
"È grave quanto accaduto nelle giornate del 20 e 21 gennaio nel gruppo TIM, quando, a fronte di un’allerta meteo rossa diramata dalle autorità competenti e dell’invito rivolto alla cittadinanza a rimanere a casa, l’azienda ha scelto di ignorare la sicurezza dei lavoratori, negando la possibilità di ricorrere allo smart working".
Lo dichiara Gianmichele Bosco, esponente di Sinistra Italiana, commentando la denuncia della SLC CGIL Calabria e delle RSU TIM e TCC.
"Siamo di fronte a una decisione incomprensibile e irresponsabile – prosegue Bosco – soprattutto considerando che esistono accordi vigenti che prevedono esplicitamente il ricorso al lavoro da remoto proprio in situazioni straordinarie come un’allerta meteo di livello massimo. Parliamo di lavoratori già abilitati alla remotizzazione, che avrebbero potuto svolgere regolarmente le proprie mansioni senza alcun danno per l’azienda, ma con una tutela fondamentale della loro incolumità".
"In un contesto di emergenza – sottolinea – la sicurezza e la salute delle persone devono venire prima di qualsiasi altra valutazione. Negare lo smart working in queste condizioni significa ignorare il buon senso, le responsabilità sociali e il ruolo che un’azienda, peraltro a forte partecipazione pubblica, dovrebbe esercitare nei confronti dei lavoratori e della collettività".
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