“Calabria Prima Italia 1982”: "Nessuna festa in nome dell'Italia istituita dallo Stato"

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  16 ottobre 2026 11:33

Come è già noto, recentemente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto osservare ai Presidenti delle due Camere che sono esagerate le proposte di impegnare ogni giornata dell’anno a tanti temi culturali i quali, seppur assai significativi per la pedagogia sociale, potrebbero essere comunque celebrati anche senza coinvolgere obbligatoriamente e per legge l’intera nazione. Inoltre, tra le giornate internazionali indette da ONU, da Europa e da vari altri organismi, il popolo italiano e, in particolare, le Scuole e altri enti pubblici dovrebbero essere impegnati a tralasciare (sebbene in parte) i compiti istituzionali per seguire tali celebrazioni, ovviamente ed evidentemente non essenziali nella vita di
uno Stato.

L’associazione culturale informale “Calabria Prima Italia 1982” ha più volte e insistentemente segnalato (proprio dall’aprile 1982) alle Autorità competenti (Presidenza della Repubblica, Camere, Governo, Regioni ecc.) che nella nostra Nazione si celebra di tutto e di più fuorché il nome “Italia” fondativo dell’identità del nostro popolo e del nostro Stato non soltanto dal 1861 in poi (dopo l’Unità) ma già nel corso dei secoli e addirittura dei millenni precedenti
(essendo nato in Calabria 3500 anni fa circa con Re Italo, come attestano i più affidabili storici antichi). Purtroppo e paradossalmente, tutto si celebra ad eccezione del nome “Italia”. Si celebra solennemente pure la bandiera ogni 7 gennaio a Reggio Emilia, ma si trascura proprio il nome dello Stato e, quindi, la nostra prima vera identità.

Infatti, con legge nazionale n. 222 del 23 novembre 2012 è stata istituita la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” da celebrarsi ogni 17 marzo, che ricorda la data della proclamazione ufficiale del Regno d’Italia avvenuta a Torino nel 1861, quasi 166 anni fa. Peccato che il nostro Legislatore abbia dimenticato di inserire proprio il nome identificativo dello Stato, “Italia”! Tuttavia si fa sempre in tempo a rimediare
senza passare per smemorati involontari o assoluti, ma anche, addirittura, per “ingrati” istituzionali!