All'IC Catanzaro Mater Domini Nord Est Manzoni "con il rugby il bullo resta in panchina"

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  25 marzo 2026 16:01

C’è una scuola che ha scelto di affrontare bullismo e cyberbullismo non solo con regole e sanzioni, ma con un’idea educativa forte, concreta e partecipata: trasformare lo sport in uno strumento di crescita civile. È l’I.C. Catanzaro “Mater Domini” Nord-Est Manzoni che, sotto la guida del Dirigente Scolastico Prof. Giulio Comerci, si distingue come una delle realtà più attive e innovative nel panorama scolastico calabrese.

Non è un caso che l’Istituto sia stato selezionato dalla Federazione Italiana Rugby (FIR), insieme all’Istituto Tecnico Industriale “Antonio Monaco” di Cosenza, per partecipare al progetto “Con il rugby il bullo resta in panchina”. Un’iniziativa che non arriva per caso, ma rappresenta il punto di arrivo di un percorso educativo costruito negli anni, fatto di impegno quotidiano, attenzione alle relazioni e valorizzazione dello sport come linguaggio universale.

La scuola, infatti, ha già dimostrato sul campo la propria eccellenza, riuscendo a costituire una squadra interamente composta da propri studenti che ha rappresentato la Calabria al Trofeo CONI 2025 di Lignano Sabbiadoro. Un risultato che racconta non solo capacità sportive, ma soprattutto coesione, senso di appartenenza e qualità del lavoro educativo svolto.

Al centro di questa esperienza c’è una visione chiara, fortemente sostenuta dal Dirigente Giulio Comerci: la scuola come comunità educante, capace di prevenire i fenomeni di disagio attraverso percorsi strutturati che mettano al centro la persona. In un contesto in cui le dinamiche tra pari possono facilmente degenerare in conflitti, esclusione o sopraffazione, l’Istituto ha scelto di intervenire in maniera sistemica, promuovendo attività che sviluppino empatia, responsabilità e rispetto reciproco.

In questo scenario si inserisce il Tag Rugby, disciplina scelta come strumento privilegiato del progetto. Una variante del rugby tradizionale che elimina il contatto fisico e lo sostituisce con il gesto simbolico del “tag”, rendendo il gioco accessibile a tutti e ponendo l’accento su strategia, collaborazione e rispetto delle regole. Non solo sport, dunque, ma una vera e propria palestra di cittadinanza, dove ogni studente impara il valore del gruppo e il significato delle proprie azioni.

Il valore dell’iniziativa è stato riconosciuto anche a livello nazionale: il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha selezionato “Con il rugby il bullo resta in panchina” come progetto pilota contro bullismo e cyberbullismo, inserendolo tra i soli dieci scelti in tutta Italia. Un riconoscimento che conferisce ulteriore prestigio all’Istituto e testimonia la qualità e l’efficacia del lavoro svolto.

Uno dei momenti più significativi del progetto è il cosiddetto “Terzo Tempo”, elemento distintivo della cultura rugbistica. Dopo la competizione, gli avversari si ritrovano per condividere un momento di convivialità, annullando tensioni e rivalità. Un gesto semplice ma carico di significato, che diventa metafora educativa: imparare a gestire il conflitto, a rispettare l’altro, a riconoscere il valore dell’avversario. Un insegnamento che va ben oltre il campo da gioco e si estende alla vita quotidiana e alle relazioni digitali.

Alla manifestazione hanno preso parte 15 alunni dell’Istituto, protagonisti di un’esperienza che rappresenta non solo un’opportunità formativa, ma anche un segnale concreto di partecipazione attiva e consapevole.

Quella dell’I.C. Catanzaro “Mater Domini” Nord-Est Manzoni non è dunque una semplice adesione a un progetto, ma l’espressione di una precisa identità educativa. Una scuola che, grazie alla visione del Dirigente Giulio Comerci e all’impegno condiviso della comunità scolastica, dimostra come sia possibile contrastare fenomeni complessi come il bullismo attraverso azioni concrete, modelli positivi e una cultura del rispetto costruita giorno dopo giorno.

In un tempo in cui le fragilità giovanili chiedono risposte credibili, esperienze come questa indicano una strada chiara: educare attraverso i valori, fare rete, e soprattutto non lasciare nessuno “in panchina”, se non il bullismo.


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