
di Giuseppe Sarlo
La profonda emozione diffusasi in tutta la Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea all’indomani della scomparsa di un amato Parroco d’altri tempi, Don Bruno Cannatelli, è un invito a riflettere sulla sua ricca personalità e su quello che ha lasciato in consegna. Don Bruno Cannatelli e la sua straordinaria vita di Sacerdote attento, operoso, votato alla cultura dell’aiuto, soprattutto, al variegato mondo dei fragili, ci induce a pensare che merita una intensa pagina di studio. La Chiesa e i cittadini invitati a ricordarlo rievocando, attraverso la memoria, la storia e le opere di un Servo del Signore che è andato “oltre”, che ha fatto sempre di più, che non ha mai cessato di spendersi, quotidianamente, spesso in perfetto silenzio, verso i vecchi e nuovi poveri. Non è facile raccontare Don Bruno Cannatelli, né tentare di dare un carattere di priorità alla sua iniziativa, alla sua acclamata missione.
Ha dato tutto se stesso ed in tempi talvolta molto tristi ha richiamato tutti alla cultura del “dono” per chi non può. Invitava spesso a guardarsi attorno e a domandarsi se in una famiglia si mangiava e se c’era il lavoro. Chi lo ha conosciuto non può non rammaricarsi della grave perdita. Era il conduttore del viaggio della speranza.
I fedeli lo seguivano con grande passione e partecipazione perché spesso le sue omelie erano un invito a riflettere sul bene della pace nel mondo, sulla vita della famiglia, sulla formazione dei giovani e sulla necessità di aiutare chi soffre. Migranti, Anziani e ammalati erano nel suo diario giornaliero. Per chiunque c’era una parola di conforto. Tenace, convinto assertore della necessità di pensare tutti i giorni a cosa accade nella vita della miseria e della sofferenza, Don Bruno Cannatelli era stato anche un bravo comunicatore. Nel racconto di Don Bruno Cannatelli trova larga eco, tra l’altro, il suo forte rapporto con la Comunità di San Giuseppe, con il mondo della Caritas Diocesana, con la sua formazione ed attivismo nella Diocesi Mileto, Nicotera e Tropea, dove ha dato tutto se stesso.
A ricordarlo, in questo triste momento, soprattutto il suo successore, Don Giuseppe La Torre che con i parrocchiani tutti non hanno mai dimenticato il forte e motivato impegno del Sacerdote nativo di Gerocarne, alimentandone il percorso e propiziando le condizioni per la messa in pratica di una forte condivisione spirituale e sociale. Ieri il commovente e partecipato saluto nella Cattedrale di Mileto, nel rito d’addio alla vita terrena officiato dal Vescovo Attilio Nostro, presente una folla di fedeli che ha voluto congedarsi con forte partecipazione all’inizio del suo più importante viaggio.
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