AMC S.p.A. e il futuro della mobilità integrata: intervista al dg Luca Brancaccio
01 giugno 2026 10:00
Riceviamo e pubblichiamo l'intervista al direttore generale dell'AMC SPA , l'ing. Luca Brancaccio. Tra i temi affrontati, il futuro della mobilità integrata, bilancio di esercizio, MOGO-OMNIBUS e il posizionamento nel dibattito MaaS nazionale.
Il bilancio di AMC è stato approvato il 29 maggio 2026. Che significato ha questo risultato per la società?
“L'approvazione del bilancio chiude formalmente un ciclo che ha profondamente ridisegnato l'identità industriale di AMC. I risultati operativi confermano la validità del percorso intrapreso: crescita costante dei passeggeri trasportati, piena regolarità del servizio, attrezzaggio tecnologico di bordo, rinnovo completo della flotta con un'età media di 2 annie una composizione modale orientata alla sostenibilità ambientale. A questi si affianca un miglioramento misurabile della qualità erogata, rilevato negli indici di puntualità, nella riduzione delle criticità operative e nella risposta dell'utenza”.
Come va letto il risultato economico di esercizio?
“Va letto nella sua corretta dimensione strategica: non come dato statico, ma come effetto di una politica deliberato di reinvestimento delle risorse generate in infrastrutture, organizzazione e patrimonio tecnologico. Il processo di trasformazione, accompagnato da un rinnovamento regolamentare in termini di certificazioni ambientali e di sicurezza sul lavoro, di compliance aziendale e Modello 231, ha portato alla nascita di un soggetto industrialmente maturo, operante su standard qualitativi allineati alle best practice nazionali”.
Qual è il contributo più originale di questo mandato sul piano della digitalizzazione?
“Senza dubbio la piattaforma MOGO-OMNIBUS, ecosistema tecnologico proprietario sviluppato per integrare in un unico ambiente digitale i servizi rivolti ai cittadini e gli strumenti operativi aziendali. La piattaforma OMNIBUS incorpora moduli operativi per la gestione dei processi aziendali — acquisti, finanza, paghe, presenze, compliance — e per tutti i servizi all'utenza: la geolocalizzazione della flotta in tempo reale, la bigliettazione elettronica (MOGO) e il pagamento digitale multicanale, il tracciamento dei trasporti scolastici con notifica diretta alle famiglie (MOGO School), la gestione
integrata della sosta, l'URP, la gestione delle rivendite, la cyber security. E in cloud, funzionalità di Intelligenza Artificiale applicate alla pianificazione e all'ottimizzazione dei servizi”.
Che valore ha questa piattaforma sul piano patrimoniale?
“È una misura concreta della capacità di AMC di trasformare investimenti in innovazione in patrimonio durevole, iscritto tra gli asset strategici della società anziché dissolto nella logica del costo corrente. MOGO-OMNIBUS non è un sistema gestionale: è un asset industriale che vale e che cresce”.
Perché AMC si è inserita nel dibattito nazionale sul MaaS?
“Perché MOGO-OMNIBUS è, nella sua architettura, una risposta concreta a una questione aperta a livello nazionale. Le associazioni di categoria AGENS, ANAV e ASSTRA hanno recentemente definito nel loro contributo al Discussion Paper MaaS for Italy 2026 il concetto di "paradigma inverso": i dati e i flussi informativi devono riflettere la relazione commerciale diretta tra operatore e cliente, con un valore economico strategico che ne impone la tutela. Una visione che rimette gli operatori di TPL al centro dell'ecosistema informativo. AMC ha già costruito esattamente questo”.
In che cosa consiste concretamente questo paradigma inverso?
“La piattaforma AMC è stata progettata con una logica precisa: l'azienda di trasporto come hub informativo e relazionale, capace di integrare i propri dati in ecosistemi digitali più ampi, mantenendo il controllo della relazione con l'utente finale e la titolarità del patrimonio informativo generato dall'esercizio del servizio. Non cedere i dati: integrarli. È una distinzione fondamentale”.
Qual è la sua posizione sul quadro regolatorio del MaaS in Italia?
“Il dibattito MaaS for Italy è una questione di politica industriale: chi detiene la relazione con l'utente, chi è titolare dei dati di domanda, chi sopporta il rischio commerciale, chi ha la responsabilità del servizio. Il modello MaaS deve svilupparsi in un quadro regolatorio che salvaguardi le prerogative economiche e contrattuali degli operatori di TPL, eviti accentramenti non necessari e attribuisca in modo chiaro le responsabilità lungo l'intera catena del servizio”.
Come si posiziona AMC in questo scenario?
“AMC, con il percorso compiuto nel mandato 2024-2026, ha costruito le condizioni per partecipare da soggetto attivo a questa transizione: con una piattaforma proprietaria, un patrimonio tecnologico valorizzato, una flotta rinnovata e un sistema di gestione integrato che ne fanno un caso di riferimento per il TPL urbano del Mezzogiorno. Il bilancio approvato il 29 maggio 2026 è il punto di arrivo di questo percorso — e il punto di partenza di quello che viene dopo”.
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