
di SETTIMIO PAONE
Anno nuovo, vecchi problemi. Per gli abitanti di Montauro, il 2026 si apre con una criticità ormai cronica: l’ufficio postale aperto a singhiozzo, appena tre giorni a settimana. Una condizione che rappresenta una vera e propria difficoltà quotidiana per una comunità composta in larga parte da utenti anziani, spesso privi di alternative e costretti ad adattarsi a orari e aperture ridotte.
Un disagio che, nelle ultime settimane, si è ulteriormente acutizzato. Il piccolo ufficio postale di Montauro si è infatti trovato a dover assorbire anche l’utenza della vicina Gasperina, il cui ufficio postale è chiuso e resterà non operativo ancora per diverso tempo a causa di lavori. Una situazione che ha inevitabilmente aumentato code, tempi di attesa e difficoltà organizzative.
C’è da dire che l’amministrazione di Poste Italiane ha indicato agli utenti di Gasperina l’ufficio di Montepaone Lido come punto di riferimento. Una scelta che, però, appare poco attenta alle reali esigenze del territorio. Montauro e Gasperina distano poco più di un chilometro, mentre Montepaone Lido si trova a circa otto chilometri da Gasperina: una distanza tutt’altro che irrilevante, soprattutto per persone anziane, spesso senza mezzi propri e con difficoltà negli spostamenti.
Il paradosso emerge con ancora più forza se si pensa al periodo dell’anno che stiamo vivendo. Proprio durante le festività natalizie, Poste Italiane ha mandato in onda uno spot televisivo caldo e commovente, capace di toccare le corde del cuore: un bambino spedisce un pacco per fare gli auguri al nonno scomparso, accolto da un’impiegata sorridente e premurosa allo sportello. Un messaggio bellissimo, carico di umanità e vicinanza.
Eppure, mentre in televisione scorrono immagini di accoglienza e calore, la realtà di Montauro racconta altro: anziani in fila all’esterno dell’ufficio postale, costretti ad attendere con temperature da “circolo polare artico”, come quelle registrate negli ultimi giorni. Un contrasto che fa riflettere e che lascia l’amaro in bocca.
Al di là delle campagne di comunicazione, resta la necessità di interventi concreti. Garantire un servizio postale più continuativo e accessibile nei piccoli centri non è solo una questione organizzativa, ma un atto di rispetto e di civiltà verso comunità che chiedono semplicemente di non essere lasciate sole.
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