Aviosuperficie di Scalea, Granata: "L'ordinanza del 2023 apre un caso lungo 15 anni"

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Il Comune scriveva che il soggetto presente nell’aviosuperficie era privo di una valida concessione e ne ordinava il rilascio. Granata: «Ora bisogna ricostruire cosa è accaduto dal 2008 al 2023 e verificare anche tutti i rapporti economici»

  23 settembre 2026 13:40

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Maximiliano Granata.

"C'è un documento che cambia il peso della vicenda dell'aviosuperficie di Scalea. È un atto dello stesso Comune: l'ordinanza contingibile e urgente n. 16 del 23 giugno 2023, adottata per ottenere il rilascio dell'aviosuperficie e dei locali annessi in vista della campagna antincendio boschivo.

E ciò che vi è scritto pone interrogativi amministrativi che riguardano un arco temporale molto più ampio.

La vicenda parte almeno dal 2006.

Con la deliberazione di Giunta n. 59 del 9 marzo 2006 il Comune aveva deciso di attivare l'aviosuperficie in maniera provvisoria e sperimentale, affidandola gratuitamente in comodato d'uso alla società Idroscalo Turistico per dodici mesi.

L'obiettivo dichiarato era temporaneo: rendere immediatamente operativa la struttura mentre si perfezionava la procedura per individuare il partner privato della futura società pubblico-privata di gestione.

Secondo la documentazione ricostruita da Legalità Democratica, dopo una successiva proroga sino al 31 dicembre 2008, non risulterebbero ulteriori proroghe espresse.

Ma è quanto accade molti anni dopo a rendere la questione particolarmente significativa.

NEL 2023 IL COMUNE SCRIVE: «PRIVO DI VALIDA CONCESSIONE»

L'ordinanza del 23 giugno 2023 ricostruisce direttamente la situazione.

Il Comune dà atto che dai verbali della Polizia locale relativi ai diversi accessi all'aviosuperficie Alberto Ortolani risultava occupare il bene comunale, comprendente l'aviosuperficie e i locali annessi.

Ma soprattutto richiama una nota ENAC del 7 marzo 2023 nella quale, secondo quanto testualmente riportato nell'ordinanza comunale, veniva accertato che Ortolani non aveva legittimazione a operare come gestore ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del D.M. 1 febbraio 2006, in quanto privo di valida concessione dell'area.

Non è quindi una valutazione politica di Legalità Democratica. È una circostanza espressamente riportata in un provvedimento ufficiale del Comune di Scalea.

E c'è di più.

L'ordinanza dà atto che il responsabile del Settore Patrimonio aveva notificato il 19 maggio 2023 una diffida al rilascio dell'area e dei locali di proprietà comunale.

Il provvedimento aggiunge che, nonostante due tentativi di ottenere il rilascio attraverso la Polizia locale e il Settore tecnico comunale, Ortolani non aveva provveduto a liberare la struttura.

IL SINDACO ORDINA IL RILASCIO ENTRO IL 26 GIUGNO

A pagina 3 arriva il dispositivo.

Il sindaco Giacomo Perrotta ordina alla società Idroscalo Turistico e ad Alberto Ortolani, «quale occupanti sine titulo del bene comunale anche a mezzo di qualsiasi società al secondo riconducibile», il rilascio ad horas e comunque entro il 26 giugno 2023 dell'aviosuperficie di Scalea in località La Bruca e dei locali annessi, liberi da persone o cose.

L'ordinanza dispone inoltre che, in caso di inottemperanza, si sarebbe proceduto all'esecuzione tramite forza pubblica e alla denuncia all'autorità giudiziaria.

È un passaggio amministrativamente molto pesante, perché il Comune utilizza espressamente nel dispositivo la qualificazione di «occupanti sine titulo».

LA DOMANDA ADESSO È: COSA È ACCADUTO DAL 2008 AL 2023?

È proprio qui che, secondo Legalità Democratica, occorre aprire integralmente gli archivi comunali.

