
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’associazione Commercianti 3v
Dalla finta partecipazione al fallimento strutturale della macchina comunale: la dura presa di posizione dei commercianti e degli operatori economici contro un’amministrazione sorda, una politica di facciata e un Consiglio Comunale totalmente assente.
Per comprendere fino a che punto si sia spinta la superficialità decisionale dell’Amministrazione Comunale di Catanzaro, è nostra ferma intenzione ripercorrere con precisione chirurgica la sequenza degli eventi che hanno caratterizzato la seconda metà di questo mese di Agosto. Una parabola esemplare che dimostra “come non si gestisce la cosa pubblica”.
La posa in opera dei manufatti edilizi svela la realtà: la decisione strategica era già stata assunta, formalizzata e mandata in esecuzione da tempo. Ogni successivo accenno alla "partecipazione" si rivela così una vuota finzione.
Soltanto a cantieri aperti e con gli operatori in azione, il Sindaco fa recapitare un invito per una riunione fissata per il giorno successivo, 27 agosto alle ore 15:00. Un preavviso formale di meno di 24 ore, inviato in una data in cui la maggioranza schiacciante delle attività commerciali risulta chiusa per ferie e gli esercenti sono nell'impossibilità fisica di organizzarsi. Come se non bastasse, l'invito viene inoltrato in modo selettivo ai soli commercianti del tratto di strada direttamente interessato dai varchi, escludendo oltre il 70% degli operatori del centro storico che subiranno gli effetti indiretti del blocco del traffico.
Preso atto dell’ondata di sdegno e delle immediate proteste sollevate dalla categoria per la scorrettezza formale della convocazione, la riunione viene ufficiosamente "sospesa e rinviata a martedì 1° settembre", senza tuttavia rilasciare alcuna nota ufficiale, mentre sul terreno le opere propedeutiche all'installazione della ZTL proseguono celermente.
Di fronte a questo quadro, la domanda sorge spontanea:
se la misura è già stata decisa, calendarizzata e persino cantierizzata, a cosa serve invitare le attività commerciali a una riunione farsa? Soltanto a ratificare l’ennesimo sopruso?
L'episodio della ZTL su Corso Mazzini porta a galla le gravissime ed incancrenite deficienze dell'apparato amministrativo e burocratico del Comune di Catanzaro. Ci troviamo di fronte a un'amministrazione che procede "a vista", per compartimenti stagni totalmente disconnessi tra loro, dove la propaganda ideologica sostituisce la pianificazione tecnica.
L'impostazione data dal Comune contrasta apertamente con la Legge n. 241/1990: è stato completamente omesso l'avvio formale del procedimento amministrativo, leso il diritto d'informazione e partecipazione dei portatori di interesse diffuso e calpestato il principio di leale collaborazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini.
Un’Isola Pedonale permanente non si improvvisa con due righe di comunicato stampa e tre buchi sull'asfalto. Ai sensi del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) e delle direttive ministeriali in materia di mobilità urbana, un intervento di tale portata richiede:
La chiusura veicolare di un'arteria commerciale è sostenibile solo se supportata da un idoneo sistema di accessibilità alternativa. A Catanzaro si fa l'esatto contrario: si mette il divieto e si azzerano i servizi.
Se l'operato della Giunta e degli Assessori competenti si distingue per l'arroganza della decisione unilaterale, il comportamento dell'intero Consiglio Comunale di Catanzaro – sia di maggioranza che di opposizione – risulta, se possibile, ancora più desolante e ingiustificabile.
È sotto gli occhi di tutti i cittadini come, da tempo immemore, i Consiglieri Comunali siano totalmente assenti ed estranei ai grandi temi strategici della città. L'attività istituzionale dell'Assise cittadina si è ridotta a una triste "politica di facciata", condotta quasi esclusivamente a mezzo social network o tramite comunicati stampa di sconcertante banalità, incentrati unicamente su:
Nessun Consigliere Comunale ha sentito il dovere politico e morale di richiedere la convocazione straordinaria dell'Assise per discutere del futuro del centro storico. Nessuna Commissione Consiliare permanente (Urbanistica, Commercio o Mobilità) ha ritenuto di audire formalmente le rappresentanze dei commercianti prima che gli escavatori scendessero su Corso Mazzini. Un Consiglio sordo, silente e ripiegato su sé stesso, del tutto incapace di esercitare il proprio ruolo di indirizzo e controllo sull'operato della Giunta.
Le poche attività commerciali superstiti che ancora resistono su Corso Mazzini operano in un contesto economico critico, soffocate da una pressione fiscale locale ai massimi edittali e dalla concorrenza spietata dei poli commerciali nati in periferia e sul web.
Chiudere il traffico veicolare senza garantire l'accessibilità significa condannare a morte il commercio di prossimità.
I clienti non passeranno incantati dall'automobile al cammino a piedi in assenza di servizi: semplicemente non verranno più in centro, spostando i propri acquisti e i propri consumi verso i parchi commerciali della periferia, dotati di ampi parcheggi gratuiti e viabilità scorrevole.
Impedire l'accesso al centro storico equivale a desertificarlo!
Le saracinesche che abbasseranno per sempre la serranda a causa di questa scelta sciagurata graveranno direttamente sulla coscienza politica ed amministrativa di questa Giunta e di chi l'ha sostenuta in silenzio.
All'Amministrazione Comunale, al Sindaco Nicola Fiorita, alla sua Giunta e a tutti i Signori Consiglieri Comunali di maggioranza e minoranza rivolgiamo un messaggio chiaro ed inequivocabile: adesso si è raggiunto ed oltrepassato ogni limite di sopportazione.
Prendiamo atto del vostro totale disprezzo per il lavoro, per i sacrifici delle nostre famiglie e per la vita economica della città. Ma la memoria dei cittadini e dei commercianti non è corta. Vi aspettiamo tutti quando verranno a proporsi come paladini della giustizia, salvatori del centro storico e dispensatori di facili promesse per le prossime elezioni amministrative. Quando tornerete a bussare alle porte delle nostre botteghe e dei nostri locali a caccia di voti, troverete un muro compatto e una comunità pronta a chiedervi conto di ogni singolo errore e di ogni singola decisione presa dietro una scrivania sulla pelle di chi vive la strada ogni giorno.
Alla luce di quanto esposto, l’associazione Commercianti 3v diffida e richiede formalmente:
In mancanza di un immediato ed ufficiale riscontro positivo entro 7 giorni, gli operatori economici attiveranno le opportune tutele giurisdizionali dinanzi al TAR Calabria e segnaleranno le irregolarità procedurali ed i profili di potenziale danno erariale alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica, dando contestualmente avvio ad una stagione di protesta permanente ed ostruzionismo civile in tutte le sedi opportune.
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