Benincasa: "Parco Li Comuni, riapertura in sordina: mancata la festa o il parco non è davvero pronto?"

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  03 ottobre 2026 10:20

di SANDRO BENINCASA

​Dopo cinque anni la Pineta di Siano riapre i cancelli in silenzio. Niente inviti alla città, laboratori didattici o visite guidate con esperti. Il dubbio che divide Catanzaro: scelta di stile o un modo per nascondere i lavori non ancora finiti? ​I cancelli del Parco Li Comuni sono nuovamente aperti, ma in città in pochissimi lo sanno. La storica Pineta di Siano, chiusa dal devastante incendio del 2021 per i complessi lavori di messa in sicurezza, è tornata accessibile attraverso un taglio del nastro sottotono, riservato a pochi intimi e privo di una vera campagna di comunicazione.​Per una città Capoluogo di Regione e per un’area verde di fondamentale valore naturalistico, l'evento ha lasciato un forte senso di incompiutezza.​Come doveva essere: cultura, didattica ed esperti sul campo

​L'arrivo in un bene pubblico di questa portata non doveva ridursi a un passaggio burocratico. Per fare davvero il bene della città e ricucire il legame tra i cittadini e la pineta, l'evento avrebbe dovuto puntare su tre pilastri fondamentali:​Un invito aperto a tutta la città: Trasformare la riapertura in una vera manifestazione culturale, un momento di festa popolare capace di chiamare a raccolta famiglie, giovani, sportivi e associazioni da tutta la provincia.​Piani di lavoro e laboratori didattici: Organizzare percorsi educativi dedicati ai bambini e alle scuole, con attività pratiche sul campo per insegnare l'importanza della tutela ambientale e della prevenzione degli incendi.​Visite guidate con esperti della natura: Mettere a disposizione guide botaniche, forestali e tecnici per accompagnare le persone lungo i sentieri, spiegando le caratteristiche dell'ambiente, le specie vegetali rinate e il grande lavoro svolto per salvare la pineta. ​Il nodo centrale: il parco è pronto solo a metà?
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Di fronte a un'inaugurazione così timida e priva di iniziative, in molti si pongono una domanda inevitabile: perché si è scelta la strada del basso profilo?​La risposta potrebbe risiedere nelle condizioni effettive dell'area. Il sospetto diffuso è che la manifestazione sia stata limitata proprio perché il parco non è ancora completato al 100%. Le carenze ancora visibili sul campo giustificherebbero la prudenza delle istituzioni:​Cantieri e aree ancora da rifinire: Alcune zone potrebbero necessitare di ulteriori interventi di messa in sicurezza o pulizia del sottobosco.​Servizi e infrastrutture incomplete: Segnaletica dei sentieri non del tutto installata, punti ristoro non ancora operativi e servizi igienici da perfezionare.
​Paura delle polemiche: Organizzare un grande evento avrebbe puntato i riflettori non solo sulla riapertura, ma anche su tutto ciò che ancora manca per rendere il parco pienamente funzionale.
​Pretendere trasparenza per vivere il parco​Se da un lato la riapertura resta un segnale positivo e atteso da anni, dall'altro le modalità con cui è avvenuta lasciano l'amaro in bocca. Se il problema erano le carenze strutturali e i ritardi nei lavori, sarebbe servita maggiore trasparenza verso i cittadini.
​La speranza ora è che queste carenze vengano colmate nel minor tempo possibile. Catanzaro merita un parco completo, sicuro e accessibile a tutti, ed è compito della comunità continuare a frequentarlo e a pretenderne la totale valorizzazione.