A Pizzo consegnati i primi 150 patentini digitali del Corecom Academy

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Dalla Calabria il primo modello italiano che unisce patentino digitale ed educazione affettivo-relazionale

  20 maggio 2026 13:02

Tour. Scarpino: «Non basta insegnare ai ragazzi a usare la rete. Bisogna aiutarli a restare persone dentro la rete». Dalla Calabria parte un modello educativo destinato a parlare all’intero Paese: il primo percorso che unisce il patentino digitale a una formazione strutturata di educazione affettivo-relazionale, consapevolezza emotiva, rispetto della dignità personale e prevenzione dei rischi della rete. 

Presso il Palazzo della Cultura di Pizzo sono stati consegnati i primi 150 patentini digitali agli studenti coinvolti nel Corecom Academy Tour, il progetto promosso dal Corecom Calabria per accompagnare le nuove generazioni verso un uso consapevole, responsabile e umano del digitale. Non una semplice consegna di attestati, ma la conclusione di un cammino educativo più profondo, costruito con la scuola, l’Università, le famiglie, la Chiesa e le istituzioni. Un percorso che ha messo i ragazzi al centro, non come destinatari passivi, ma come protagonisti di una nuova cultura digitale.

Alla giornata hanno preso parte il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, On. Salvatore Cirillo, S.E. Mons. Attilio Nostro, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e Presidente dell’Osservatorio Media e Minori del Corecom Calabria, il Presidente del Corecom Calabria, Avv. Fulvio Scarpino, il Vicepresidente del Corecom Calabria, Mario Mazza, il Prof. Antonio Viscomi dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, il Dirigente scolastico Prof. Giuseppe Sangeniti e il Sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale e della comunità ospitante.

Il Sindaco Sergio Pititto, nel rivolgere il saluto istituzionale della città di Pizzo, ha evidenziato il valore della presenza del Corecom Calabria e delle istituzioni regionali in una giornata dedicata ai giovani, alla scuola e alla responsabilità educativa della comunità. Scarpino: «Educare al digitale significa educare alla vita» Il Presidente del Corecom Calabria, Avv. Fulvio Scarpino, ha indicato il significato più profondo dell’iniziativa: il patentino digitale non è un punto di arrivo burocratico, ma il segno di una maturazione personale, culturale e civile.

«Quella di oggi — ha evidenziato Scarpino — è una giornata importantissima, perché rappresenta una pietra miliare nel lavoro che il Corecom Calabria sta portando avanti con i minori e con le scuole. Non abbiamo consegnato soltanto un patentino. Abbiamo accompagnato questi ragazzi in un cammino che li ha resi protagonisti, più consapevoli nell’uso dei social media, più attenti al rispetto di sé stessi e della dignità degli altri». Per Scarpino, il digitale non può essere trattato come un semplice ambiente tecnico. È ormai uno spazio reale della vita dei ragazzi, nel quale si formano identità, relazioni, reputazione, ferite, fragilità e opportunità.

«Ogni messaggio, ogni immagine, ogni video, ogni parola pubblicata online produce conseguenze. La rete non è un mondo separato dalla vita. È vita. Per questo educare al digitale significa educare alla responsabilità, al limite, alla libertà, al rispetto. Significa insegnare ai ragazzi che dietro ogni profilo c’è una persona, dietro ogni schermo c’è una storia, dietro ogni offesa può esserci una ferita». Il Presidente del Corecom Calabria ha poi sottolineato il carattere innovativo del progetto: la Calabria non si è limitata ad aderire al percorso nazionale del patentino digitale, ma lo ha arricchito con una dimensione ulteriore e decisiva, quella dell’educazione affettivo-relazionale.

«La vera sfida non è soltanto spiegare ai ragazzi come si usa una piattaforma. La vera sfida è aiutarli a capire come si sta dentro una relazione, anche quando quella relazione passa da uno schermo. Il digitale può amplificare il bene o il male. Può costruire comunità o generare solitudine. Può diventare conoscenza o violenza. Dipende dalla coscienza con cui lo si abita».

