Bologna inaugura la sede del Catanzaro Club Massimo Palanca: vecchie glorie e tifosi celebrano la casa giallorossa

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  12 ottobre 2026 15:49

C’erano ‘O Rey e alcune delle mai dimenticate (vecchie) glorie che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia giallorossa sabato a Bologna a battezzare la nuova sede del Catanzaro Club Massimo Palanca di Bologna, in Via Ranzani 7/A. Oltre un centinaio di tifosi e tifose, tutti strettamente uniti dai colori della società del cuore, hanno fatto da cornice al taglio del nastro di quella che da ora in avanti vuole essere una vera e propria casa per la comunità catanzarese e per tutti gli appassionati delle Aquile presenti a Bologna e dintorni. Un incontro tra generazioni che ha permesso di rivivere momenti indimenticabili del passato, senza però perdere di vista il presente e il futuro del Catanzaro.

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Palanca, Improta e Banelli

A dare ufficialmente il via alla giornata è stato Massimo Palanca, presidente onorario del Club e idolo indiscusso della tifoseria catanzarese salutato dagli applausi e dall’entusiasmo dei tantissimi presenti. Dopo il saluto del presidente del Club Giuseppe Severino, il pomeriggio è entrato nel vivo con il talk dedicato alle (vecchie) glorie, moderato da Gennaro Maria Amoruso di UsCatanzaro.net, media partner dell’evento. Un confronto ricco di ricordi, aneddoti e riflessioni sul calcio di ieri e di oggi. Particolarmente intenso l’intervento di Massimo Palanca, che ha raccontato ancora una volta il rapporto speciale che lo lega a Catanzaro e alla sua gente: «Ogni anno torno a Catanzaro – ha detto l’idolo della tifoseria dei tre colli - e ogni volta ricevo manifestazioni di affetto incredibili. Al di là dell’essere ricordato come il calciatore che ha fatto quello che ha fatto, ciò che mi rende più orgoglioso è essere ricordato e stimato come persona, come Massimo, non soltanto come Palanca». Con la consueta ironia, Palanca ha poi  scherzato anche sulla statua a lui dedicata: «Le statue di solito si fanno ai trapassati: io l’ho presa come un augurio di lunga vita». Non è mancato uno sguardo anche sul Catanzaro di oggi e sulla figura del suo capitano: «Pietro Iemmello è un simbolo del Catanzaro e ha contribuito enormemente al grande affetto che si è creato attorno alla squadra in questi anni».

Adriano Banelli ha invece riportato tutti agli anni della prima storica promozione in Serie A: «Il Catanzaro – ha detto - ha avuto una storia invidiabile, a partire dalla stagione del ’71. Eravamo un gruppo che non era considerato destinato alla promozione, ma riuscimmo a dare qualcosa in più di quanto tutti si aspettassero. Fondamentale fu l’apporto straordinario del pubblico: in casa e in trasferta avevamo sempre il pienone. Fu un’annata straordinaria. Auguro al Catanzaro tempi ancora migliori». Gianni Improta ha ricordato il profondo legame costruito negli anni con la città e con la tifoseria: «Quando il Catanzaro – ha sostenuto - mi chiama, io dico subito sì. Ho sempre amato questa gente, perché dal primo momento sono stato accolto con affetto, rispetto ed entusiasmo per quello che ho dato in campo». Improta ha poi sottolineato l’importanza del gruppo, senza dimenticare il peso che può avere il talento del singolo: «Il collettivo è fondamentale, ma a volte – ha aggiunto - un calciatore, come fu Massimo Palanca con le sue giocate straordinarie, può determinare una partita>>. E l’oggi? <<La stagione è partita male - ha rilevato - ma dobbiamo essere tutti compatti intorno alla squadra. È importante che i ragazzi sentano il calore del pubblico. Se sanno che il popolo giallorosso è al loro fianco, daranno tutto e torneranno a regalare ai tifosi le soddisfazioni che meritano». Sul presente si è soffermato anche Antonio Soda, che ha richiamato l’importanza della continuità tecnica: «Quello che ha fatto il Catanzaro negli ultimi anni -ha detto - è sotto gli occhi di tutti: ha raggiunto per tre volte i playoff. Quando si riesce a creare un’identità di squadra, è importante provare a mantenerla, perché dà continuità al lavoro. A un nuovo allenatore serve tempo per conoscere bene le caratteristiche dei giocatori. Con Gorgone e con tutti i cambiamenti che ci sono stati, adesso è importante che il Catanzaro ritrovi la propria identità. Spero possa fare bene».

Il talk si è concluso con un momento musicale particolarmente coinvolgente: l’esecuzione dal vivo di un brano dedicato al calcio degli anni ’80, scritto e interpretato dal bolognese Ciski. Grande emozione anche per la proiezione di un video realizzato dal tesserato Piero, l’affettuoso messaggio di auguri del presidente dell’Us Catanzaro Floriano Noto e della squadra, seguito dal collegamento in videochiamata con Giacomo Zunico, che ha voluto portare il proprio saluto ai tanti tifosi presenti. La festa si è poi trasformata in un vero e proprio bagno di folla per Massimo Palanca, circondato dall’affetto dei tifosi per fotografie, autografi e ricordi. Grande curiosità anche per la t-shirt in edizione limitata dedicata a Palanca, realizzata da Enrico Focarelli, “Frelly”, artista e illustratore catanzarese.“L’inaugurazione della sede – è detto in una nota del Club - rappresenta per il Catanzaro Club Massimo Palanca di Bologna non semplicemente l’apertura di uno spazio fisico, ma l’inizio di un nuovo capitolo: un luogo di incontro, memoria, aggregazione e appartenenza, capace di tenere vivo anche a centinaia di chilometri di distanza il legame con Catanzaro e con i colori giallorossi. Una giornata che resterà a lungo nella memoria del Club e dei suoi tesserati, nel segno di una passione che continua ad attraversare generazioni, città e chilometri”.