
Si è svolto questa mattina, 13 aprile 2026, nei nuovi locali del Liceo Artistico di Squillace (IIS Majorana di Girifalco), il primo incontro del percorso di Formazione Scuola Lavoro dedicato all’indirizzo “Architettura e Ambiente”, un’iniziativa che punta a coniugare apprendimento teorico ed esperienza sul campo.
Protagoniste dell’incontro le studentesse delle classi III e IV, accompagnate dai docenti Luigi Colella e Monica Vescio, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con l’architetto Francesco Mazza. Un momento di orientamento significativo, durante il quale le allieve (sì, per ora nessun maschietto) hanno potuto avvicinarsi concretamente al mondo delle professioni legate all’architettura.
L’incontro ha rappresentato un primo passo verso la comprensione delle dinamiche reali del mestiere: dalla capacità di leggere e interpretare un contesto di cantiere, alla relazione tra progetto e realizzazione, fino alle sfide contemporanee legate al cambiamento climatico e alle strategie di adattamento. Temi complessi ma sempre più centrali nella formazione delle nuove generazioni di progettisti.
Nel corso dell’intervento, Mazza ha offerto una riflessione diretta e coinvolgente sul ruolo dell’architetto oggi, sfatando alcuni dei luoghi comuni più diffusi. «L’architettura – ha spiegato – è lo specchio della società in cui viviamo: racconta i nostri bisogni, i nostri limiti e le nostre aspirazioni». Un invito a guardare gli spazi quotidiani con maggiore consapevolezza, comprendendo come ogni scelta progettuale – dalla luce alla disposizione degli ambienti – influenzi concretamente il benessere delle persone.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla realtà quotidiana della professione, ben lontana dall’immaginario romantico spesso associato alla figura dell’architetto: non solo disegno e creatività, ma gestione, confronto continuo con clienti e imprese, risoluzione di problemi e aggiornamento costante sulle normative. Un mestiere complesso, che richiede una sintesi equilibrata tra competenze tecniche e sensibilità progettuale.
Particolarmente significativo il passaggio sulla dimensione “ordinaria” dell’architettura: non solo grandi opere iconiche, ma anche – e soprattutto – interventi quotidiani, come abitazioni, spazi commerciali e ristrutturazioni, in cui si intrecciano esigenze pratiche, estetiche e umane. «Non esistono progetti piccoli – è emerso – ma solo progetti affrontati con maggiore o minore cura».
Non è mancata una riflessione critica sul presente, in cui la figura dell’architetto risulta spesso poco compresa o sottovalutata, complice la confusione dei ruoli professionali e una diffusa perdita di attenzione verso la qualità dello spazio costruito. Un tema che ha stimolato le studentesse a interrogarsi sul valore dell’architettura nella vita quotidiana e sul suo impatto sociale.
L’architetto Mazza si è raccontato con passione, condividendo il proprio percorso professionale e trasmettendo alle studentesse una visione autentica e concreta dell’architettura. Apprezzata, in particolare, la sua capacità comunicativa e la dedizione, quasi “folle”, con cui vive il proprio lavoro, evidente anche attraverso i progetti del suo Flab Studio e la sua attività sui social.
Parte integrante dell’incontro è stata la presentazione del suo libro, “L’Architetto sul comò. Tra visione e realtà: un viaggio nel mondo dell’architettura e dell’interior design per sfatare miti e ispirare idee”, donato alle studentesse. Un testo ricco di spunti pratici e riflessioni accessibili non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai committenti e a chiunque voglia avvicinarsi al mondo della progettazione. Dall’uso consapevole dei colori al comfort visivo ed emozionale, fino agli aneddoti più curiosi e agli inevitabili inciampi professionali, il libro offre uno sguardo “dietro le quinte” della professione.
In chiusura, Mazza ha lasciato alle studentesse tre spunti concreti: imparare a osservare gli spazi con attenzione, senza darli per scontati; considerare l’architettura come una possibile strada professionale, libera da stereotipi; e, soprattutto, affrontare ogni attività – scolastica o futura – con intenzione e consapevolezza, coniugando funzionalità e bellezza.
«Il mio intento principale è fare luce sul quotidiano del mio lavoro – racconta Mazza – ma anche portare bellezza, vivacità e consapevolezza, proprio come fa l’architettura quando è pensata e realizzata con cura».
Il percorso di Formazione Scuola Lavoro proseguirà nei prossimi mesi con incontri formativi, presentazioni di libri, workshop e visite guidate presso cantieri. Un’esperienza immersiva che permetterà alle studentesse di osservare da vicino il passaggio dal progetto alla costruzione, confrontandosi con le figure professionali coinvolte e con le criticità operative reali.
Un’iniziativa che conferma l’impegno del Liceo Artistico di Squillace nel formare non solo competenze tecniche, ma anche uno sguardo critico e consapevole sul territorio e sulle trasformazioni contemporanee.
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