
Prime sentenze favorevoli ai lavoratori dell’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro sulla questione dei buoni pasto e della mancata pausa intra-lavorativa. A darne notizia è la Segreteria provinciale di Catanzaro di UNTIA – Comparto Sanità, che segnala i primi provvedimenti emessi dal Tribunale di Catanzaro, Sezione Lavoro, nell’ambito dei ricorsi promossi dall’organizzazione sindacale insieme all’avvocato Ignazio Ardizio.
Al centro della vicenda c’è il riconoscimento del diritto al buono pasto per i dipendenti che abbiano svolto un orario di lavoro superiore alle sei ore, anche nell’ambito di turnazioni. Secondo quanto riferito da UNTIA, il Tribunale di Catanzaro avrebbe accolto le argomentazioni dei lavoratori ricorrenti, riconoscendo somme a titolo di risarcimento per i buoni pasto non erogati.
Tra i provvedimenti citati dall’organizzazione sindacale figura la sentenza R.G. n. 883/2025, depositata il 18 settembre 2026 e relativa al ricorrente G.C. Il giudice del lavoro Francesco Aragona avrebbe accertato che l’Azienda non aveva istituito un servizio mensa né garantito modalità sostitutive, nonostante la presenza di 757 turni superiori alle sei ore continuative effettuati dal lavoratore tra gennaio 2021 e marzo 2025. La ricostruzione, secondo quanto riportato nell’informativa, sarebbe stata effettuata anche sulla base dei cartellini marcatempo depositati dalla stessa Azienda.
Il Tribunale avrebbe quindi richiamato precedenti della Corte di Cassazione e della giurisprudenza di merito, tra cui le pronunce della Cassazione del 1° marzo 2021, n. 5547, del 4 giugno 2021, n. 15629 e l’ordinanza n. 24866 del 31 agosto 2026, oltre a una sentenza del Tribunale di Agrigento. Il principio richiamato nella pronuncia è che l’attribuzione del buono pasto dipende dall’effettivo svolgimento di un orario di almeno sei ore e un minuto, senza distinzione tra lavoratori turnisti e non turnisti e indipendentemente dalla durata dell’intervallo o dall’articolazione dell’orario.
Nel caso specifico, sempre secondo quanto comunicato da UNTIA, l’AOU Dulbecco è stata condannata al pagamento di 3.126,41 euro, oltre agli interessi legali e alle spese di giudizio. La somma sarebbe stata determinata sulla base di 4,13 euro per ciascun buono pasto non erogato.
L’organizzazione sindacale sottolinea inoltre che lo stesso principio sarebbe stato applicato anche nei confronti di Operatori Tecnici e Operatori socio-sanitari. Per UNTIA, si tratta di un passaggio particolarmente significativo perché la questione non riguarderebbe più soltanto singoli lavoratori, ma potrebbe interessare una platea più ampia di dipendenti dell’Azienda.
Particolare rilievo viene attribuito dal sindacato anche al tema della prescrizione. UNTIA sostiene che il riconoscimento della prescrizione decennale consentirebbe ai lavoratori di rivendicare somme riferite anche agli anni precedenti, arrivando, secondo la ricostruzione contenuta nell’informativa, fino al 2015 per le annualità non corrisposte. Il sindacato precisa che dal 2024 il diritto sarebbe stato riconosciuto dall’Azienda, mentre resterebbe da completare il conteggio delle giornate nelle quali il lavoratore abbia effettivamente svolto almeno sei ore e un minuto.
La posizione dell’organizzazione sindacale, tuttavia, non viene presentata come un’apertura di un nuovo conflitto con la direzione dell’AOU. Al contrario, UNTIA afferma di voler mantenere un confronto continuo e costruttivo con i vertici aziendali, con l’obiettivo di tutelare i diritti dei dipendenti attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento.
Il sindacato chiede in particolare che le somme riconosciute dalle sentenze vengano messe in pagamento già a partire dal mese di ottobre 2026 nei confronti dei lavoratori che hanno ottenuto un provvedimento favorevole. Nell’informativa, UNTIA esprime inoltre l’auspicio che la Direzione proceda rapidamente all’erogazione delle somme liquidate dai giudici.
Secondo la ricostruzione dell’organizzazione sindacale, il ricorso alla magistratura sarebbe stato necessario anche per consentire all’Azienda di procedere al riconoscimento dei diritti dei lavoratori sulla base di provvedimenti giudiziari, evitando così possibili problematiche legate alla responsabilità erariale dei vertici aziendali.
La vicenda apre ora una nuova fase. Da una parte ci sono le sentenze già pronunciate e le richieste di pagamento avanzate nei confronti dell’AOU Dulbecco; dall’altra, la possibilità che il principio affermato nei procedimenti possa essere fatto valere anche da altri dipendenti che si trovino nelle medesime condizioni.
UNTIA definisce questi risultati come un passaggio importante nella propria azione sindacale e ribadisce che l’obiettivo finale deve essere il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e, allo stesso tempo, la costruzione di un rapporto collaborativo con l’Azienda. Una prospettiva che, secondo il sindacato, dovrebbe portare a una maggiore chiarezza nell’applicazione delle regole sui buoni pasto e a una maggiore serenità per il personale dell’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
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