
Il Consorzio Clementine di Calabria IGP esprime pieno sostegno all’allarme lanciato dal Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP in merito all’intercettazione, sul mercato italiano, di agrumi provenienti dall’estero contenenti residui di sostanze non consentite nell’Unione Europea.
L’episodio, segnalato attraverso il sistema europeo di allerta alimentare, riaccende l’attenzione su un tema che riguarda l’intero comparto agrumicolo nazionale, comprese le produzioni di clementine. La questione investe non solo la sicurezza alimentare, ma anche la correttezza delle regole di mercato tra produttori europei ed extra UE.
«Facciamo nostre le preoccupazioni espresse dal Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP – dichiara la presidente del Consorzio Clementine di Calabria IGP, Maria Salimbeni – perché il problema riguarda direttamente anche il settore delle clementine. I nostri produttori rispettano standard rigorosi in materia di utilizzo dei fitofarmaci, tracciabilità e controlli. Non può esistere una disparità di regole che penalizzi chi opera nel pieno rispetto delle normative europee».
Il Consorzio evidenzia come differenze negli standard produttivi, nei costi di manodopera e nei controlli fitosanitari possano determinare condizioni di concorrenza non equilibrate, con ripercussioni sulle imprese italiane che investono in qualità e certificazione.
«È necessario rafforzare i controlli alle frontiere e garantire uniformità nelle regole – prosegue Salimbeni – perché la tutela della salute dei consumatori e la salvaguardia della nostra agrumicoltura devono rimanere priorità assolute. La certificazione IGP rappresenta una garanzia di provenienza, qualità e trasparenza per il consumatore».
Il Consorzio Clementine di Calabria IGP ribadisce il proprio impegno nel sostenere ogni iniziativa volta a garantire controlli rigorosi e a difendere il valore delle produzioni certificate, pilastro economico e rappresentativo del territorio calabrese.
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