Se verrà documentalmente confermato che l'ultimo titolo di gestione scadeva il 31 dicembre 2008 e se nel 2023 il Comune arrivava a qualificare gli occupanti come sine titulo, occorre ricostruire con precisione che cosa sia accaduto nell'intero periodo intermedio.

Chi ha materialmente utilizzato l'aviosuperficie?

In forza di quali atti?

Quali attività sono state esercitate?

Quali rapporti economici sono intercorsi con il Comune?

Sono stati sostenuti dal Comune costi relativi alla struttura?

Sono stati riscossi canoni, indennità o altre somme?

E soprattutto: quando le diverse amministrazioni comunali hanno avuto conoscenza dell'eventuale assenza di un titolo valido e quali iniziative hanno assunto?

Sono domande che richiedono una verifica documentale completa.

GRANATA: «NON BASTA SAPERE COME È FINITA. DOBBIAMO SAPERE COME SI È ARRIVATI AL 2023»

«L'ordinanza del 23 giugno 2023 è un documento che non può essere ignorato – afferma l'avvocato Maximiliano Granata, presidente dell'Associazione Legalità Democratica – perché è lo stesso Comune di Scalea a richiamare la posizione di ENAC sulla mancanza di una valida concessione e a ordinare il rilascio dell'aviosuperficie qualificando i destinatari come occupanti sine titulo

«Adesso la domanda non riguarda soltanto il 2023. Dobbiamo ricostruire anno per anno ciò che è accaduto dopo la scadenza del titolo indicata nel 2008. Se non esistono proroghe, bisogna capire perché la situazione sia proseguita e quali conseguenze patrimoniali abbia prodotto per il Comune.»

ANCHE HANGAR E DISTRIBUTORE DEVONO ESSERE VERIFICATI

A questo fascicolo si affianca poi quello distinto relativo all'hangar e all'impianto di distribuzione carburanti.

Secondo gli atti indicati da Legalità Democratica, nel 2007 alla Sky Net S.r.l. sarebbero state concesse per 25 anni un'area di 1.500 metri quadrati destinata all'hangar e un'altra di 700 metri quadrati per il deposito carburanti, con gratuità per il primo anno e successivo canone di 10.000 euro annui.

Su questo fronte la verifica deve riguardare sia il procedimento originario di affidamento sia la riscossione effettiva dei canoni, le successive vicende societarie e gli effetti del fallimento di Air Policastro nel 2022.

DAL 2023 AL NUOVO ACCORDO DEL 2026

Tre anni dopo quell'ordinanza, la vicenda cambia nuovamente scenario.

Il 24 giugno 2026 viene sottoscritto l'accordo tra Comune di Scalea, Regione Calabria, ENAC ed ENAC Servizi per il progetto di trasformazione dell'aviosuperficie in aeroporto territoriale.

L'operazione interessa anche le particelle comunali 729 e 730 del Foglio 18, per complessivi 33 ettari, 53 are e 57 centiare, destinate, secondo lo schema, al trasferimento al Demanio pubblico dello Stato – ramo aeronautico. È previsto inoltre un finanziamento regionale di 1.892.786 euro.

Ed è per questo che Granata ha chiesto l'intero accordo effettivamente sottoscritto, gli atti sul trasferimento delle aree, l'eventuale consegna anticipata, la perizia di stima, l'inventario patrimoniale e la documentazione economico-contabile.

«PRIMA DI TRASFERIRE IL PATRIMONIO, CHIUDIAMO I CONTI CON IL PASSATO»

«Il rilancio dell'aeroporto può essere un'opportunità per Scalea e per tutto l'Alto Tirreno – conclude Granata – ma una nuova pagina amministrativa non può cancellare quelle precedenti.»

«Abbiamo un atto comunale del 2023 che parla espressamente di occupazione sine titulo. Per questo chiediamo una ricostruzione completa dal 2008 in avanti: titoli, proroghe, occupazione delle aree, hangar, distributore, canoni dovuti, somme riscosse ed eventuali crediti del Comune.»

«Prima di trasferire oltre 33 ettari di patrimonio comunale e costruire il futuro aeroporto, Scalea ha il diritto di sapere esattamente che cosa è accaduto su quelle aree negli ultimi vent'anni.»"