
di ILARIA FRUSTACI*
Negli ultimi mesi ho seguito da vicino la situazione che colpisce, purtroppo, una fascia particolarmente fragile della popolazione, ovvero le persone con disabilità.
Secondo quanto previsto dalla riforma 199/2025, i figli maggiorenni – seppur non conviventi, non coniugati e senza figli – vengono attratti fiscalmente nel nucleo familiare d’origine. Tale disposizione, che non prevede alcuna eccezione per le persone con disabilità, sta producendo effetti rilevanti: molte di esse, senza limiti di età, non coniugate, senza figli e non economicamente autonome, si vedono rigettare le domande per l’Assegno di Inclusione (ADI) a partire dal mese di febbraio.
Si tratta di un sostegno fondamentale che consentiva loro di far fronte al pagamento del canone di affitto e alle spese quotidiane, favorendo percorsi di vita autonoma e inclusione sociale.
A Catanzaro si registrano già diversi casi che stanno generando serie difficoltà nella gestione della vita quotidiana.
In qualità di componente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Catanzaro, porto all’attenzione delle istituzioni competenti questa problematica. Ho già richiesto il supporto dell’assessore alle Politiche Sociali, Nunzio Belcaro, e dell’avvocato Francesco Pitaro, che, riconoscendone l’urgenza, si sono resi immediatamente disponibili ad approfondire la questione e a individuare possibili soluzioni.
Sono fortemente convinta che la riforma sia orientata a favore delle fasce più fragili, in particolare delle persone con disabilità, attraverso modifiche che puntano all’autonomia personale e all’inclusione sociale. Tuttavia, pur non essendo la giurisprudenza il mio ambito specifico, appare evidente come, in un momento storico in cui si promuovono i progetti di vita e si riconosce un ruolo centrale alle persone con disabilità, l’esclusione dall’Assegno di Inclusione rappresenti un evidente paradosso.
Si chiede pertanto l’istituzione di un tavolo tecnico con i referenti INPS, al fine di avviare un confronto costruttivo che possa portare a una soluzione. Ritengo, inoltre, che non si tratti di un errore, bensì dell’applicazione di una nuova normativa che necessita di essere approfondita ed eventualmente rivista.
*Componente Commissione Pari Opportunità al Comune di Catanzaro
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