A Petronà “BullDown – Storia di Giada”: piazza gremita per una lezione di coraggio e inclusione

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  08 agosto 2026 14:20

Non solo medaglie. Non solo vittorie sportive. A Petronà Giada Canino ha raccontato una storia che va oltre lo sport e che parla di difficoltà, coraggio, inclusione e della forza di non arrendersi. Una storia capace di arrivare al cuore di una piazza rimasta in silenzio ad ascoltare.  È stato questo il senso della presentazione di “BullDown – Storia di Giada”, iniziativa inserita nella seconda edizione della Festa della Montagna e organizzata dall’associazione “Passo dopo Passo”, guidata dal presidente Palmerino Marchio.
 
Una serata nata per raccontare una storia personale, ma diventata presto un’occasione di riflessione su temi che riguardano l’intera società: il bullismo e il cyberbullismo, la diversità, l’inclusione e il rispetto della persona. Tematiche che hanno bisogno di essere affrontate, raccontate e soprattutto condivise, perché soltanto attraverso la sensibilizzazione e il confronto è possibile costruire una cultura capace di riconoscere il valore di ogni individuo.
 
A guidare l’incontro è stato il giornalista Marco Angilletti, che ha accompagnato il pubblico attraverso le diverse testimonianze, dando voce ai protagonisti di una serata nella quale il racconto di Giada è diventato il punto di partenza per una riflessione più ampia. Ad aprire gli interventi è stato il presidente dell’associazione “Passo dopo Passo”, Palmerino Marchio, che ha sottolineato il ruolo dell’associazione e l’importanza di promuovere sul territorio iniziative capaci di affrontare temi sociali e di creare occasioni di partecipazione e confronto.
 
Un impegno che l’associazione porta avanti attraverso le proprie con il coinvolgimento delle persone che ne fanno parte. Tra queste c’è Barbara Gentile, che nel corso della serata ha regalato al pubblico uno dei momenti più emozionanti, leggendo una poesia. Barbara, visibilmente emozionata, è riuscita a sua volta ad emozionare l’intera piazza, dimostrando quanto la partecipazione possa diventare uno strumento concreto di inclusione. Un momento semplice, ma particolarmente significativo, che ha dato alla serata un ulteriore messaggio: siamo tutti straordinari grazie alle nostre diversità e ciascuno può avere qualcosa da raccontare e qualcosa da donare agli altri.
 
Nel corso dell’incontro sono arrivati anche i saluti istituzionali del sindaco di Petronà Dario Bolotta, che ha sottolineato l’importanza di affrontare con attenzione temi come il bullismo, il cyberbullismo e la diversità, ricordando come la responsabilità non possa ricadere su una sola realtà.
Il primo cittadino ha evidenziato come la lotta al bullismo, al cyberbullismo e a ogni forma di discriminazione debba vedere impegnate tutte le istituzioni, ciascuna per il proprio ruolo e le proprie responsabilità. Una sfida che richiede una rete concreta e una collaborazione costante tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e mondo dello sport.
 
«Dobbiamo costruire una comunità capace di includere e non lasciare indietro nessuno – ha sottolineato Bolotta –. Come Amministrazione comunale sentiamo la responsabilità di esserci e di sostenere tutte quelle iniziative che aiutano a creare consapevolezza, soprattutto tra i più giovani. Crediamo che la diversità non debba essere vissuta come una barriera, ma come un valore e che nessuno debba essere definito dalle proprie difficoltà».
 
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Il sindaco ha quindi ribadito la disponibilità dell’Amministrazione comunale a collaborare con le associazioni e con le istituzioni impegnate su questi temi, raccogliendo anche l’invito rivolto dal presidente del Comitato Paralimpico Regionale Calabria ad avviare nuove iniziative sul territorio.
 
«Saremo sempre al fianco di chi, attraverso il proprio impegno, contribuisce a costruire una comunità più attenta, più inclusiva e capace di offrire opportunità a tutti. Per questo siamo disponibili a lavorare insieme al Comitato Paralimpico, alle associazioni e a tutte le realtà che vorranno condividere questo percorso».  E poi il ringraziamento rivolto direttamente a Giada, protagonista della serata.
 
«Voglio ringraziare Giada per aver scelto di raccontare la sua storia, per la forza con cui ha affrontato le difficoltà e per il messaggio che oggi porta a tutti noi. Perché Giada non ha insegnato soltanto come si può vincere una gara. Ha insegnato come si può vincere nella vita».
 
