
di GIUSEPPE SILIPO*
Abbiamo aspettato, ascoltato, sopportato che passasse quello che può senz'altro definirsi il ciclone Capodanno Rai a Catanzaro. Ma ora pensiamo sia arrivato il momento di dire la nostra su quanto è stato detto e soprattutto, su quanto è stato scritto. La città di Catanzaro, si sa, è oggetto di critiche feroci che arrivano da più parti sa sempre. Non ci meraviglia che alcune di esse siano arrivate da nostri corregionali sicuramente delusi dal fatto che la loro città non è stata scelta per l'evento televisivo di fine anno. Non ci meraviglia se attacchi feroci sono arrivati anche da chi era stato negli anni scorsi gratificato dalle scelte del Presidente Occhiuto. Non ci meraviglia degli scomposti attacchi arrivati da un organo di stampa nazionale che non desideriamo nemmeno nominare.
Quello che invece ci sorprende è che tutto si sia rivolto al cast scelto dalla Rai per accompagnare gli italiani verso il nuovo anno. Ne sono state dette di tutti i colori verso questi artisti. Tirati fuori dal sarcofago, prestati dalle RSA ecc. Gente che da oltre 60 anni dà lustro alla musica italiana merita rispetto. La chiudiamo subito questa polemica chiedendoci quanti delle nuove leve tanto reclamate dai "talenti da tastiera" resteranno in voga per oltre 60 anni. Noi non ci saremo, ma chi ci sarà, potrà verificarlo. E poi nessuno si è preso la briga di verificare il dato degli alberghi e dei B&B (non solo di Catanzaro) paragonandolo a quello degli scorsi anni. Per non parlare del dati auditel che dicono che oltre 5 milioni di persone , con picchi di 7 milioni, hanno visto la kermesse televisiva.
Vi siete chiesti quanti di questi non conoscevano le bellezze della nostra regione? Vi siete chiesti quanti di questi non sapeva dove fosse Catanzaro e la Calabria? vi siete chiesti se anche solo una piccola parte di questi deciderà di venire in Calabria a trascorrere un periodo di vacanza?
Chiedetevelo prima di sputare veleno su tutto quello che si fa in questa terra. Va bene l'acredine e il livore calcistico che non appartiene solo alla nostra regione. Ma quando questo livore, ingiustificatamente, travalica i confini dello sport, allora diventa un deterrente alla crescita della nostra bella Calabria.
Prima di invocare un cambio di passo della politica, cambiamo noi questa nostra mentalità. Tutti
Buon 2026.
* Coordinatore cittadino Associazione CalabriaOltre
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