Zicchinella racconta i passi sicuri della solidarietà con la storia del piccolo Jamal

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  08 gennaio 2026 07:51

Durante la Missione in Burkina Faso del novembre 2024 (la mia terza cosecutiva) visitammo nel Nord del paese, alle porte del Sahel, dei villaggi da anni sotto attacco dei terroristi islamici, dove le missioni umanitare non arrivavano, per motivi di scarsa sicurezza, da oltre 10 anni. Trovammo una popolazione locale allo stremo.

In tanti che erano miracolosamente  sfuggiti dalle armi dei terroristi avevano trovato comunque la  morte  per  la  fame e per gli stenti. Abbiamo visto persone, e fra loro tanti bambini, che non mangiavano da diversi giorni, che alla vista del cibo che portavamo ci saltavano letteralmente addosso. Allucinati e stravolti. Per non parlare della situazione sanitaria.  È stata una delle esperienze più dure per noi  tutti Missionari in quel lembo d'Africa. Alcuni di loro, per cercare una qualche fonte di sostestamento, utilizzando potenti acidi, cercavano di estrarre dalla sabbia del Sahara, polvere d'oro.

 

Fu proprio in una di queste vasche piene di sostanze altamente ustionanti che il bimbo nella foto, due anni prima del nostro arrivo, cadde accidentalmente, procurandosi, appunto, una grave ustione tra  il basso ventre e la coscia destra, i cui esiti cicatriziali, gli impedivano, di fatto, di poter camminare. Quando me lo portarono a visita , non poteva camminare per questo grave impedimento "meccanico". Era chiaro che occorreva farlo operare per liberare la sua gambetta  dai residui della pregressa ustione che aveva rimaneggiato epidermide e derma. Partì subito, tra noi missionari, una raccolta fondi per permettere al piccolo Jamal di poter nuovamente camminare. Iniziò un lungo iter burocratico e sanitario. Prima fu necessario far spostare il piccolo e la sua famiglia in una zona più sicura del paese. Solo dopo  fu possibile farlo rivalutare clinicamente. Dopo lunghe traversie e solo grazie alla  grande caparbietà del pastore Nicolas Sawadogo , il nostro prezioso "gancio" in Burkina Faso, finalmente nelle scorse settimane Jamal è stato operato in una clinica specializzata in Chirurgia Plastica  in Ghana, perchè nel Burkina Faso non c'era un analogo centro . Così  dopo essere stato per quasi tre anni impossibilitato a camminare adesso Jamal ha ripreso (come si vede nel video)  autonomamente a farlo. Una grande cosa per lui, per la sua famiglia, e una gioia immensa per Noi Missionari che, malgrado tutto,  crediamo ancora in un Mondo Migliore e nella Forza della Solidarietà.

 


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