Scarpino ha quindi rivendicato il ruolo del Corecom Calabria come presidio educativo e istituzionale vicino ai territori. «Il Corecom non può essere soltanto un organismo tecnico. Deve essere un ponte. Un ponte tra istituzioni e ragazzi, tra scuola e famiglie, tra innovazione e umanità. Il Corecom Academy Tour nasce da questa convinzione: non lasciare soli i giovani davanti alla complessità del digitale, ma camminare con loro, ascoltarli, formarli e renderli cittadini digitali consapevoli». Cirillo: «La Calabria laboratorio nazionale di innovazione educativa» Il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, On. Salvatore Cirillo, ha espresso forte apprezzamento per il lavoro svolto dal Corecom Calabria, sottolineando come il Corecom Academy Tour rappresenti una delle esperienze più avanzate nate in Calabria nel campo dell’educazione digitale. Cirillo ha evidenziato che la Calabria, attraverso il proprio Corecom, dimostra di poter essere prima in Italia nel proporre un modello educativo integrato, capace di unire patentino digitale, prevenzione dei rischi della rete, educazione affettivo-relazionale e responsabilità personale.

«Questa iniziativa — ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale — dimostra che la Calabria non deve essere raccontata soltanto attraverso le sue difficoltà. La Calabria è anche una terra capace di anticipare i cambiamenti, costruire buone pratiche e offrire al Paese modelli replicabili». Secondo Cirillo, il valore del progetto sta nella sua capacità di trasformare una funzione istituzionale in una presenza concreta dentro le scuole, accanto agli studenti, ai docenti e alle famiglie. Il Presidente ha rimarcato che il digitale non può essere affrontato solo con divieti o ammonimenti. Occorre una strategia educativa più ampia, fondata sulla responsabilità, sulla prevenzione, sulla consapevolezza e sulla costruzione di una vera comunità educante.

«Non basta consegnare regole. Occorre formare coscienze. Non basta spiegare i rischi della rete. Occorre educare i giovani alla libertà responsabile, al rispetto della dignità propria e altrui, alla capacità di riconoscere il limite». Cirillo ha quindi definito il Corecom Academy Tour un modello di innovazione istituzionale e sociale, capace di dare contenuto concreto alla tutela dei minori e alla media education. La consegna dei primi 150 patentini digitali non rappresenta soltanto un risultato numerico, ma il segno di una Calabria che sceglie di investire sui giovani e sulla qualità della loro presenza nel mondo digitale. Viscomi: «Un progetto pilota che può diventare modello per le altre regioni» Il Prof. Antonio Viscomi, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha ricordato l’adesione convinta dell’Ateneo alla proposta del Corecom Calabria. L’Università, ha evidenziato Viscomi, ha partecipato al progetto con grande convinzione, riconoscendone il valore scientifico, educativo e sociale. La collaborazione con il Corecom Calabria ha consentito di incontrare studenti, famiglie e docenti, realizzando un’opera di sensibilizzazione concreta e necessaria.

«Questa partecipazione — ha sottolineato Viscomi — si è rivelata una grande ricchezza anche per l’Università stessa. Abbiamo incontrato i ragazzi, abbiamo incontrato le famiglie, abbiamo incontrato i docenti. Abbiamo contribuito a costruire un percorso che non si limita a parlare di digitale, ma prova a incidere realmente sulla formazione della persona». Per Viscomi, il dato più rilevante è che il progetto pilota nato in Calabria ha già assunto una proiezione più ampia. «Il Corecom Academy Tour è stato apprezzato dagli altri Corecom regionali proprio perché propone un modello esportabile. Dalla Calabria nasce una buona pratica che può essere replicata anche in altre regioni». Il Professore ha inoltre evidenziato che l’educazione digitale non può essere separata dalla dimensione emotiva e relazionale. La rete non è soltanto tecnologia. È ambiente sociale. È spazio di linguaggio, riconoscimento, conflitto, fragilità, appartenenza. Per questo, un percorso educativo realmente efficace deve tenere insieme competenze digitali, pensiero critico, responsabilità affettiva, rispetto dell’altro e capacità di comprendere le conseguenze dei propri comportamenti online. Mons. Nostro: «Dietro ogni profilo c’è una persona».

