
Presentato, riscuotendo particolare emozione e successo, al Castello Carafa di Santa Severina, Kr, l’ultimo libro della scrittrice, la cardiologa Maria Primerano, “Metamorfosi”, Helicon Edizioni.
L’evento, inserito nella rassegna “Giornate in Biblioteca 2026”, ha visto la partecipazione dell’autrice in veste di relatrice e di pianista. Musiche di Beethoven, Chopin, Satie, Glass, hanno infatti preziosamente rifinito la presentazione. “Musiche che arrivano dritte al cuore, introspettive, dolci e drammatiche come il testo vuole”, ha affermato la Primerano, “e che fanno riflettere”. In sala presente il Sindaco Dott. Lucio Giordano e un folto pubblico.
“Metamorfosi” è un omaggio alla Shoah, un libro che racconta gli undici mesi di internamento nei campi di concentramento di Dachau, Mauthausen, Ebensee, Melk, di Eno Mucchiutti, baritono triestino che, comunque, riesce a sopravvivere e uscirne vivo.
Il suo segreto è la Musica. Il baritono, infatti, e questa è una storia vera, sopranominato nei campi “Piccolo Gigli” si serve del suo talento per improvvisare esibizioni liriche che gli procureranno la salvezza. I musicisti perseguitati, è noto, reagivano usando la loro arte come forma di resistenza spirituale e strumento di denuncia dell’oppressione.
Ma se le orchestre di musicisti scelti fra i detenuti dei ghetti, dei campi di concentramento e di sterminio, fu una costante iniziativa attuata dai responsabili nazisti in diversi campi del Reich spesso per fare accompagnare lo sterminio dei detenuti con la musica eseguita da altri detenuti, nei ghetti e nei campi di internamento questa continuava tenacemente a esistere.
C’era una musica ufficiale, dunque, che i prigionieri erano costretti a eseguire nelle orchestre e nelle bande che le autorità naziste costituirono, cui si contrapponeva la musica clandestina dei deportati, i canti di protesta. E tra questi c’era anche chi, come nel caso di Eno Mucchiutti, per caso si trova a cantare e viene reclutato saltuariamente per i festini del Reich o semplicemente per improvvisati ritrovi musicali nelle baracche guadagnandosi un pezzo di pane. L’evento ha trovato signorile e appropriata accoglienza nel bellissimo Castello Carafa, in una delle sale del Museo della Lirica, quest’ultimo realizzato grazie al baritono trentino Amedeo Fumana che ha donato la propria collezione di oggetti di palcoscenico –abiti, parrucche, gioielli, calzature, articoli di stampa, quadri – al Castello.
“Metamorfosi” era già stato presentato, in marzo, sempre nel format reading concerto, per Unesco Carrara nel Ridotto del Teatro degli Animosi in Carrara riscuotendo, anche in Toscana, molto successo.
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