A Catanzaro focus su salute mentale: il libro di Giovanni Occhiuto presentato al San Vitaliano

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images  A Catanzaro focus su salute mentale: il libro di Giovanni Occhiuto presentato al San Vitaliano
Da sinistra: don Salvino Cognetti, Domenico Mauro, Venturino Lazzaro, Alfredo Citrigno, Giovanni Occhiuto, Massimo Aiello

  24 gennaio 2026 16:50

di IACOPO PARISI

Voglio solo sentirmi meglio di Giovanni Occhiuto nasce da una ferita personale profonda e ancora aperta. Il libro è infatti intimamente legato alla vicenda del fratello Chicco, che conviveva con una fragilità mentale e che lo scorso anno è tragicamente scomparso dopo essere precipitato dall’ottavo piano di un edificio. Un evento che ha segnato in modo irreversibile la famiglia Occhiuto e che ha dato origine a una riflessione lucida e coraggiosa sul tema della sofferenza psichica, spesso taciuta o relegata ai margini del discorso pubblico.

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L’opera è un atto di testimonianza che si fa strumento di consapevolezza collettiva. Attraverso parole semplici e dirette, l’autore affronta la depressione, lo stigma sociale legato alla malattia mentale e il bisogno, sempre più urgente, di una cura che metta davvero al centro la persona, le sue relazioni e il suo vissuto.

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Non è casuale che la presentazione del libro si sia svolta all’interno di una casa di cura, in occasione del quindicesimo anniversario del Centro Clinico San Vitaliano del gruppo imprenditoriale Citrigno. Come ha sottolineato Venturino Lazzaro, primario del centro, la scelta è pienamente coerente con la filosofia della struttura: presentare un libro in un luogo di cura non è affatto insolito, ma rientra nei percorsi terapeutici che il San Vitaliano promuove da anni, intrecciando dimensione clinica, culturale e sociale. Secondo Lazzaro, attività di questo tipo aiutano a contrastare l’isolamento e la solitudine, fattori che spesso aggravano condizioni cliniche già complesse. Creare occasioni di confronto e parlare apertamente di fragilità diventa parte integrante del processo di cura, soprattutto per persone che vivono situazioni di sofferenza prolungata.

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A rimarcare il valore dell’iniziativa è stato anche il promotore, Alfredo Citrigno, che ha ringraziato Giovanni Occhiuto per il coraggio dimostrato nel condividere sentimenti così intimi e dolorosi, propri e della sua famiglia. Un coraggio che rappresenta un messaggio potente per tutte le persone che desiderano stare meglio. Il titolo del libro, Voglio solo sentirmi meglio, viene definito da Citrigno semplice ma profondamente significativo: "una frase che racchiude un desiderio universale e che si lega simbolicamente al quindicesimo anniversario del Centro Clinico San Vitaliano, luogo di cura ma anche di sofferenza. La presentazione del volume diventa così un momento di alto valore culturale e divulgativo, capace di parlare a tutta la comunità."

A chiarire il senso più profondo del progetto è stato lo stesso Giovanni Occhiuto, che ha sottolineato come il libro rappresenti uno degli strumenti della Fondazione Le idee di Chicco, nata per portare avanti il desiderio del fratello. "Chicco – ha spiegato – aveva l’obiettivo di aiutare le persone che soffrono interiormente, che vivono una fragilità mentale. Oggi questa missione continua attraverso la fondazione". L’obiettivo è ambizioso: scardinare lo stigma sociale ancora fortemente radicatopromuovere la ricerca scientifica. Tra le iniziative in programma, la nascita di un centro di ricerca avanzata all’Università della Calabria, dedicato allo studio del cervello e delle malattie mentali, attività di sensibilizzazione in scuole, parrocchie e ambienti digitali, oltre a percorsi di supporto psicologico.

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Il significato più ampio di questa scelta è stato richiamato dal sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, che ha voluto soffermarsi sul valore della decisione assunta dalla famiglia Occhiuto. Una scelta non scontata, quella di aprirsi e condividere un dolore così profondo, trasformandolo in un’occasione di riflessione pubblica. Per Fiorita, iniziative come questa dimostrano come anche da una ferita lacerante possa nascere qualcosa di utile per tutti, capace di alimentare una coscienza collettiva più attenta e sensibile ai temi della fragilità mentale.

A questa dimensione civile si è intrecciata anche una riflessione più ampia sul piano umano e spirituale, affidata a don Salvino Cognetti, vicario del vescovo di Catanzaro Mons. Claudio Maniago. Il sacerdote ha descritto il libro come "l’itinerario della fragilità di una persona con valori, con il desiderio di fare cose belle nella vita per sé e per gli altri", ricordando come nessuno sia realmente immune dalla fragilità mentale. "È un problema attuale – ha osservato – che non va sottovalutato". In questo contesto, l’esperienza religiosa può aiutare ad accettare quotidianamente la sofferenza e ad attraversare i momenti più difficili senza negarli.

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Il confronto si è infine arricchito del contributo del mondo sanitario e professionale, con gli interventi di Vincenzo Ciconte, presidente dell’Ordine dei Medici di Catanzaro, Massimo Aiello, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Calabria, e Domenico Mauro, psicologo del Centro Clinico San Vitaliano. Figure che hanno ribadito la necessità di un approccio integrato alla salute mentale, fondato sul dialogo tra istituzioni, professionisti e comunità.


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