Autonomia differenziata, la Cgil Area Vasta aderisce alla petizione

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  17 agosto 2026 13:51

 «La Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia aderisce alla petizione popolare contro le pre-intese sull’autonomia differenziata. È una scelta politica e sindacale coerente con la nostra storia e con l’impegno quotidiano in difesa dell’uguaglianza, della coesione nazionale e del diritto di ogni cittadino ad accedere agli stessi servizi, indipendentemente dal luogo in cui nasce o vive».

Lo afferma il segretario generale Enzo Scalese, motivando l’adesione alla petizione promossa dal Comitato “Difendiamo la Costituzione” di Lamezia Terme e dal Tavolo regionale No Ad.

«Le pre-intese avviate con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria – prosegue Scalese – rischiano di accentuare divari che la Calabria paga già duramente. Non siamo di fronte a una disputa astratta tra istituzioni, ma a una questione che riguarda la vita concreta delle persone: sanità, scuola, trasporti, infrastrutture, lavoro e possibilità di sviluppo delle aree interne. Se aumentano le distanze tra territori ricchi e territori fragili, a pagare saranno ancora una volta lavoratori, pensionati, giovani e famiglie».

Per la Cgil Area Vasta, qualsiasi percorso autonomistico non può prescindere dalla preventiva definizione e dal finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni e dall’attivazione di adeguati strumenti perequativi.

«Non è accettabile – sottolinea Scalese – trasferire ulteriori competenze senza avere prima garantito risorse e diritti uniformi in tutto il Paese. In una regione nella quale curarsi è già più difficile, i giovani continuano a partire e interi territori soffrono la carenza di servizi e collegamenti, l’autonomia differenziata rischia di trasformare le disuguaglianze esistenti in condizioni permanenti».

Particolare preoccupazione riguarda la sanità pubblica. «La Calabria perde ogni anno risorse economiche e professionalità, mentre migliaia di cittadini sono costretti a spostarsi per ricevere cure adeguate. Mettere ulteriormente in concorrenza sistemi regionali con capacità finanziarie profondamente diverse significherebbe rafforzare chi è già forte e indebolire chi parte da una condizione di svantaggio. La salute, però, non può dipendere dal codice di avviamento postale».

«L’autonomia differenziata rischia inoltre di frammentare il sistema dei diritti e di rendere più difficile una politica nazionale capace di riequilibrare le opportunità di lavoro e di sviluppo. Il Mezzogiorno non chiede assistenza o privilegi, ma investimenti, infrastrutture, servizi efficienti e condizioni uguali per competere. L’unità del Paese si difende riducendo le distanze, non istituzionalizzandole».

Da qui la richiesta rivolta alla Regione Calabria: «Il presidente Roberto Occhiuto e il Consiglio regionale non possono limitarsi ad assistere. Devono chiedere la sospensione del procedimento sulle pre-intese fino a una seria verifica costituzionale, finanziaria e amministrativa e assumere l’impegno di impugnare davanti alla Corte costituzionale eventuali intese lesive dei diritti e degli interessi dei calabresi».

«Aderire alla petizione – conclude Scalese – significa dare voce a una Calabria che non accetta di essere condannata alla marginalità. Chiediamo alle lavoratrici, ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani e a tutti i cittadini di sottoscriverla. Difendere la Costituzione e l’unità della Repubblica significa difendere il diritto a curarsi, studiare, lavorare e costruire il proprio futuro nella propria terra».