Particolarmente significativo l’intervento di S.E. Mons. Attilio Nostro, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e Presidente dell’Osservatorio Media e Minori del Corecom Calabria. Mons. Nostro ha definito la giornata una vera pietra miliare nel lavoro che il Corecom Calabria sta portando avanti con i minori e con le scuole. Il Vescovo ha posto l’accento sul protagonismo dei ragazzi, che non hanno semplicemente ricevuto un attestato, ma hanno concluso un cammino fondato sulla loro partecipazione, sulla loro capacità di mettersi in gioco e sulla loro crescita personale. «Oggi — ha evidenziato Mons. Nostro — abbiamo regalato a questi ragazzi un momento molto proficuo. Loro si sono resi protagonisti di un cammino che sono riusciti a concludere basandosi sulle proprie forze». Il percorso, ha sottolineato, li ha aiutati a diventare più consapevoli nell’uso dei social media e più attenti al rispetto di sé stessi e della dignità altrui. Il punto centrale, secondo Mons. Nostro, è che educare al digitale significa educare alla relazione. Non si tratta soltanto di insegnare regole tecniche, ma di formare uno sguardo umano.

«Dietro ogni profilo, ogni messaggio, ogni immagine, ogni parola pubblicata in rete, c’è sempre una persona. E quella persona merita rispetto». Il Vescovo ha quindi richiamato il valore morale ed educativo del progetto: la tecnologia deve restare al servizio della persona e non trasformarsi in uno spazio di aggressione, isolamento o perdita di responsabilità. Mazza: «Una delle esperienze più significative del Corecom Calabria» Il Vicepresidente del Corecom Calabria, Mario Mazza, ha definito il Corecom Academy Tour una bellissima esperienza organizzata dal Corecom Calabria e capace di assumere rilievo nazionale. Mazza ha evidenziato che il progetto riguarda il patentino digitale, ma anche una formazione precisa e puntuale sull’uso corretto del digitale. L’aspetto più importante, ha sottolineato, è avere valorizzato non soltanto la competenza tecnologica, ma anche la dimensione affettivo-relazionale, fondamentale per i ragazzi e per i giovani. Il digitale, ha osservato Mazza, non può essere abitato senza responsabilità.

Occorre educare i ragazzi al rispetto delle parole, delle immagini e dei comportamenti che assumono nello spazio virtuale. La scuola come comunità educante Il Dirigente scolastico Prof. Giuseppe Sangeniti ha rappresentato il ruolo decisivo della scuola nella riuscita del percorso. La consegna dei patentini digitali è anche il riconoscimento dell’impegno degli studenti, dei docenti e dell’intera comunità scolastica. La scuola, in questa prospettiva, diventa il luogo in cui la cittadinanza digitale non resta concetto astratto, ma diventa esperienza quotidiana, concreta, vissuta. Un modello che parte dalla Calabria e parla all’Italia Il Corecom Academy Tour dimostra che il digitale non si governa soltanto con norme, controlli o divieti. Si governa costruendo consapevolezza. Si governa educando alla responsabilità. Si governa ricostruendo una comunità educante capace di non lasciare soli i ragazzi davanti agli schermi. La forza del progetto calabrese sta proprio nell’avere compreso che la questione digitale non è soltanto tecnica.

È educativa, culturale, sociale, emotiva, relazionale. Il patentino digitale diventa così qualcosa di più di un attestato: diventa il simbolo di una nuova cittadinanza, nella quale la competenza tecnologica si accompagna alla maturità personale, alla capacità critica e al rispetto dell’altro. Con questa iniziativa, il Corecom Calabria, guidato dal Presidente Fulvio Scarpino, con il Vicepresidente Mario Mazza, insieme al Consiglio regionale della Calabria, all’Università Magna Graecia di Catanzaro, alla scuola, alla Chiesa e alle istituzioni locali, consegna al Paese un modello innovativo e replicabile. Un modello che non insegna soltanto a usare la rete. Insegna a restare umani dentro la rete. Da Pizzo parte il primo modello italiano che unisce patentino digitale ed educazione affettivo-relazionale: una Calabria che educa, innova e indica una strada nazionale per la tutela dei minori e la cittadinanza digitale.


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