
Un ponte tra memoria e futuro al Teatro Impero di Chiaravalle Centrale. In un’epoca dominata dalla velocità digitale, il ritorno alle radici si fa strada attraverso la voce di uno dei più grandi intellettuali del Novecento. Il Teatro Impero ha ospitato un incontro di profondo spessore culturale organizzato dall’I.C. Corrado Alvaro, dedicato proprio alla figura del celebre scrittore calabrese: "Corrado Alvaro: tradizione e modernità. Il senso della restanza e il ruolo della scuola calabrese".
L'evento non è stato solo una celebrazione accademica, ma un dialogo vivo tra le istituzioni, il mondo della letteratura e le classi terze della Scuola Secondaria di primo grado, i veri destinatari di un messaggio che sfida il tempo.
Il Senso della "Restanza". Al centro del dibattito, ispirato dal libro “Alvaro più di una vita” di Giusy Staropoli Calafati, è emerso con forza il concetto di restanza. Non un semplice restare passivo, ma la scelta consapevole e coraggiosa di abitare la propria terra, nobilitandola attraverso la cultura e la memoria ma anche rinnovandola. L'autrice Giusy Staropoli Calafati, attraverso il suo racconto della vita di Alvaro, rivolge un invito accorato ai giovani: quello di aprirsi al mondo e viaggiare per arricchire i propri orizzonti, ma con il desiderio profondo di tornare. Il vero atto di libertà e di amore sta proprio nel riportare a casa le competenze acquisite altrove, scegliendo di restare e spendersi con passione per la propria terra, affinché la Calabria possa rifiorire grazie all'energia e al talento dei suoi figli migliori."
Corrado Alvaro, attraverso le sue opere, continua ad insegnare alle giovani generazioni calabresi che la modernità non deve necessariamente comportare l'oblio delle tradizioni. Al contrario, la "calabresità" descritta da Alvaro è una lente universale per comprendere il mondo.
L'autrice Giusy Staropoli Calafati, attraverso il suo racconto della vita di Alvaro, rivolge un invito accorato ai giovani: quello di aprirsi al mondo e viaggiare per arricchire i propri orizzonti, ma con il desiderio profondo di tornare. Il vero atto di libertà e di amore sta proprio nel riportare a casa le competenze acquisite altrove, scegliendo di restare e spendersi con passione per la propria terra, affinché la Calabria possa rifiorire grazie all'energia e al talento dei suoi figli migliori."
L'incontro, moderato da Stefania Asuni, ha visto la partecipazione di Maria Carmen Aloi (Dirigente Scolastico IC Alvaro), del sindaco Domenico Donato, dell'europarlamentare Giusi Princi e dell'on. Antonio Viscomi (Università Magna Grecia). Il professor Viscomi ha soprattutto voluto contestualizzare il pensiero alvariano nel panorama politico e sociale contemporaneo. Loredana Giannicola (Direttore Generale USR), ha chiuso i lavori riflettendo sul ruolo cruciale della formazione scolastica nel costruire cittadini consapevoli.
Momenti emozionanti sono stati animati dagli alunni stessi, che hanno dato voce ai testi di Alvaro e ai brani del libro della Calafati. La piccola rappresentazione teatrale "Il paese e la città" — liberamente ispirata alla prima opera teatrale di Alvaro del 1923 — ha dimostrato come il conflitto tra radici rurali e ambizioni urbane sia ancora un tema bruciante nel cuore dei giovani di oggi.
L’eredità di Corrado Alvaro, oggi più che mai, funge da bussola per i ragazzi calabresi: li invita a guardare al futuro senza vergognarsi del passato, a viaggiare, visitare l’altrove, si, ma a tenere i piedi saldi in una terra che ha ancora molto da dire. Come suggerito durante l'incontro, la scuola non è solo un luogo di istruzione, ma il cantiere dove la "tradizione" si trasforma in "progetto".
L'evento non è stato solo una celebrazione accademica, ma un dialogo vivo tra le istituzioni, il mondo della letteratura e le classi terze della Scuola Secondaria di primo grado, i veri destinatari di un messaggio che sfida il tempo.
Il Senso della "Restanza". Al centro del dibattito, ispirato dal libro “Alvaro più di una vita” di Giusy Staropoli Calafati, è emerso con forza il concetto di restanza. Non un semplice restare passivo, ma la scelta consapevole e coraggiosa di abitare la propria terra, nobilitandola attraverso la cultura e la memoria ma anche rinnovandola. L'autrice Giusy Staropoli Calafati, attraverso il suo racconto della vita di Alvaro, rivolge un invito accorato ai giovani: quello di aprirsi al mondo e viaggiare per arricchire i propri orizzonti, ma con il desiderio profondo di tornare. Il vero atto di libertà e di amore sta proprio nel riportare a casa le competenze acquisite altrove, scegliendo di restare e spendersi con passione per la propria terra, affinché la Calabria possa rifiorire grazie all'energia e al talento dei suoi figli migliori."
Corrado Alvaro, attraverso le sue opere, continua ad insegnare alle giovani generazioni calabresi che la modernità non deve necessariamente comportare l'oblio delle tradizioni. Al contrario, la "calabresità" descritta da Alvaro è una lente universale per comprendere il mondo.
L'autrice Giusy Staropoli Calafati, attraverso il suo racconto della vita di Alvaro, rivolge un invito accorato ai giovani: quello di aprirsi al mondo e viaggiare per arricchire i propri orizzonti, ma con il desiderio profondo di tornare. Il vero atto di libertà e di amore sta proprio nel riportare a casa le competenze acquisite altrove, scegliendo di restare e spendersi con passione per la propria terra, affinché la Calabria possa rifiorire grazie all'energia e al talento dei suoi figli migliori."
L'incontro, moderato da Stefania Asuni, ha visto la partecipazione di Maria Carmen Aloi (Dirigente Scolastico IC Alvaro), del sindaco Domenico Donato, dell'europarlamentare Giusi Princi e dell'on. Antonio Viscomi (Università Magna Grecia). Il professor Viscomi ha soprattutto voluto contestualizzare il pensiero alvariano nel panorama politico e sociale contemporaneo. Loredana Giannicola (Direttore Generale USR), ha chiuso i lavori riflettendo sul ruolo cruciale della formazione scolastica nel costruire cittadini consapevoli.
Momenti emozionanti sono stati animati dagli alunni stessi, che hanno dato voce ai testi di Alvaro e ai brani del libro della Calafati. La piccola rappresentazione teatrale "Il paese e la città" — liberamente ispirata alla prima opera teatrale di Alvaro del 1923 — ha dimostrato come il conflitto tra radici rurali e ambizioni urbane sia ancora un tema bruciante nel cuore dei giovani di oggi.
L’eredità di Corrado Alvaro, oggi più che mai, funge da bussola per i ragazzi calabresi: li invita a guardare al futuro senza vergognarsi del passato, a viaggiare, visitare l’altrove, si, ma a tenere i piedi saldi in una terra che ha ancora molto da dire. Come suggerito durante l'incontro, la scuola non è solo un luogo di istruzione, ma il cantiere dove la "tradizione" si trasforma in "progetto".
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