
L'area valliva resta l'unica via di fuga per dotare la Regione di un'infrastruttura efficiente e sistemica
23 febbraio 2026 15:53"L’ennesima ondata di maltempo che ha flagellato il litorale tirrenico calabrese non ha lasciato dietro di sé solo detriti, frane e coste devastate, ma ha messo a nudo una verità che la Politica regionale continua ostinatamente a voler ignorare. Mentre il mare divora letteralmente porzioni di territorio tra Praia a Mare e Paola, e l’erosione costiera dimostra tutta la fragilità di un ecosistema già strozzato da un’antropizzazione selvaggia, c’è ancora qualche frangia politica di disperati che ha il coraggio di sostenere che l’AV Sa-Rc debba passare da lì. È un delirio infrastrutturale che ignora la realtà dei fatti e la sicurezza dei cittadini.
L’inganno del tracciato tirrenico: costi esorbitanti e rischi strutturali
Dobbiamo essere onesti: l’idea di realizzare una direttrice AV a sud di Praia, verso Paola, sarebbe un’aberrazione ingegneristica. Considerata la cronica penuria di terreno disponibile e l’avanzata inarrestabile del mare, la ferrovia dovrebbe correre costantemente in condizione di mezza costa. Quanto detto, significherebbe realizzare una serie infinita di gallerie e viadotti sospesi su versanti fragili. I costi di costruzione e la conseguente manutenzione si rivelerebbero molto più lunghi e infinitamente più onerosi rispetto alla direttrice interna. Optare, quindi, per un’eventuale scelta tirrenica del tracciato ferroviario comporterebbe "infilare" il miliardario progetto dell'Alta Velocità in un "budello" buio e instabile. Tutto ciò, al solo fine di assecondare recriminazioni politiche locali e scampoli di campanile che nulla hanno a che fare con il bene comune.
Il ritorno al buonsenso: non già l'ipotesi Praia-Tarsia, ma la direttrice Lagonegro-Tarsia
L'idea progettuale che aveva visto un notevole investimento finanziario nel realizzare uno studio di fattibilità (ipotesi Praia-Tarsia) si è dimostrata essere di difficile attuazione. Le falde acquifere presenti nel ventre dei Monti dell'Orsomarso hanno suggerito di abdicare su tale scelta di tracciato. Tuttavia, valutando l'ipotesi costiera a sud di Praia si correrebbe il rischio concreto di trovare una toppa peggiore del buco. Bisogna riprendere con forza il progetto originario, quello che la logica e la geografia suggeriscono da decenni: la direttrice Lagonegro-Tarsia. Spostare l'asse ferroviario verso l'interno — scollinando il Pollino, nella sua parte meno estesa, e procedendo lungo la media valle del Crati — non è una rinuncia. È una scelta strategica di stabilità e visione. Il tracciato, procedendo verso Cosenza, proseguendo per Lamezia Terme e raggiungendo Reggio Calabria, garantirebbe una dorsale baricentrica sicura e al riparo dalle mareggiate. Questo percorso non solo è più semplice da realizzare, ma è l'unico che può garantire la continuità del servizio nei prossimi decenni. Senza il timore che gli eventi atmosferici estremi, ormai sempre più diffusi, isolino la nostra Regione e, di conseguenza, i collegamenti verso la Sicilia.
L'Arco Jonico non può restare a guardare: il bivio di Tarsia e il deviatoio di Thurio
Una progettualità seria e non viziata da pennacchi e campanili non può prescindere da una visione di insieme che includa l'intera Calabria. Se l'Alta Velocità passa dall'interno, si apre finalmente la possibilità concreta di collegare tutto l'Arco Jonico. Lo stesso territorio rimasto ai margini del più basilare concetto di mobilità integrata sin dalla notte dei tempi. Accanto alla direttrice principale, bisogna spingere per la realizzazione di rami funzionali che consentano ai territori cosiddetti marginali di acquisire una nuova baricentricità geografica. All'altezza di Tarsia-Spezzano Terme va realizzata un'asta moderna e funzionale che si diriga verso la Sibaritide. Una bretella ferroviaria che nel triangolo Doria-Thurio-Sibari rifunzionalizzi l'intero settore jonico a partire da Crotone. Un moderno sistema di confluenza verso la direttrice principale che realizzi nei fatti ciò che fino a qualche anno fa era stato promosso come "Diagonale del Mediterraneo". Solo così Città come Corigliano-Rossano e Crotone — e relative aree di pertinenza e gravitazione — potranno finalmente uscire da un isolamento secolare e agganciarsi alla grande rete europea. È l'unico modo per dare un senso alla parola coesione territoriale: avere rami che servano il Tirreno (Lagonegro-Praia e nuova galleria Santomarco) e uno che porti l'Alta Velocità verso lo Jonio (deviatoio di Thurio), trasformando la Calabria da terra di transito a hub logistico del Mediterraneo.
Basta propaganda sulla sabbia
Le recriminazioni sollevate in questi giorni da alcuni esponenti politici, che nonostante le coste distrutte insistono sul passaggio tirrenico, sono un insulto all'intelligenza dei Calabresi e alla sicurezza dei viaggiatori. L'Alta Velocità deve correre dove il terreno è solido e dove il progetto può servire il maggior numero di cittadini con il minor rischio possibile. La valle del Crati e l'innesto verso lo Jonio sono le uniche risposte logiche. Il resto è propaganda elettorale scritta sulla sabbia. E la sabbia, come la storia ci insegna, il mare se la porta sempre via".
Lo afferma, in una nota, Domenico Mazza (Comitato Magna Graecia).
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