituzionali di tutte le regioni coinvolte e che si trasformi in un provvedimento sostenuto da un’ampia rappresentanza parlamentare.

 

Sul tema del riconoscimento dell’aumento dell’orario di lavoro, i rappresentanti regionali hanno invitato UGL Autonomie a indicare proposte concrete su come impegnare le economie recuperate dal fondo storicizzato per gli ex LSU/LPU.

Dai calcoli del dipartimento, se queste risorse fossero distribuite in maniera lineare – come qualcuno avrebbe proposto - consentirebbero a mala pena l’aumento di un’ora. UGL Autonomie, valutando come mortificante questa ipotesi, avanzerà le proprie proposte per un impegno più razionale ed efficace delle stesse, anche guardando alla parte previdenziale.

Ferma restando la richiesta all’Assessore di ripristinare tutte le risorse del fondo per i lavoratori ex Lsu/Lpu a cui è dedicato, UGL Autonomie continua a chiedere con forza ai vari amministratori degli enti locali di fare la propria parte per l’aumento del monte ore, perché proprio gli enti sono i beneficiari dei finanziamenti e soprattutto del lavoro di questi storici precari.

 

Infine, poiché i temi del precariato sfortunatamente si incrociano, sul destino dei Tirocinanti di Inclusione Sociale, UGL Autonomie ha chiesto di velocizzare la messa in atto di sostegno al reddito ponte e della misura dello zainetto lavoro poiché molti tirocinanti, per ragioni diverse, sono interessati alla fuoriuscita dal bacino.

 

Per quanto riguarda la platea che è possibile contrattualizzare, nel valutare positivamente lo sforzo determinante di questa amministrazione regionale di chiudere un’altra annosa vertenza, UGL Autonomie ritiene che si è arrivati quasi al punto di saturazione della capacità assunzionale negli Enti locali.

Pertanto, ha invitato l’Assessorato ed il Dipartimento a guardare verso Enti subregionali e parastatali (ad es. Anas, Ferrovie, etc.) che potrebbero essere davvero interessati a stabilizzazioni completamente finanziate dal fondo storicizzato e che sicuramente hanno capacità economiche per contrattualizzazioni a orario pieno.

 

UGL ritiene infatti che bisogna avere il coraggio, anche e soprattutto in un’ottica di lavoro a tempo pieno e dignitoso per i precari storici e per i neoassunti, di evitare stabilizzazioni a poche ore in quegli Enti che già non possono assicurare l’orario e lo stipendio pieni, così come non è ammissibile che si facciano nuovi concorsi e non si dia priorità a chi lavora a orario ridotto, condannando tutti ad anni e anni di bassi salari, come già purtroppo succede al variegato mondo del precariato storico calabrese.