Basso Profilo. L'impiegata delle Poste e il fratello restano ai domiciliari, ma viene meno l'aggravante mafiosa

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Il Tribunale di Catanzaro
  23 febbraio 2021 19:27

Continua l’attività del Tribunale della Libertà di Catanzaro che sta valutando la legittimità  dell’ordinanza di custodia cautelare che il 21 gennaio è stata notificata a circa 50 indagati nell’operazione c.d. “Basso Profilo”.

L’indagine, si ricorderà, ha coinvolto i maggiori esponenti della cosche operanti nel Crotonese e nel Catanzarese oltre politici, imprenditori, esponenti della pubblica amministrazione e appartenenti alle forze dell’ordine che la Procura della Repubblica ritiene collusi con la criminalità organizzata. E’ di ieri giorni l’ordinanza del Tribunale della Libertà che ha ridimensionato l’accusa nei confronti di Drosi Antonella (LEGGI QUI) e Drosi Valerio accusati di associazione a delinquere con l’aggravante mafiosa per avere la prima, in qualità di impiegata postale, aiutato alcuni esponenti della cosca a monetizzare alcuni bonifici bancari e versamenti Posta Pay in denaro contante ricevendo quale contropartita, secondo la tesi di accusa, l’assunzione del fratello Valerio in una delle società di comodo costituite dalla presunta cosca ed avente ad oggetto l’emissione di false fatturazioni.

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Il Tribunale del Riesame ha riqualificato la contestazione nel reato di associazione in concorso con esclusione dell’aggravante di natura mafiosa riservando la motivazione nel termine di 45 giorni. I due fratelli Drosi si trovano agli arresti domiciliari ed attendono, per come riferito dai loro difensori il deposito delle motivazioni per valutare l’opportunità di un ricorso per Cassazione.

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Il collegio difensivo costituito dagli avvocati Enzo De Caro, Maria Laura De Caro, Arcangelo De Caro e Davide De Caro, ha espresso soddisfazione per la riqualificazione del reato contestato dal Gip in una ipotesi meno grave che, secondo i difensori, è il primo passo per la rimessione in libertà dei due indagati.

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