Autismo, la proposta di Emergenza Sanità: “Un centro polivalente a Girifalco”

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  28 marzo 2026 11:22

All’indomani dell’approvazione delle linee guida regionali per l’avvio e il potenziamento dei centri polivalenti dedicati a giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico e disabilità con bisogni complessi, l’associazione Emergenza Sanità Girifalco, accoglie positivamente l’iniziativa dell’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface.

Un atto che va verso il superamento di un modello che penalizzava i ragazzi nel passaggio all’adolescenza e all’età adulta.

Infatti, fino ad oggi, concluso il percorso della neuropsichiatria infantile molti giovani venivano indirizzati verso i Centri di salute mentale, passaggio che ha comportato spesso la dispersione dei progressi riabilitativi ottenuti nei primi anni di vita per questo tipo di utenti.

Tra i 14 previsti centri polivalenti regionali, “candidiamo Girifalco, realtà consolidata nella sanità e nella cura non solo psichiatrica – afferma il presidente del sodalizio Massimo Pinna – ad ospitare in una delle tante strutture sanitarie pubbliche a disposizione, uno dei centri polivalenti per l’autismo, anche alla luce di un aumento importante dei casi, in tutto il territorio afferente a Girifalco”.

“Girifalco – aggiunge – si candida perché con le sue professionalità, competenze, eccellenze e studi, e soprattutto le spazi che possono ospitare il centro polivalente per l’autismo. Perché questo territorio statisticamente presenta un numero elevato di casi”.

 “Un modello, quello previsto dalle linee guide regionali – dichiara – concepito ad alta integrazione socio-sanitaria che ben si presta alle caratteristiche professionali ed umane che storicamente caratterizzano la realtà girifalcese”.

“Salutiamo quindi con grande apprezzamento questo passo significativo portato avanti dall’assessore regionale Straface, che segna un innalzamento del livello culturale prima ancora che sanitario e pratico, in vista - conclude - di un progetto che sicuramente risponderà alle tante famiglie, troppo spesso lasciate solo, a gestire situazioni oggettivamente difficili”.


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