Addio al prof Mazzitelli, il ricordo di Ventura

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  23 aprile 2026 11:01

di NICOLA SABATINO VENTURA

Ho appreso della scomparsa del prof. Alessandro Mazzitelli, per me Sandro. Ho letto quanto altri hanno ritenuto di scrivere di lui, che condivido pienamente. In particolare la lucida e sapiente nota dell’amico prof. Vittorio Politano, che con qualità critica coglie bene lasensibilità umana/artistica di Sandro, nonché le importanti qualità pittoriche.

Con Sandro va via una persona a me cara. Un amico cheho voluto bene. Ho conosciuto Sandro all’inizio degli anni ’60. Una mattina, ricordo, ci siamo incontrati nei pressi del bar Colacino, quello che stava subito dopo la Basilica dell’Immacolata, all’ingresso della strettoia di corso Mazzini. Eravamo due giovanissimi catanzaresi del centro-storico. Legammo subito. Scoprimmo di essere amanti dell’arte. Lui figlio d’arte. Infatti, il padre Achille, è stato un prestigioso cartellonista di particolare qualità. Egli primeggiava nella realizzazione di insegne per i negozi. All’epoca in cui operava, credo di non sbagliare, già negli anni ’30, le insegne erano opere che rasentavano l’arte pittorica. Non esisteva il neon o altre possibilità. Il padre ha continuato a lavorare, credo di non sbagliare, sino a tutti gli anni ’60. Sandro è stato il suo primo allievo. Il nostro incontro è sfociato in stretta amicizia. Ci siamo frequentati assiduamente per anni. Ci siamo incontrati per un certo periodo al laboratorio/studio del padre, situato nel quartiere Pianicello. Li Sandro mi ha dato le prime lezioni di pittura: io ero un giovanissimo “artista” autodidatta. Sandro era già, sotto la scuola del padre, un iniziato. Ricordo che, mi resta nella memoria, mentre dipingevamo, in quel locale ascoltavamo, da dischivinile, musica classica e romanze cantate da teneroni quali Caruso, Giglio e altri. Sandro era già bravo. La nostra frequentazione si diradò quando egli andò a frequentare la scuola d’arte a Vibo Valentia, Catanzaro era priva d’istituti d’arte e del liceo artistico. Ma sempre ci ritrovavamo ai suoi rientri. Lo scoprivo a ogni suo ritorno sempre più bravo. Sandro è stato un’artista dalla tecnica raffinata e particolarmente pulita. La sua è una pittura poesia.

Uomo buono e anche umile. È stato un artista che non ostentava, poteva ben farlo, e, forse, anche un po' schivo. Ci lascia una qualità artistica molto unica, di spessore alto, non facilmente collocabile in correnti artistiche. Il Suo è stato un percorso sperimentale originale.

È un figlio della Catanzaro nobile, che ha onorato la sua città. Sono certo che ci sarà modo di ricordarlo degnamente attraverso le iniziative che le istituzioni riterranno più opportune.

Sono onorato di averlo avuto amico. Con riconoscenza rivolgo un caro pensiero.  


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