
Ad aprire i lavori è stata la dott.ssa Teresa Cosentino, presidente della locale pro loco, che ha introdotto gli ospiti della serata: la dott.ssa Rosano' Elisabeth, sociologa, socia Fidapa sezione sud-ovest di Soverato, attivista dell'associazione universitaria Artù, orfana di femminicidio; la dott.ssa Ponessa Elisa, ostetrica AOU R. Dulbecco; Don
Gianluca Russo, parroco di San Floro; il Vice Ispettore della Polizia di Stato Vincenzo Varano; l’agente della Polizia di Stato Giulia Martina Gatto.
A rappresentare l’Amministrazione comunale e a testimoniare la sensibilità di tutta la comunità sanflorese su una tematica di cosìrilevante allarme sociale, il sindaco di San Floro, dott. BrunoMeta, che ha rivolto un saluto ai relatori e ai presenti e ha espresso la necessità di interventi finalizzati non solo a contrastare, ma,ancor prima, a prevenire ogni forma di violenza.
Momento particolarmente toccante del convegno è stato l’intervento della dott.ssa Rosano' Elisabeth, ella stessa orfana di femminicidio, evento che ha segnato profondamente la sua esistenza, tanto da spingerla a diventare sociologa, ad occuparsi di donne in situazioni di abuso, ad aiutarle a riconoscere il pericolo e a supportarle in percorsi di rinascita. Anche l’intervento della dott.ssa Ponessa Elisa, ostetrica AOU R. Dulbecco,
si è focalizzato sull’importanza di far acquisire alle donne consapevolezza della violenza di cui sono vittime e riconoscere le situazioni di pericolo, per agire prima che sia troppo tardi. Don Gianluca Russo ha posto l’accento sul ruolo, in primis, dellafamiglia e della scuola, nell’educazione alla convivenza civile e alrispetto reciproco, sottolineando che nessun contesto familiare, culturale o religioso può giustificare atti di sopraffazione e come sia fondamentale insegnare, fin dall’infanzia, la cultura dell’ascolto, dell’empatia e della non violenza.
Significativo è stato l’intervento del Vice Ispettore della Polizia di Stato Vincenzo Varano, da anni impegnato nel settore della tutela delle vittime vulnerabili. L’Ispettore ha aperto il suo intervento ricordando come la violenza sulle donne rappresenti un fenomeno esteso e ancora largamente sommerso, come non sia soltanto fisica, ma anche psicologica, economica e verbale. Ha sottolineato che dietro ogni numero c’è un volto, una storia, una vita che chiede protezione e ascolto. Nel suo discorso ha evidenziato l’importanza di una rete integrata tra istituzioni, servizi sociali, centri antiviolenza e comunità locali, ha ribadito il ruolo determinante degli operatori di polizia, chiamati a raccogliere la denuncia, ha ricordato che strumenti giuridici, quali l’ammonimento del questore e il braccialetto elettronico, hannopotenziato la capacità di tutela nei confronti delle vittime, ha sottolineato l’importanza del lavoro quotidiano, svolto dagli agentidella Polizia di Stato, come Giulia Martina Gatto, nelle attività di accoglienza e accompagnamento delle donne in situazioni di difficoltà, perché riesce ad offrire supporto e a superare il loroisolamento.
Il convegno si è concluso con la consapevolezza comune che la lotta alla violenza sulle donne richiede non solo leggi e politiche efficaci, ma anche e soprattutto un profondo cambiamento culturale.
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