
«Trasformare Artcal in Amcal SpA non è efficienza. È una pseudo-riforma pensata per moltiplicare poltrone e coprire anni di inadempienze. E a pagare sono i Comuni, i lavoratori e i cittadini calabresi».
Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico presidente, non usa giri di parole.
Il bando europeo per il TPL su gomma, di competenza dell'assessorato al ramo guidato da Gianluca Gallo, non è mai stato pubblicato. Il risultato? La Calabria oggi rischia una procedura d'infrazione comunitaria e il taglio dei fondi nazionali per il trasporto pubblico. Per sapere chi ha bloccato tutto, e perché si è preferito procedere a colpi di proroghe ai privati, l'opposizione ha presentato un accesso agli atti.
«Nel Piano regionale dei trasporti, approvato di recente in quarta commissione, Artcal è elogiata come authority virtuosa da valorizzare – ricorda Bruno nella nota -. Nella stessa giornata e nella stessa commissione, però, viene votata favorevolmente la proposta di legge che ne decreta la soppressione. Prima la esaltano, poi la cancellano. Per rifondarla in una SpA fatta apposta per distribuire nomine e creare nuove assunzioni senza concorsi pubblici ma a discrezione di chi guiderà l'azienda».
«È una forzatura istituzionale inaccettabile. Ed è un disegno di legge con gravi dubbi di incostituzionalità», prosegue il capogruppo di “Tridico Presidente”.
«Si impone ai sindaci dei capoluoghi e ai presidenti di Provincia di entrare nella SpA versando circa 250.000 euro a testa. Soldi tolti ai bilanci. Soldi tolti ai servizi essenziali. E per decidere? Solo 24 ore. Ai sindaci va la mia totale solidarietà. Intanto si calpestano i diritti dei lavoratori di Artcal: dipendenti pubblici, vincitori di concorso, spinti nel privato senza alcuna scelta- Accolgo con favore la presa di posizione della CGIL – aggiunge Bruno -, che dice nero su bianco ciò che denunciamo da tempo: questa non è una riforma, è uno scippo ai territori e ai lavoratori».
La Filt Cgil, con i segretari Gianfranco Trotta e Salvatore Larocca, parla chiaro: la proposta di legge n. 103/XIII è un accentramento con rischi di incostituzionalità. Cancella i Piani di bacino delle Province e i Piani urbani del traffico dei Comuni. Viola gli articoli 117 e 118 della Costituzione – si legge ancora nella nota di Bruno -. La Fp Cgil del segretario Ferdinando Bruno Schipano lo chiama con il suo nome: un "blitz". Lavoratori pubblici, vincitori di concorso, trasferiti d'imperio dentro una SpA e privati delle tutele del pubblico impiego. Per questo il sindacato chiede un'audizione urgente in Commissione.
«Perché tutta questa fretta di licenziare il disegno di legge in Commissione? Perché non hanno accolto la proposta, mia e dei colleghi di opposizione, di poter audire prima i sindaci e solo dopo poter presentare gli emendamenti? Cosa si ha paura di far emergere o cosa non si vuole modificare? Il sospetto è chiaro: questa legge serve a giustificare l'ennesima proroga ai privati, in scadenza il 31 dicembre. Un modo per coprire i disastri di questi anni».
«L'appello è uno solo: fermatevi. Basta pseudo-riforme costruite per aumentare le poltrone. Aprite il confronto con sindaci e sindacati. E spiegate finalmente ai calabresi perché in sei anni quel bando europeo non è mai stato pubblicato», conclude Bruno.
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