
di EMANUELE CANNISTRÀ
La tradizionale Fiera di San Lorenzo, appuntamento che per generazioni ha rappresentato a Catanzaro un momento di incontro, socialità e opportunità per il commercio, quest’anno non si terrà. Al di là delle diverse interpretazioni sulle ragioni che hanno portato a questa decisione, resta un dato oggettivo: una manifestazione storica della città viene meno, privando Catanzaro di uno dei suoi appuntamenti tradizionali e di un’occasione importante anche per le attività commerciali e per gli operatori ambulanti.
La Fiera di San Lorenzo, negli anni, ha trovato spazio in diverse zone della città, da Piazza Matteotti al quartiere Stadio, fino a Materdomini, accompagnando la vita cittadina e diventando, per molti catanzaresi, un appuntamento atteso e partecipato. A questo proposito, è doveroso ricordare l’impegno profuso negli anni dal Comm. Giuseppe Di Tardo, figura conosciuta e stimata nel mondo dell’associazionismo e del commercio ambulante, che ha sempre interpretato il proprio ruolo con spirito di servizio, correttezza e grande senso di responsabilità.
Da ex dirigente del Movimento Cristiano Lavoratori, ricordo personalmente come il Comm. Di Tardo, insieme all’Associazione Regionale dei Commercianti Ambulanti aderente al MCL, iniziasse a lavorare all’organizzazione della Fiera già a partire dal mese di marzo. Un lavoro paziente e meticoloso, fatto di programmazione, confronto e collaborazione con l’Amministrazione comunale, affinché ogni aspetto della manifestazione fosse curato nel migliore dei modi.
Non si trattava semplicemente di organizzare delle bancarelle, ma di costruire un evento capace di coinvolgere un’intera comunità. Il Comune non riconosceva contributi economici per l’iniziativa, ma metteva a disposizione le risorse e le strutture necessarie, mentre si susseguivano incontri e riunioni con amministratori, dirigenti e funzionari comunali.
Il Comm. Di Tardo, in quel contesto, si distingueva per serietà, disponibilità, equilibrio e capacità di dialogo, sempre con l’obiettivo di trovare soluzioni concrete nell’interesse degli operatori e della città. È questo il modo di intendere l’impegno associativo e civile che vale la pena ricordare e tramandare.
La Fiera rappresentava, inoltre, un’importante opportunità economica non soltanto per gli ambulanti, ma per numerose attività commerciali della zona. In quelle giornate i negozi rimanevano aperti fino a tarda ora, mentre bar, esercizi di somministrazione e altre attività traevano beneficio dall’afflusso di persone. Una manifestazione popolare che produceva dunque socialità, movimento e anche economia.
Oggi, con la mancata realizzazione della Fiera, non vogliamo alimentare polemiche né attribuire responsabilità personali. Crediamo, piuttosto, che sia necessario aprire una riflessione seria sul destino delle tradizioni cittadine, perché una comunità che rinuncia progressivamente ai propri appuntamenti storici rischia di perdere, insieme ad essi, anche una parte della propria identità.
Catanzaro ha bisogno di guardare al futuro, certamente, ma senza dimenticare ciò che ha contribuito a costruire la sua storia e il suo senso di comunità. Le nuove manifestazioni e le iniziative innovative sono certamente benvenute, ma non dovrebbero necessariamente sostituire quelle tradizioni che nel tempo hanno conquistato un posto nel cuore dei cittadini.
Anche per questo sarebbe auspicabile che, per il futuro, si tornasse a un metodo fatto di programmazione, confronto e collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria, operatori economici e cittadini, nello spirito che per tanti anni ha caratterizzato l’organizzazione della Fiera di San Lorenzo.
E in questo percorso, l’esperienza di persone come il Comm. Giuseppe Di Tardo, che hanno dedicato tempo, energie e passione al mondo del commercio e dell’associazionismo, rappresenta un patrimonio di conoscenze e di valori che Catanzaro dovrebbe saper valorizzare.
La città attraversa certamente una fase complessa, con numerosi cantieri e opere che attendono di essere completate e con la necessità di restituire maggiore vivibilità e decoro ai diversi quartieri, da Pontegrande a Lido, da Gagliano a Siano. Ma proprio per questo occorre ritrovare un’idea di città capace di tenere insieme sviluppo, manutenzione, identità, commercio, tradizioni e partecipazione.
Una battuta, infine, possiamo concedercela: se Catanzaro continua a trasformare aree e spazi in grandi distese di verde non programmato, prima o poi qualcuno potrebbe davvero proporre di conferirle il diploma di città più verde d’Italia. Al di là dell’ironia, però, il tema è serio: Catanzaro non deve perdere le proprie tradizioni, ma deve tornare a valorizzarle e a farne uno strumento di aggregazione, promozione e crescita della città.
La Fiera di San Lorenzo può e deve tornare ad essere uno di questi appuntamenti.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797