Nasce in Calabria la rete dei “Centri Aperti. Vite Libere”: 20 strutture per autismo e disabilità complesse

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images Nasce in Calabria la rete dei “Centri Aperti. Vite Libere”: 20 strutture per autismo e disabilità complesse


  23 settembre 2026 13:20

di CARLO MIGNOLLI

Dare alle persone con autismo e disabilità complesse luoghi, opportunità e percorsi capaci di accompagnarle verso una maggiore autonomia e una piena partecipazione alla vita della comunità. È questo l’obiettivo della nuova rete regionale dei Centri polivalenti presentata questa mattina in Cittadella regionale, a Catanzaro, dall’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface.

L’iniziativa, denominata “Centri Aperti. Vite Libere”, segna l’avvio dell’Avviso in pre-informazione per l’apertura e il potenziamento di 20 Centri polivalenti distribuiti sul territorio calabrese e rivolti in particolare a giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico e disabilità con bisogni complessi.

All’incontro hanno partecipato anche Iole Fantozzi, dirigente generale del Dipartimento per l’Inclusione Sociale, la Sussidiarietà e il Welfare di Comunità della Regione Calabria, e Maria Gabriella Rizzo, dirigente del settore Politiche per l’infanzia, la famiglia e la non autosufficienza, diritti e autonomia delle persone con disabilità.

Il progetto nasce nell’ambito del PR Calabria 2021-2027 e prevede il coinvolgimento degli Ambiti territoriali sociali, dei Comuni capofila, degli Enti del Terzo settore e dei Distretti sociosanitari. La prospettiva indicata dalla Regione è quella di rafforzare un welfare di comunità più vicino alle persone e alle famiglie, attraverso servizi personalizzati e una maggiore integrazione tra dimensione sociale e sanitaria.

Straface: “Una Calabria inclusiva parte dai diritti delle persone”

Nel presentare il progetto, l’assessore Pasqualina Straface sottolinea il valore umano e sociale dell’intervento, spiegando che l’iniziativa rappresenta un impegno assunto dalla Regione nei confronti delle famiglie e delle associazioni: "Oggi lanciamo un progetto importantissimo, un impegno preso con il presidente Roberto Occhiuto e con tutte le associazioni dei genitori”, afferma Straface. “Parliamo di genitori che hanno figli con disabilità, di ragazzi e giovani con disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo e della rete dei centri polivalenti, che entra a far parte di una strategia regionale riassunta in un obiettivo chiaro: una Calabria inclusiva”.

L’assessore richiama quindi l’attenzione soprattutto sulla fase della vita successiva all’età pediatrica, quando per molte persone con autismo e disabilità complesse il percorso dei servizi rischia di diventare più difficile da costruire: “Parliamo di una fascia d’età che non rientra più nella presa in carico della neuropsichiatria infantile e di persone che vengono indirizzate verso i centri di salute mentale, con una vocazione e un mandato istituzionale completamente diversi”, dichiara Straface. “Questo può portare verso l’isolamento”.

Da qui, aggiunge, nasce la necessità di creare contesti strutturati nei quali le persone possano sviluppare autonomia e relazioni: “Oggi la nostra regione ha bisogno di spazi che permettano a queste persone di seguire percorsi di autonomia e di inclusione”, afferma l’assessore. “La persona non deve essere considerata soltanto come un paziente destinatario di prestazioni sanitarie, ma come un cittadino titolare di diritti, che deve poter essere accompagnato verso l’autodeterminazione e l’inclusione”.

Un passaggio che riguarda direttamente anche le famiglie, spesso chiamate a orientarsi tra servizi e procedure differenti: “Nascono i centri polivalenti per quelle famiglie che combattono battaglie solitarie contro la burocrazia e contro un sistema frammentato di singole prestazioni”, spiega Straface, che aggiunge: “Un diritto non può dipendere dalla capacità delle famiglie di orientarsi nella burocrazia, dalla disponibilità economica o dalla forza che ogni giorno riescono a mettere in campo con grande sacrificio”.

