
L'Avv. Stefania Valente: "Proteggiamo le micro-imprese dai disastri ambientali con un meccanismo automatico e strutturale."
13 marzo 2026 12:12L’avvocato Stefania Valente, membro del direttivo del Movimento politico Nuova Genesi, lancia ufficialmente una proposta di legge d’avanguardia destinata a cambiare il volto della resilienza economica italiana: l’istituzione delle ZEEC (Zone Economiche di Emergenza Climatica).
L’iniziativa nasce dall’esigenza di colmare un vuoto normativo che, ad oggi, lascia le piccole attività produttive in balia della burocrazia post-calamità. Se la Protezione Civile si occupa di mettere in sicurezza vite e infrastrutture, la ZEEC nasce per salvare il "cuore pulsante" delle nostre città: le saracinesche dei negozi, le botteghe artigiane e le micro-imprese che rischiano di chiudere per sempre dopo un’alluvione o una mareggiata.
Cos’è una ZEEC: dalla gestione dell’urgenza alla prevenzione economica
A differenza degli attuali stati di emergenza, che richiedono decreti lunghi e complessi, la ZEEC introduce un automatismo. Non appena si verifica un evento climatico estremo certificato da dati oggettivi, l’area colpita ottiene immediatamente lo status di Zona Economica di Emergenza.
"Oggi, quando un quartiere come il quartiere Lido di Catanzaro viene devastato dal maltempo, le imprese devono sperare in aiuti 'una tantum' che arrivano spesso fuori tempo massimo," spiega l'avvocato Valente. "La nostra proposta trasforma l'assistenza in un diritto certo: agevolazioni fiscali, stop ai contributi e accesso al credito scattano subito, permettendo all'imprenditore di non fallire mentre attende i ristori."
Le differenze con ZES e ZEA: uno strumento su misura
Molti potrebbero confondere le ZEEC con le già note Zone Economiche Speciali (ZES). Tuttavia, la distinzione è netta:
ZES: Nate per attrarre grandi investimenti e sviluppare aree arretrate nel lungo periodo.
ZEEC: Nate per l’emergenza, per proteggere chi sul territorio c'è già e rischia di perdere tutto in poche ore.
Mentre la recente Legge 40/2025 si concentra sulla ricostruzione fisica degli edifici, la proposta di Nuova Genesi si focalizza sulla continuità del reddito. L'obiettivo non è solo ricostruire muri, ma garantire che chi gestisce un'attività abbia le risorse per riaprire il giorno dopo.
Un Fondo Assicurativo Nazionale "Sociale"
Uno dei pilastri della proposta è l’integrazione tra pubblico e privato. Nonostante l’obbligo di polizze catastrofali per le imprese, le assicurazioni private spesso prevedono franchigie altissime o escludono il "lucro cessante" (ovvero il mancato guadagno durante i mesi di chiusura).
"Proponiamo un Fondo pubblico integrativo," prosegue Valente. "Lo Stato deve agire come un 'riassicuratore sociale', coprendo quelle spese che le polizze private non rimborsano: le franchigie, la perdita di fatturato e i micro-danni. È questa la differenza tra un locale ristrutturato che resta vuoto e un'attività che torna a produrre ricchezza."
Criteri certi contro il clientelismo
Per evitare che queste agevolazioni diventino uno strumento di favoritismo politico, la proposta di legge fissa parametri tecnici insindacabili. L’attivazione della ZEEC è legata a:
Soglie climatiche: Quantità di pioggia, forza del vento o livelli di esondazione misurati dagli enti meteo.
Dati economici: Entità del danno accertato sul tessuto produttivo locale.
Tempistiche: Durata limitata (massimo 24 mesi) per garantire che l'aiuto sia finalizzato alla ripartenza e non diventi un sussidio perpetuo.
Sostenibilità finanziaria e normativa
L'avvocato Valente rassicura anche sul fronte dei conti pubblici: "Non chiediamo spesa fuori controllo. Il Fondo opererà nei limiti delle risorse già disponibili e rispetterà rigorosamente le normative europee sugli aiuti di Stato (regime de minimis). Bisogna capire che l'inazione costa più dell'intervento: un'impresa che fallisce significa meno tasse incassate, più sussidi di disoccupazione e desertificazione dei centri urbani."
Da Catanzaro all’Italia: il ruolo di Nuova Genesi
Nonostante sia un movimento civico territoriale, Nuova Genesi ha già pianificato il percorso istituzionale della proposta. Il testo del Proposta di Legge (PDL) sarà affidato a partner politici nazionali affinché approdi in Parlamento.
"Vogliamo che Catanzaro sia la città pilota di questo modello," conclude l'avvocato Valente. "Dimostreremo che dalla Calabria può partire una visione moderna di Stato: uno Stato che non interviene solo per piangere sulle macerie, ma che agisce come garante attivo del futuro economico delle sue comunità. È una battaglia di civiltà giuridica e di sopravvivenza economica."
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