
Cittadini Liberi è qui oggi per rendere un servizio pubblico che evidentemente le nostre istituzioni non ritengono necessario: leggere le norme prima di parlare ai giornalisti. Il Sindaco, il Presidente della Provincia e il Direttore di ARPACAL hanno annunciato — con la sicumera di chi ha risolto un problema complesso — la fine del rischio amianto per questa comunità. Peccato che l'intera costruzione poggi su quattro ore di monitoraggio delle fibre aerodisperse. Quattro ore. Non quattro settimane, non quattro mesi: quattro ore.
LA LEGGE CHE NON SI LEGGE
Esiste un piccolo ostacolo chiamato diritto vigente. Il D.Lgs. 15 agosto 1991 n. 277 impone la valutazione dell'esposizione ad agenti cancerogeni, amianto incluso, secondo criteri tecnici rigorosi e documentati. Non secondo il sentiment del momento. Il D.Lgs. 6 settembre 1994 n. 626 — e le sue successive modifiche confluite nel D.Lgs. 81/2008, Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro — stabilisce con precisione chirurgica che la valutazione del rischio da amianto richiede una Analisi di Rischio strutturata, basata su campionamenti estesi, rappresentativi e statisticamente significativi, non su una fotografia di quattro ore scattata in una giornata qualunque. La Circolare del Ministero della Sanità n. 45 del 10 luglio 1986 e le successive Linee Guida del Ministero della Salute chiariscono che per i siti contaminati da amianto friabile la semplice misurazione delle fibre aerodisperse non è condizione sufficiente per escludere il rischio: serve la caratterizzazione dei materiali, la mappatura delle sorgenti, la modellazione dell'esposizione nel tempo. Il D.M. 6 settembre 1994 — quello sull'amianto negli edifici — prescrive che la dichiarazione di assenza di rischio passi attraverso un percorso valutativo ben preciso, affidato a soggetti qualificati, con documentazione verificabile e pubblica.
Nulla di tutto ciò risulta allo stato essere stato prodotto.
I NUMERI CHE NESSUNO HA CITATO IN QUELLA CONFERENZA STAMPA
Mentre i nostri amministratori festeggiavano la fine del rischio, esiste un documento che nessuno di loro ha ritenuto opportuno menzionare: il 6° Rapporto SENTIERI — Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento — pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2023, lo strumento epidemiologico ufficiale dello Stato italiano per la valutazione della salute nei Siti di Interesse Nazionale. Cosa dice il SENTIERI su Crotone? Cose che non si leggono nelle conferenze stampa trionfalistiche. Per il mesotelioma pleurico — il tumore sentinella dell'esposizione ad amianto, quello che non ha altre cause se non le fibre minerali — il SIN di Crotone registra un eccesso di mortalità e incidenza statisticamente rilevante, con evidenza epidemiologica classificata come SUFFICIENTE secondo i criteri IARC. Non "possibile". Non "da approfondire". Sufficiente. Che nella scala della causalità epidemiologica significa: il nesso tra contaminazione e malattia è scientificamente fondato. Per i tumori maligni della pleura la popolazione crotonese mostra valori di SMR — Standardized Mortality Ratio — che superano la media nazionale di riferimento, con intervalli di confidenza che escludono la casualità statistica. In termini non tecnici: queste morti in eccesso non sono coincidenze. Per i tumori del polmone, patologia per la quale l'amianto è cancerogeno accertato di Gruppo 1 IARC — la categoria più alta, quella riservata alle certezze scientifiche, non alle ipotesi — il quadro epidemiologico crotonese conferma un profilo di rischio coerente con l'esposizione prolungata a fibre aerodisperse. E il SENTIERI non lavora su quattro ore di campionamento. Lavora su decenni di registri di mortalità, decenni di schede di dimissione ospedaliera, decenni di dati di incidenza tumorale. Lavora, cioè, esattamente con il rigore metodologico che le nostre istituzioni hanno sistematicamente ignorato. Vale la pena ricordarlo: il mesotelioma pleurico ha una latenza media di 30-45 anni dall'esposizione alla manifestazione clinica. Questo significa che le morti che vediamo oggi sono il risultato di esposizioni avvenute quando molti dei nostri amministratori erano ancora alle scuole Superiori. E le esposizioni di oggi — quelle che si liquidano con quattro ore di monitoraggio — produrranno i loro effetti quando questi stessi amministratori non saranno più in carica a tenere conferenze stampa.
QUELLO CHE CHIEDIAMO
Cittadini Liberi chiede formalmente e pubblicamente: l'avvio immediato della Analisi di Rischio nelle forme previste dalla normativa vigente, affidata a soggetti terzi, indipendenti e certificati; Un piano di sorveglianza epidemiologica attiva sulla popolazione residente nelle aree a maggiore esposizione storica, in coordinamento con l'ISS e l'ASP competente; La sospensione di qualsiasi dichiarazione pubblica di assenza di rischio fino al completamento delle procedure obbligatorie per legge e alla pubblicazione dei relativi atti. Perché governare una comunità non significa rassicurarla con quattro ore di dati e una bella conferenza stampa. Significa proteggerla. I morti di mesotelioma di questa città meritano almeno questo.
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