
Una serata carica di emozione ha accompagnato la presentazione di “Mastru Jiozzu”, la nuova opera dell’artista Nuccio Loreti, realizzata nel suggestivo scenario della Pietra di Iuzzu, a Gimigliano.Un appuntamento nel quale arte, memoria popolare, teatro e territorio si sono incontrati, dando vita a un racconto capace di coinvolgere profondamente il pubblico. La Pietra di Iuzzu, uno dei luoghi più identitari e suggestivi di Gimigliano, porta con sé una storia antica fatta di tradizioni, racconti popolari e leggende. Una grande roccia dalla caratteristica forma a fungo che domina la Valle del Corace e che, secondo la tradizione, è legata anche agli antichi racconti e riti dedicati a Dioniso, dio della vite e del vino.

Ed è proprio nel rispetto di questa memoria che nasce l’intervento artistico di Nuccio Loreti. L’opera non vuole sostituire né modificare la storia antica della Pietra, ma aggiungere un nuovo racconto, quello dell’artista, nato dalla sua sensibilità e dalla sua immaginazione. Una storia d’amore trasformata in arte.
Il Sindaco Laura Moschella ha voluto sottolineare proprio questo aspetto, evidenziando come la narrazione artistica di Loreti rappresenti una vicenda personale che si affianca alla memoria storica del luogo senza negarla né alterarla.
Due racconti, dunque, che possono convivere: da una parte la storia antica della Pietra di Iuzzu, tramandata dalla comunità; dall’altra la storia contemporanea di Mastru Jiozzu, nata dalla creatività dell’artista.È questa, in fondo, una delle grandi capacità dell’arte: prendere un sentimento individuale e trasformarlo in qualcosa che possa appartenere a tutti. A impreziosire la serata è stato anche l’intervento della critica d’arte Tania Romeo, che con grande sensibilità e maestria ha saputo leggere ed esaltare la scultura di Nuccio Loreti, mettendone in luce il valore artistico, simbolico ed emozionale.
Le sue parole hanno contribuito a far comprendere come, dietro la materia e la forza del ferro, l’opera custodisca un racconto fatto di sentimenti, memoria e rapporto profondo con il territorio. A rendere ancora più intensa la serata è stata poi la partecipazione degli attori Angelica Artemisia Pedatella e Salvatore Venuto, che hanno dato voce alla leggenda di Mastru Jiozzu con una recitazione intensa e coinvolgente. Ed è stato proprio quel momento a lasciare nell’artista un’emozione particolare. «Forse è stata una delle emozioni più grandi dei miei dieci anni di installazioni e sculture», ha raccontato Nuccio Loreti.
Durante la rappresentazione, l’artista ha guardato il pubblico e ha visto le persone completamente immerse nel racconto, immobili e attentissime. In quel momento, la scultura aveva smesso di essere soltanto una presenza fisica. La storia era uscita dal ferro, dalla pietra e dalle parole per arrivare direttamente alle persone. Un passaggio che per Loreti rappresenta il senso più profondo del proprio lavoro. «L’arte ha un grande potere comunicativo. La scultura di Mastru Jiozzu, insieme alla leggenda che ho scritto per lui, ha dimostrato che una storia può uscire dalla pietra, dal ferro, dalle parole e arrivare direttamente alle persone». Una riflessione che si trasforma anche in una dichiarazione di volontà: «Malgrado tutto, l’arte deve andare avanti. E io continuerò ad andare avanti». Perché, per Nuccio Loreti, scolpire il ferro non significa soltanto creare una forma.
Significa raccontare, emozionare, custodire una memoria e lasciare qualcosa nel luogo nel quale l’opera nasce. La riuscita dell’iniziativa è stata resa possibile anche grazie alla sensibilità e alla collaborazione dell’Amministrazione comunale di Gimigliano, guidata dal Sindaco Laura Moschella, dall’assessore Salvatore Cubello e dall’intera Amministrazione, che hanno sostenuto e accompagnato la realizzazione dell’evento.
Una collaborazione importante, perché iniziative come questa dimostrano quanto sia possibile valorizzare un territorio attraverso l’incontro tra istituzioni, artisti, cultura e comunità.
La serata di Mastru Jiozzu ha dimostrato così che un territorio può essere raccontato anche attraverso nuovi linguaggi, senza perdere le proprie radici.
La Pietra di Iuzzu continuerà a custodire la sua storia antica, le sue leggende e la memoria della comunità. Accanto a queste, oggi, vive anche una nuova storia: quella di Mastru Jiozzu, nata dalla fantasia e dall’amore per l’arte di Nuccio Loreti. Una storia che non pretende di riscrivere il passato.Vuole semplicemente aggiungere un’emozione al presente. E forse è proprio questo il dono più bello che l’arte può fare a un luogo: non cambiarne la storia, ma permettere a quella storia di continuare a generare nuove emozioni.
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