Belfiore: “Il Senato approva il DDL Malan, la legge ‘sparatutto’ nel silenzio assordante dei parlamentari calabresi”

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  24 giugno 2026 07:28

Di SALVATORE BELFIORE*

Apprendiamo con immenso sconcerto l’approvazione in Senato del DDL MALAN, soprannominato “legge sparatutto”, scandaloso disegno di legge nato dalle continue pressioni dell’esigua categoria dei cacciatori italiani, diventati vera e propria lobby e che si avvale, da sempre, del sostegno incondizionato dei produttori di armi.

Si calcola che i cacciatori italiani siano 400,000 persone e che rispondano allo 0,1% della popolazione italiana. Tutto il resto degli italiani ha sempre manifestato posizioni contrarie alla caccia, sia perché eticamente viene considerata inaccettabile, sia perché i nostri connazionali dimostrano una crescente sensibilità alle tematiche ambientali e al futuro della biodiversità.

Quindi come è stato possibile che la maggioranza di Governo, abbia prestato il fianco ai cacciatori, in maniera talmente grossolana, volgare e in spregio alle moltissime rimostranze democratiche, sollecitazioni istituzionali e appelli del mondo della cultura, scientifiche e religiose? Questa legge abominio,non tutela gli animali, non rispetta la biodiversità e non rappresenta gli italiani e soprattutto, pur usando nuovi termini per descrivere l’operato dei cacciatori, non cambia la sostanza di quello che si apprestano a compiere sul patrimonio che non è una proprietà di una ristretta cerchia della popolazione, ma un bene comune. Già con ilgoverno cinquestelle e con l’odiosa “legge gallinella” e l’apporto nostrano del deputato pentastellato Parentela, i cacciatori erano stati “promossi” a “selecontrollori”, ovvero unici deputati a ridurre e contenere il numero e i danni all’agricoltura dei famosi cinghiali, la cui campagna mediatica di paura e odio è stata vilmente nutrita da tutti gli organi di informazione poco edotti. Nessuno sottolinea come questa specie diventata così numerosa, invasiva e incontenibile non sia una specie autoctona.

Ma sia il frutto di un incrocio, immesso dagli anni 60, dalle campagne di “ripopolamento” (sempre per favorire i cacciatori e permettergli di svolgere il loro “sport”) portate avanti sempre dagli stessi cacciatori! Quindi, con un altro nome, sono stati assurti a unica soluzione per un problema che hanno causato loro stessi. I “famosi” danni alle colture e ai terreni che vengono sempre citati come insanabili, non dovrebbero essere addebitati allo Stato e quindi ai contribuenti e agli enti locali, ma alle stesse associazioni venatorie. Sempre se vivessimo in un paese civile nel quale la giustizia, quella vera, venisse applicata… In Italia infatti le norme europee sembrano interessare solo quando devono gravare sui contribuenti, quando invece, la Commissione Europea aprii la procedura EU Pilot (2023)10542 contro l'Italia per il mancato rispetto delle norme europee, tutto rimase inascoltato. Visto che nel nostro Paese si cacciano già 21 specie di uccelli in stato di conservazione precario, anziché escludere specie in declino (come allodola, tortora selvatica, pernice bianca), si punta a metterne di nuove, arrivando a 47 specie cacciabili. Il Ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin è rimasto vergognosamente senza voce in capitolo, mentre il Governo ha dimostrato di voler assecondare solo l'estremismo venatorio, calpestando la volontà della maggioranza dei cittadini, l’Articolo 9 della Costituzione e ilrispetto per la natura…In una regione come la Calabria, sede preferita del turismo venatorio prezzolato immaginiamo cosa potrà manifestarsi? Altro silenzio assordante è quello dei nostri parlamentari calabresi che o per partito preso o per banale opportunismo politico, non hanno espresso una solo parola per farsi portavoce del loro stesso elettorato. Ma prima o poi dovranno fare i conti con coloro i quali hanno deciso di tradire. La battaglia è ancora aperta perché manca l’approvazione della Camera, ma è vitale e urgente che tutta la popolazione e tutte le realtà che non hanno nulla a che vedere con la ristretta, elitaria e lobbistica frangia del mondo venatorio, si mobilitino….nella legge Malan, è addirittura prevista una multa di 900 euro per tutti quelli che oseranno protestare, anche pacificamente, contro l’operato dei cacciatori! Questo ad avvalorare quanto questa categoria sia da sempre sostenuta da privilegi e opportunismo elettorale, che sono stati usati vilmente, per ottenere i loro scopi. Chi non si schiera adesso, non avrà più facoltà e diritto di definirsi “amante della natura” e lascerà ai propri figli un paese in cui vige la violenza e il disprezzo “a norma di legge” per gli animali e la biodiversità. 

 
*AbolizioneCacciaCalabria

 


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