Il Comune di San Luca si costituisce parte civile nel rito abbreviato dei 34 imputati di "Mandamento Ionico". Udienza il 23 luglio

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Il Comune di San Luca si costituisce parte civile nel rito abbreviato dei 34 imputati di "Mandamento Ionico". Udienza il 23 luglio
Comune di San Luca
  07 luglio 2020 13:19

di PAOLO CRISTOFARO

Il Comune di San Luca, amministrato dal sindaco Bruno Bartolo, ha deciso di costituirsi parte civile al processo, col rito abbreviato, per 34 imputati dell'inchiesta "Mandamento ionico", del 2017 (LEGGI QUI), che nel procedimento ordinario aveva portato già a 67 condanne e 97 assoluzioni.

"Visto l'avviso di procedimento in Camera di Consiglio della Corte d'Appello di Reggio Calabria, che ha fissato la prima udienza per il 23 luglio 2020", scrive l'Ente, "e che già in primo grado questo Comune era costituito parte civile e che anche in Appello, dall'Autorità Giudiziaria l'Ente è ritenuto parte offesa", si è decisa la nuova costituzione per la prima udienza in programma, con la nomina dell'avvocato Gaetano Callipo, del foro di Palmi. "Il procedimento penale in questione ha per oggetto una serie di reati gravi che hanno in effetti danneggiato, in via immediata e diretta, gli interessi pubblici comunali, nonché quelli della comunità amministrata, l'esercizio dell'azione civile, in sede giurisdizionale, consente di predisporre con la massima incisività e tempestività le azioni risarcitorie", continua la delibera del Comune di San Luca.

Le indagini dell'operazione "Mandamento ionico" sono iniziate nel 2014, focalizzando l'attenzione sui locali di 'Ndrangheta di Reggio Calabria, Sinopoli, Roghudi, Condofuri, S. Lorenzo, Bova, Melito Porto Salvo, Palizzi, Spropoli, S.Luca, Bovalino, Africo, Ferruzzano, Bianco, Ardore, Platì, Natile di Careri, Cirella di Platì, Locri, Portigliola, Saline, Montebello Jonico e S.Ilario. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, detenzione illegale di munizioni ed armi comuni da sparo e da guerra rese clandestine, turbativa d’asta, illecita concorrenza con violenza e minaccia, fittizia intestazione di beni, riciclaggio, truffa e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e numerosi altri delitti collegati.