
di GAETANO MARCO GIAIMO
Una giornata dedicata al tema de "La democrazia dell’abitare con materiali salubri e soluzioni basate sulla Natura" ha preso vita, oggi, anche nella periferia d'Europa. Aarch - Alfieri Architettura e iMed - Istituto Mediterraneo del Design hanno infatti organizzato a Catanzaro, nella sede di Via Conti Falluc, un evento satellite del New European Bauhaus Festival 2026: la manifestazione promossa dalla Commissione Europea, iniziata il 9 giugno, si conclude oggi a Bruxelles e prevede, al suo interno, una serie di iniziative parallele che vadano a toccare vari punti del continente. Grazie all'impegno delle due associazioni, quest'anno anche il capoluogo calabrese fa parte della mappa del NEB, con una serie di attività volte a promuovere modelli di housing accessibile, sano e sostenibile attraverso l’impiego di materiali naturali e processi partecipativi.

Il programma iniziato in mattinata ha visto la presentazione dell'evento. Ivan Alfieri, presidente di iMed e direttore creativo di Aarch, ha sottolineato l'importanza di "una casa accessibile e sana come strumento democratico": "Abbiamo perso il concetto dell'abitare sano, l'industria ci prospetta materiali ultraprocessati come nell'alimentazione e ricopriamo le nostre case di plastica e polistirolo. I valori del Bauhaus, ripresi dalla Commissione Europea per rendere la nostra vita non solo efficiente ma anche bella, ci permettono di parlare di questi temi anche da noi in Calabria". A rappresentare l'Ordine degli Ingegneri è stata Gilda Rita Lifrieri: "Il tema della democrazia dell'abitare con la natura è molto attuale. La casa non è solo un fabbricato con un volume costruttivo: dobbiamo progettare in modo tale da costruire un edificio sicuro, sano, di qualità, inclusivo, che si relazioni col territorio in cui viene inserito. Non dobbiamo concentrarci solo sulla parte professionale ma soprattutto su quella sociale e amministrativa, è questa la vera sfida del futuro".
Ulrich Pinter, fondatore di Ton Gruppe, ha portato la sua esperienza da costruttore con materiali sostenibili: "Noi ritorniamo ai materiali antichi, usati da sempre dall'uomo, che sono legno, argilla, canapa, prodotti naturali. L'argilla cruda, in particolare, che qui è molto conosciuta, in tedesco è chiamata terra che cura. Assorbe umidità, rilascia umidità, non fa creare muffa, non fa appannare mai lo specchio è fonoisolante, fonoassorbente, è presente nel mondo in quantità infinite e non sarà mai un rifiuto perché è eternamente reversibile. Con questi materiali non si fanno grandi business e, dal dopoguerra a oggi, si è costruito solo per far soldi. I tecnici oggi ascoltano il computer, non il buonsenso". A fargli eco è stato Domenico Vecchio di Lina Haus, che ha rimarcato le difficoltà nell'innovazione date anche dalle resistenze dei tecnici. "La casa va vissuta facendola respirare: serve una cultura che dalla progettazione segua l'edificio anche in tutti i passaggi e continui con i controlli".
Il programma della mattinata è proseguito con due momenti distinti: in sala si è tenuto un workshop esperienzale sui materiali, con tecnici del settore che hanno preparato alcuni allestimenti dedicati a legno, argilla e materiali terrosi, sughero ed isolamento naturale, Nature-based Solutions; nel frattempo, all'esterno, un gruppo di ragazzi di scuola secondaria di primo grado è stato coinvolto in un laboratorio di costruzione di una casa in miniatura con materiali rinnovabili. Dopo la pausa pranzo, il pomeriggio vedrà altri due momenti di grande interesse: oltre alla consegna degli attestati ai giovani, verrà proiettato il film "Our future: built by Nature", documentario dalla durata di circa 20 minuti dedicato proprio a questo nuovo modo di costruire. A seguire, la tavola rotonda con rappresentanti istituzionali, ricercatori, tecnici e imprese di costruzione finalizzata alla trasformazione di idee creative in azioni politiche reali e democratiche per un abitare sano e gioioso.
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