Venti centri, oltre 10 milioni di euro

La rete prevede 20 Centri polivalenti, pensati per coprire l’intero territorio regionale. La dotazione complessiva indicata per l’intervento supera i 10 milioni di euro, con risorse provenienti da diverse fonti.

In particolare, il progetto dispone di 5 milioni di euro del PR Calabria, ai quali si aggiungono 989.975 euro del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, 2 milioni di euro del Fondo Royalties idrocarburi e 590.880,81 euro del Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità: “Sono 20 i centri che andranno a coprire tutto il territorio regionale, con oltre 10 milioni di euro. È all’interno dei centri polivalenti che parte la sfida dell’integrazione sociosanitaria, attraverso una politica regionale che cambia il modo di guardare alla disabilità”, conferma l'assessore.

L’obiettivo, aggiunge, è considerare la persona nella sua complessità: “La persona deve essere considerata nella sua totalità, attraverso cure e assistenza, ma anche attraverso inclusione e autonomia”.

Sport, arte, musica e informatica

I nuovi centri saranno pensati come luoghi aperti e multifunzionali. Al loro interno sono previsti laboratori e attività dedicate allo sport, all’arte, alla musica e all’informatica, insieme a spazi ricreativi e ad aree per attività abilitative e riabilitative.

“All’interno dei centri polivalenti troveremo laboratori e spazi ricreativi, attività dedicate allo sport, all’arte, alla musica e all’informatica”, spiega Straface. “Ci saranno anche aree dedicate all’ambito abilitativo-riabilitativo, attraverso convenzioni con le Aziende sanitarie provinciali, che dovranno mettere a disposizione il personale sanitario”.

Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento degli istituti professionali e dei Centri per l’impiego, con l’obiettivo di creare collegamenti tra i percorsi individuali e il territorio.

Per Straface, infatti, la natura dei centri dovrà essere quella di luoghi realmente inseriti nelle comunità: “Non saranno luoghi speciali o spazi chiusi. Saranno centri aperti al territorio, orientati all’inclusione nelle attività naturali che si svolgono nella comunità”, dichiara.

La coprogettazione con il Terzo settore

Un ruolo centrale sarà affidato agli Enti del Terzo settore. L’attuazione sarà curata dagli Ambiti territoriali sociali, attraverso i Comuni capofila, in coprogettazione con gli enti e con il partenariato obbligatorio dei Distretti sociosanitari. L’accesso ai servizi avverrà dopo una valutazione multidimensionale e la presa in carico da parte dei servizi distrettuali.

“La sfida deve vedere insieme le istituzioni, gli Ambiti territoriali e gli Enti del Terzo settore, attraverso una vera coprogettazione”, prosegue l'assessore Straface. “Gli Enti del Terzo settore non dovranno essere soltanto esecutori di servizi, ma dovranno partecipare alla definizione degli obiettivi e alla realizzazione dei progetti”.

È una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe quindi accompagnare la persona lungo un percorso costruito sulle sue esigenze e sulle sue capacità, offrendo contemporaneamente un sostegno concreto ai familiari e ai caregiver.

I territori coinvolti

La rete interesserà i 14 Distretti individuati dalla programmazione regionale: Lamezia Terme, Jonico, Esaro Pollino, Jonio Sud, Valle Crati, Soverato, Vibo Valentia, Jonio Nord, Tirrenico, Tirreno, Crotone, Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza Savuto.

A questi si aggiungono i centri ausiliari previsti a Montalto Uffugo/Acri, Spilinga/Serra San Bruno, Paola/Amantea, Mesoraca/Cirò Marina, Melito di Porto Salvo/Villa San Giovanni e Cariati.

La distribuzione territoriale punta così a rendere i servizi più accessibili, riducendo le distanze che spesso gravano sulle famiglie e favorendo una presa in carico più vicina alla quotidianità delle persone.

La nuova rete si inserisce, dunque, in una prospettiva di welfare territoriale nella quale servizi sociali, sanitari, istituzioni e Terzo settore sono chiamati a lavorare insieme. Al centro rimane il progetto di vita della persona, con l’obiettivo di costruire occasioni concrete di autonomia, socialità e partecipazione alla comunità.