Parole che hanno dato un significato ancora più profondo alla serata. Perché la storia di Giada non è soltanto una storia di medaglie e risultati sportivi, ma è soprattutto il racconto di un percorso fatto di ostacoli, difficoltà e momenti nei quali è stato necessario trovare la forza per andare avanti.  ll’incontro ha preso parte, in videoconferenza, anche il presidente del Comitato Paralimpico Regionale Calabria, dott. Antonino Scagliola, che ha voluto sottolineare il valore dello sport paralimpico e il grande lavoro portato avanti dal Comitato sul territorio regionale.
 
Nel suo intervento Scagliola ha evidenziato come lo sport possa rappresentare uno straordinario strumento di inclusione, crescita e autonomia, capace di offrire alle persone nuove opportunità e di abbattere barriere. Ma ha anche sottolineato l’importanza di dare continuità a iniziative come quella di Petronà, evitando che rimangano episodi isolati. Da qui l’invito a rafforzare la collaborazione con le Amministrazioni comunali e con le associazioni, costruendo una rete capace di portare nel tempo nuove opportunità e nuovi percorsi sul territorio.
 
Particolarmente toccante è stata poi la testimonianza della professoressa Raimondi, ex docente di Giada, che ha ripercorso alcuni momenti vissuti con lei durante gli anni della scuola. Attraverso i suoi ricordi è emersa una Giada ancora adolescente, conosciuta tra i banchi di scuola, con le sue difficoltà ma anche con le sue qualità, la sua personalità e quella determinazione che nel tempo l’ha accompagnata nel suo percorso.  Una testimonianza preziosa, perché ha permesso di guardare la protagonista della serata non soltanto attraverso i traguardi raggiunti oggi, ma attraverso la persona e il percorso che hanno preceduto quei successi.
 
La parola è poi passata a Elio Canino, papà di Giada, che ha raccontato la storia della figlia, le difficoltà affrontate, gli ostacoli incontrati e il lungo percorso che l’ha portata a conquistare importanti risultati. Un racconto familiare, sincero e intenso, che ha permesso al pubblico di comprendere quanto lavoro, sacrificio e determinazione possano esserci dietro una medaglia. Ma durante la serata Giada ha dimostrato che le medaglie sono soltanto una parte della storia.
 
Il vero messaggio è arrivato dal suo percorso, dalla capacità di non fermarsi davanti alle difficoltà e dalla forza di trasformare ciò che poteva sembrare un limite in una nuova possibilità. Giada ha insegnato che si può vincere anche quando la gara non si corre su una pista o su un campo. Si può vincere ogni giorno, semplicemente scegliendo di non arrendersi. E forse proprio per questo il momento più atteso della serata non poteva che essere quello in cui Giada è salita nuovamente al centro della scena per regalare al pubblico alcuni dei suoi balletti.
 
La danza è il suo modo di sentirsi libera. È attraverso quei passi che riesce a esprimere se stessa, a superare gli ostacoli e a raccontare, senza bisogno di parole, la propria voglia di vivere. La piazza ha accompagnato quei momenti con attenzione e partecipazione, mentre sul palco la danza diventava ancora una volta simbolo di libertà, forza e inclusione. Una serata nella quale non sono mancate le emozioni e nella quale ogni testimonianza ha aggiunto un tassello a una storia che, partendo da Giada, ha finito per parlare a tutti.
 
Nel finale, Palmerino Marchio ha rivolto i ringraziamenti dell’associazione all’Amministrazione comunale e al sindaco Dario Bolotta per la vicinanza e la collaborazione, ai relatori, a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa e, soprattutto, ai cittadini che hanno partecipato numerosi. Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Giada, per aver avuto la forza e la voglia di raccontare la propria storia e di trasformare le difficoltà, gli ostacoli e le fragilità in qualcosa di grande, in un messaggio capace di arrivare al cuore delle persone. Quella organizzata da “Passo dopo Passo” è stata così molto più di una semplice presentazione di un libro.
 
È stata una serata nella quale una storia personale è diventata una riflessione collettiva. Una storia che ha parlato di bullismo e inclusione, di diversità e sport, di difficoltà e rinascita. E mentre la piazza si svuotava, restava il messaggio più importante: non sono soltanto le medaglie a raccontare una vittoria. A volte la vittoria più grande è trovare la forza di rialzarsi, credere in se stessi e trasformare ciò che sembrava un ostacolo in una strada verso qualcosa di grande. In Piazza Gramsci a Petronà, Giada non ha semplicemente raccontato la sua storia. Ha lasciato una lezione di vita.