Ama Calabria, a Catanzaro e Lamezia “Forbici & Follia” con Max Pisu: l’intervista

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Ama Calabria, a Catanzaro e Lamezia “Forbici & Follia” con Max Pisu: l’intervista

  13 marzo 2025 10:48

di CARLO MIGNOLLI

Venerdì 14 marzo al Teatro Comunale di Catanzaro e sabato 15 marzo al Teatro Grandinetti Comunale di Lamezia Terme, alle ore 21, andrá in scena lo spettacolo Forbici & Follia, nell’ambito della stagione teatrale di AMA Calabria, che accoglie nel suo cartellone un trio di attori incredibili composto da Max Pisu, Nino Formicola e Giancarlo Ratti, con una commedia in cui il pubblico sará protagonista.

Banner

Uno spettacolo che è un mix perfetto tra giallo e comicità, capace di sorprendere e divertire ogni sera in modo diverso. Forbici & Follia è un’esperienza teatrale incredibile e unica nel suo genere, in cui il pubblico non è solo spettatore ma anche protagonista: chiamato a risolvere un misterioso omicidio, diventa parte integrante dell’azione grazie a un’interazione continua con gli attori. La storia si svolge in un salone da parrucchiere, apparentemente come tanti, ma che in un giorno qualunque si trasforma nella scena di un delitto. La vittima è una vecchia pianista che vive al piano di sopra, mentre i sospetti ricadono su tutti i presenti, ognuno con un possibile movente. A guidare le indagini ci sono due poliziotti in borghese, nascosti tra i clienti, ma la vera soluzione del caso è nelle mani del pubblico, che con le sue osservazioni e domande determinerà il corso della serata.

Banner

Max Pisu, volto noto del teatro e della comicità italiana, con il suo stile brillante porta in scena un personaggio capace di alternare rigore narrativo e improvvisazione. Dopo il successo de La cena dei cretini, torna a collaborare con Nino Formicola, formando una coppia affiatata che garantisce ritmo e divertimento. In questa intervista Pisu ci racconta la sua esperienza in Forbici & Follia, il suo approccio a un teatro così dinamico e il rapporto speciale che si crea ogni sera con il pubblico.

Banner

L’INTERVISTA

Sarai in scena a Catanzaro e Lamezia Terme con Forbici & Follia, uno spettacolo che unisce giallo e comicità. Parlaci della genesi di questo spettacolo e come si è sviluppato negli anni?

«Forbici & Follia è un format americano che ha quasi 60 anni di vita, quindi è uno spettacolo con una lunga storia alle spalle. In Italia è stato portato per la prima volta circa vent’anni fa e poi, dieci anni fa, abbiamo ripreso questa versione che torna ora in scena. Nonostante l’età, ha una formula ancora molto originale: il pubblico diventa protagonista attivo della storia e questo è un elemento che lo rende unico. Il coinvolgimento degli spettatori è una delle sue caratteristiche più affascinanti e, proprio per questo, riesce a essere sempre attuale e sorprendente».

Quanto è stimolante - ma anche rischioso - dover improvvisare ogni sera in base alle reazioni del pubblico?

«Lo spettacolo si svolge interamente in un salone da parrucchiere, dove il mio personaggio lavora. Tutto sembra procedere normalmente, finché non avviene un omicidio: la vittima è un’anziana pianista che vive al piano di sopra. A quel punto, due clienti si rivelano essere poliziotti sotto copertura e inizia l’indagine. Il bello è che l’assassino è uno dei presenti e il pubblico deve aiutarci a scoprirlo, basandosi su ciò che ha visto e su ciò che i sospettati dichiarano. Questa interazione crea situazioni sempre nuove e imprevedibili. Il pubblico nota dettagli, fa domande, chiede di rivedere oggetti di scena… a volte si accorge di discrepanze nei racconti e mette in difficoltà gli attori! Alla fine, con una votazione per alzata di mano, decide chi è il colpevole. E a seconda della scelta, lo spettacolo prende una piega diversa. È una sfida continua, perché ogni replica è unica e ci costringe a essere sempre pronti a improvvisare».

Sul palco con te ci sono attori provenienti sia dal teatro di prosa che dal cabaret. Quanto è importante il feeling tra di voi e come vivi questa condivisione del palco?

«Il feeling è fondamentale, soprattutto in uno spettacolo come questo, dove l’affiatamento tra gli attori è essenziale per gestire l’interazione con il pubblico. Con Nino Formicola e Giancarlo Ratti avevo già lavorato in altre commedie, così come con Roberta Petrozzi. Con Giorgio Verduci, invece, c’è un’amicizia che ci lega dai tempi di Zelig. Per noi cabarettisti, uno spettacolo che prevede tanta improvvisazione è perfetto, perché ci dà la possibilità di giocare e reagire in modo spontaneo. Nel cast c’è anche Lucia Marinsalta, attrice di grande talento che viene dal Piccolo Teatro. La cosa bella è che ormai siamo alla seconda stagione insieme e si è creata un’intesa straordinaria: basta uno sguardo per capire dove andare, come rispondere e quale direzione prendere. Siamo ben collaudati!».

Ti abbiamo visto in tanti contesti, dal cabaret alla televisione, fino al teatro. Qual è il luogo in cui ti senti più a casa?

«Senza dubbio, nel contatto diretto con il pubblico. Io nasco come cabarettista, poi sono passato alla televisione, ma anche lì ho sempre cercato di mantenere una relazione viva con la platea. A Zelig, per esempio, si esibiva davanti a un pubblico vero, non in uno studio televisivo silenzioso come in altri programmi. In teatro il rapporto è ancora più forte: senti subito le reazioni, capisci cosa funziona e cosa no. E questa è la cosa che mi piace di più».

Negli anni il modo di intrattenere è cambiato notevolmente. Cosa ne pensi dell’umorismo di oggi e quali sono gli aspetti che ti affascinano maggiormente?

«Personalmente, trovo più difficile adattarmi ai nuovi ritmi della comicità. Io vengo da un modo di raccontare in cui si costruivano personaggi e storie, si portava il pubblico dentro un mondo. Oggi i tempi sono molto più veloci, sia in televisione che sul web. Le nuove generazioni sono abituate a contenuti brevi: video da 30 secondi, un minuto al massimo. Tutto è più immediato, ma spesso manca il tempo per sviluppare un racconto che resti nella memoria. È un mordi e fuggi continuo. Anche la musica è diventata così: vedo mia figlia di 23 anni che cambia canzone dopo pochi secondi. Questo ritmo frenetico si riflette anche nella comicità».

Hai già avuto modo di esibirsi in Calabria in passato. Che ricordo ha del pubblico calabrese?

«Sono stato tante volte in Calabria, anche a Catanzaro e Lamezia Terme. Per noi che facciamo questo mestiere, Lamezia è spesso una tappa fissa, perché ha l’aeroporto e da lì si parte per tanti spettacoli. Ho lavorato in Calabria sia d’estate che nei teatri d’inverno e ho sempre trovato un pubblico caloroso e pronto a divertirsi. Sono sicuro che anche stavolta sarà così».

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner