




Il convegno è stato organizzato dalla Cooperativa Sociale Giroquadro in collaborazione con l'ITTS E. Scalfaro di Catanzaro.
15 aprile 2026 17:20Si è svolto questa mattina, nella suggestiva cornice della sala del Cenacolo dell’ITTS “E. Scalfaro” di Catanzaro, un incontro che ha saputo toccare corde profonde e delicate: “Affettività e disabilità: approcci integrati e figure emergenti”. Non è stato solo un convegno tecnico, ma un autentico momento di crescita per gli alunni delle classi seconde, che hanno partecipato con un entusiasmo raro, confermando quanto le nuove generazioni sentano il bisogno di confrontarsi su tematiche ancora troppo spesso confinate nel silenzio.
L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la Cooperativa Sociale Giroquadro e il corpo docente dell’istituto — con il coordinamento prezioso della Prof.ssa Cinzia Galasso, referente per l’inclusione — ha trasformato l’aula in un laboratorio di civiltà. L'evento, moderato con attenzione dalla giornalista Letizia Varano, è stato aperto dai saluti della Vicepreside, Prof.ssa Alessandra Frijo, che ha ribadito con orgoglio come la scuola debba essere un presidio di integrazione, sempre pronto ad accogliere e stimolare riflessioni che vadano oltre i programmi ministeriali per toccare la vita vera.
Un concetto ripreso con forza dal Vicesindaco di Catanzaro, la Dott.ssa Giusy Iemma, che nel ringraziare gli organizzatori ha rivolto un plauso diretto ai ragazzi, definiti "i veri responsabili dell’innovazione culturale". Secondo il Vicesindaco, l’inclusione sociale non può essere un processo automatico, ma deve scaturire da una scelta consapevole: quella di esserci, di non voltarsi dall'altra parte e di riconoscere l'affettività come un diritto inalienabile di ogni essere umano. In questo quadro, il Comune si pone come alleato delle famiglie e delle scuole per costruire una rete territoriale solida e capace di ascolto.
Il cuore scientifico dell’incontro ha visto protagonista la Dott.ssa Monica Riccio, dirigente psicologo dell’U.O. NPIA di Lamezia Terme. Con estrema chiarezza, la dottoressa ha analizzato il disagio che molti adolescenti vivono nel rapporto con la propria sessualità, spesso accompagnata da sensi di colpa. Un peso che diventa ancora più gravoso per i giovani con disabilità, vittime di un pregiudizio adulto che tende a "infantilizzarli", negando loro una dimensione emotiva e pulsionale. "L'educazione al rispetto è il punto di partenza", ha spiegato la Dott.ssa Riccio, sottolineando come il concetto di consenso — il valore del 'no' — debba essere il pilastro di ogni relazione, senza distinzioni. Un messaggio condiviso idealmente anche dalla Dott.ssa Rosetta Mussari, impossibilitata a partecipare ma presente con un sentito saluto in cui ha ribadito la centralità del tema.
Particolarmente toccante è stato l’intervento a distanza di Max Ulivieri, fondatore del comitato “Lovegiver”. Ulivieri ha scosso la platea parlando della responsabilità degli adulti nel normalizzare la diversità. Attraverso una riflessione sul linguaggio e sulla libertà di scelta, ha evidenziato come la sessualità sia un istinto naturale che però richiede educazione e informazioni corrette. Ha poi acceso un faro sulle criticità legate alla privacy e alla dipendenza, barriere che spesso impediscono alle persone con disabilità di vivere con dignità la propria sfera intima.
L’evento si è concluso con un fitto dialogo proprio tra Max Ulivieri e gli studenti. Le domande dei ragazzi hanno dimostrato che il cambiamento culturale è già in atto: non si tratta di "insegnare" la sessualità, ma di imparare a guardare alla disabilità con occhi nuovi, liberati da stereotipi e pietismi. Se il futuro di una società più giusta passa dalla consapevolezza dei suoi cittadini più giovani, la mattinata trascorsa allo Scalfaro ha segnato un passo importante verso un mondo in cui ogni unicità è, finalmente, una ricchezza condivisa.
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