
Come USB Sanità Calabria, ed insieme all’avv. Sgrizzi che ha seguito la vicenda sul piano legale, esprimiamo grande soddisfazione per la vittoria ottenuta da una lavoratrice dell’A.S.P. (Azienda Sanitaria Provinciale) di Crotone ingiustamente colpita da un provvedimento disciplinare integralmente annullato dal Tribunale.
Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro costante e determinato del gruppo dirigente locale USB, che ha seguito la vertenza sin dall’inizio, garantendo supporto sindacale, tutela e vicinanza alla lavoratrice in ogni fase della vicenda.
La sanzione inflitta dall’Azienda – cinque mesi di sospensione dal lavoro e dallo stipendio – rappresentava una misura gravissima, tanto più se si considera che la lavoratrice è mono-reddito. Un provvedimento che ha avuto conseguenze pesantissime sul piano professionale, economico e familiare, e che conferma la natura punitiva e intimidatoria dell’azione disciplinare.
Questa sentenza non è soltanto una vittoria individuale, ma la dimostrazione di un clima aziendale (clima che ci auspichiamo cambi rapidamente e definitivamente) sempre più difficile, nel quale chi lavora con coscienza, autonomia professionale e attenzione esclusiva al bene dei pazienti rischia di essere ostacolato anziché valorizzato. Altrimenti come questo caso dimostra saremo sempre in prima linea a difendere i diritti dei lavoratori.
Da tempo l’USB denuncia una gestione distorta dei procedimenti disciplinari, e non solo di quelli, che in alcuni casi vengono attivati con particolare severità e in modo selettivo, mentre in altri casi non vengono assunte iniziative analoghe, pur in presenza di situazioni note all’Azienda.
A quanto risulta, infatti, in alcune vicende interne, pur a fronte di gravi violazioni accertate dagli stessi organi aziendali (sensibili di attenzione penale), non solo non si è proceduto con la necessaria fermezza, ma tali situazioni non hanno impedito l’attribuzione di incarichi di responsabilità, alimentando tra i lavoratori una percezione diffusa di disparità di trattamento e mancanza di equità, oltre che di assenza di valorizzazione del merito.
Questa sentenza deve invece rappresentare un segnale chiaro di fiducia nella giustizia, alla quale le lavoratrici e i lavoratori devono continuare a credere, senza rassegnarsi a soprusi o a pratiche che nulla hanno a che vedere con il buon andamento della sanità pubblica.
Per queste ragioni chiediamo che:
• si valuti con serietà l’eventuale apertura di procedimenti nei confronti di chi ha illegittimamente promosso azioni disciplinari rivelatesi infondate,
• le responsabilità, non solo economiche, derivanti da tali scelte affinché non ricadano sulla collettività, ma siano correttamente attribuite a coloro che le hanno determinate sia in ordine commissivo sia omissivo.
Sono questi i segnali concreti che servono per una sanità regionale credibile, giusta ed efficiente, fondata su responsabilità, trasparenza e rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Una sanità che non vive di proclami, ma di atti concreti e scelte coerenti.
USB continuerà a stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, con determinazione e senza timori reverenziali.
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