
di IACOPO PARISI
Il grande interprete del teatro pirandelliano Pippo Pattavina torna in Calabria con una delle opere più intense di Luigi Pirandello. L’attore sarà in scena con “Il piacere dell’onestà” il 13 marzo al Teatro Comunale di Catanzaro e il 14 marzo al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, nell’ambito della stagione teatrale organizzata da AMA Calabria, la cui direzione artistica è affidata a Francescantonio Pollice.
Per Pattavina si tratta di un ritorno molto atteso: questa è infatti la terza volta che porta Pirandello in Calabria, dopo il successo degli spettacoli Uno, nessuno e centomila e Pensaci, Giacomino!.
La commedia ruota attorno alla figura di Angelo Baldovino, un uomo dal passato burrascoso, giocatore e pieno di debiti, che accetta un matrimonio di convenienza con una giovane donna incinta del suo amante, un marchese sposato. L’unione serve soltanto a salvare le apparenze e permettere alla relazione clandestina di continuare. Baldovino però pone una condizione: se deve interpretare il ruolo di marito, lo farà con un’onestà assoluta e inflessibile. Quella che nasce come una semplice recita sociale si trasforma così in qualcosa di più profondo: Baldovino finirà per incarnare davvero quell’onestà che gli altri fingono soltanto di possedere.
La regia dello spettacolo è firmata da Guglielmo Ferro, con la collaborazione alla regia di Giampaolo Romania.
In scena, accanto a Pattavina, un cast importante composto da Francesca Ferro, Debora Bernardi, Riccardo Maria Tarci, Giampaolo Romania, Aldo Toscano, Giuseppe Parisi e Anastasia Caputo.
"I primi due spettacoli che ho portato sono stati straordinari", racconta Pattavina. "Uno, nessuno e centomila era un’edizione teatrale tratta dal romanzo, ridotta per il palcoscenico da me e dal regista. Il secondo Pirandello che ho portato è stato Pensaci, Giacomino!".
"Questa volta porto Il piacere dell’onestà, uno spettacolo a cui tengo moltissimo e che sono sicuro otterrà lo stesso successo degli altri due perché è un testo straordinario. È molto bello perché tocca i sentimenti, tocca il cuore e fa pensare".
Lo spettacolo, in tournée da circa un anno nei maggiori teatri italiani, continua a raccogliere un grande riscontro da parte del pubblico. "È sempre un piacere rappresentarlo", prosegue Pattavina. "Lo spettacolo coinvolge molto e riceve sempre un ritorno di entusiasmo da parte del pubblico, che è meraviglioso".
Uno dei temi centrali della commedia è il valore dell’onestà. Un valore che, secondo Pattavina, oggi appare sempre meno comune.
"Di questi tempi, l'onestà pare sia diventata merce rara", osserva l’attore. "Oggi abbiamo spesso a che fare con persone che agiscono solo per i propri interessi, per il proprio tornaconto, arrivando perfino a sfiorare la legalità pur di realizzare ciò che vogliono".
Portare in scena il testo di Pirandello diventa allora anche un modo per riflettere sul presente.
"Questo spettacolo è anche una piccola denuncia. Ma è soprattutto un modo per riscoprire certi caratteri e certi valori".
Il protagonista della commedia è una figura profondamente pirandelliana: un uomo che, proprio attraverso la finzione, arriva alla verità. "Baldovino è un uomo che per tutta la vita ha rasentato la disonestà", racconta Pattavina. Accettando il matrimonio di facciata, però, accade qualcosa di inatteso. "Pone una condizione: nella parte del marito sarà perfettamente ligio, assolutamente onesto. E diventa talmente onesto nella recita che finisce per trasformarsi davvero in un uomo di grandi valori".
Ed è proprio qui che si innesta il tipico paradosso pirandelliano. "Diventa talmente onesto in questa recita", spiega Pattavina, "che l’onestà finisce per prenderlo completamente, fino a trasformarlo davvero in un uomo di grandi valori".
La finzione smaschera così la realtà: mentre Baldovino, nato come semplice “marito di facciata”, si scopre capace di una rigidissima integrità morale, gli altri personaggi – quelli che nella società passano per rispettabili e irreprensibili – rivelano invece tutta la loro ipocrisia, mostrando meschinità e mediocrità.
Lo spettacolo segna un nuovo incontro artistico tra Pattavina e il regista. "La regia è di Guglielmo Ferro, con cui avevo già lavorato in Pensaci, Giacomino!", spiega. "Abbiamo condiviso molto delle scelte registiche e della sua impostazione del testo".
Anche la compagnia è stata costruita con grande attenzione: "Gli attori li ho scelti uno per uno", racconta Pattavina. "Sono colleghi che conosco da tempo e di cui mi fido ciecamente. Ognuno interpreta il proprio ruolo magnificamente: questa è una grande garanzia per lo spettacolo".
Meglio non farsi sorprendere con il cellulare acceso in platea quando recita Pippo Pattavina. L’attore non nasconde infatti la sua insofferenza verso una delle abitudini più diffuse del pubblico contemporaneo: l’uso dello smartphone durante lo spettacolo.
"Il teatro è un’occasione meravigliosa per stare insieme e vivere un momento magico con il testo, con gli attori e con il pubblico", osserva. "Ma oggi sempre più persone preferiscono buttarsi sui telefonini".
Un’abitudine che, quando entra in sala, rischia di spezzare quell’equilibrio fragile che si crea tra palco e platea. "Dal palcoscenico vediamo benissimo le luci dei cellulari nel buio", racconta. "C’è gente che manda messaggi, che legge notifiche, che scrive mentre tu stai recitando e stai dando tutto te stesso".
Da qui la sua provocazione, tanto radicale quanto comprensibile per chi vive il teatro ogni sera.
"I telefoni andrebbero consegnati all’ingresso del teatro, banditi completamente. Purtroppo è una battaglia quasi persa: ormai si vive in funzione di questi aggeggi".
Lo spettacolo “Il piacere dell’onestà” andrà in scena oggi, 13 marzo, al Teatro Comunale di Catanzaro, e domani, 14 marzo, al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, due appuntamenti che riportano sul palcoscenico calabrese il teatro di Pirandello e una commedia che, a più di un secolo dalla sua scrittura, continua a interrogare il pubblico sul valore — sempre più raro — dell’onestà.
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