Cardiochirurgia d'eccellenza a Catanzaro: all'UMG il focus sulle tecnologie più avanzate

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  16 luglio 2026 15:08

Mercoledì 15 luglio, nel Campus Universitario “S.Venuta” di Catanzaro si è svolto il Workshop “ Tecnologie Avanzate in Chirurgia Cardiaca – Bioprotesi Valvolari,Accessi mini-Invasivi e Trans-Catetere, mini-circolazione extracorprorea” con una grande partecipazione di cardiochirurghi,anestesisti e rianimatori,cardiologi,chirurghi vascolari,medici in formazione specialistica,infermieri.

Sono state presentate le più avanzate protesi biologiche utilizzate nella sostituzione delle valvole cardiache, le tecniche di accesso mini-invasivo toracotomico e trans-ascellare, la mini-circolazione extracorporea, gli attuali orientamenti in tema di cardiologia interventistica trans-catetere utilizzati presso il presidio Mater-Domini della A.O.U. Dulbecco di Catanzaro.

I lavori scientifici sono stati avviati dalle relazioni sul tema nuove protesi valvolari biologiche presentate dai cardiochirurghi della Dulbecco e da esperti in ricerca di nuovi bio-materiali con particolare riferimento anche alle protesi valvolari “ senza suture” da oltre 10 anni in uso nella Cardiochirurgia del Policlinico di Catanzaro. Successivamente si è discusso sugli accessi minimamente invasivi per alcuni tipi di interventi cardiochirurgici con un dibattito estremamente interessante tra i cardiochirurghi di Catanzaro e tre ospiti quali il dott.Fratto della Cariochirurgia di Reggio Calabria, e i professori Rinaldi di Torino e Di Eusanio di Ancona. I lavori si sono conclusi con le relazioni del Prof.Torella sulle nuove frontiere del trattamento transcatetere delle valvulopatie e del coordinatore tecnico della circolazione extracorporea della Cardiochirurgia di Catanzaro dott. Curcillo sulla mini-circolazione extracorporea.

Nota del Prof. Pasquale Mastroroberto sull’evento scientifico,Cardiochirurgia e territorio, mobilità sanitaria

“Eventi come questo workshop dedicato alle più moderne tecniche e tecnologiche utilizzate nel trattamento delle patologie cardiache hanno due funzioni importantissime che rispecchiano le caratteristiche che deve avere un Dipartimento ad Attività Integrata : la prima è didattico-scientifica visto che afferiscono Scuole di Specializzazione e Corsi di Laurea, la seconda, ancora più importante, è di carattere sanitario e divulgativo. Quest’ultimo aspetto è di particolare rilievo perché ritengo indispendabile che la popolazione calabrese sia correttamente informata su tutto quello che può ricevere in termini di assistenza e cura per patologie così diffuse come quelle cardiache. La Cardiochirurgia della A.O.U. Dulbecco di Catanzaro può offrire interventi con impianto di protesi valvolari di ultimissima generazione e lunga durabilità anche con tecnica “senza suture”, accessi mini-invasivi quali la toracotomia e,ultimamente, anche trans-ascellare, la mini-circolazione extracorporea, quando indicata, con conseguenti riduzione significativa delle reazioni infiammatorie e prevenzione delle infezioni.

Da tempo vengono riportate dichiarazioni esterne che etichettano il presidio “Mater Domini” di Germaneto come una sorta di luogo “ inviolabile” dove si svolge solo didattica e ricerca come se l’attività assistenziale fosse un elemento marginale destinato ad essere svolto altrove in modo completo. Penso si debbano cancellare definitivamente questi pregiudizi ed eventi come questo del 15 luglio servono proprio ad informare correttamente la popolazione e soprattuto chi “ignora” tutto il lavoro che viene svolto. Cardiologia e Cardiochirurgia “Universitarie”, entrambe afferenti al Dipartimento ad Attività Integrata “Cardiovascolare e Terapia Intensiva”,svolgono una attività non solo in elezione ma anche e soprattutto in urgenza/emergenza h24/365 giorni in piena sinergia anche con la Cardiologia del Presidio “Pugliese” così come si conviene ad una moderna Azienda Ospedaliero-Universitaria. E’ UN SERVIZIO REGIONALE, forse troppo spesso sottovalutato e minimizzato. Ringrazio la dott.ssa Simona Carbone, commissario straordinario della Dulbecco le cui parole, proprio in occasione del Workshop, sono state piuttosto chiare : “Stiamo investendo sul capitale umano, sull’innovazione e sulle nuove tecnologie perché sono questi gli strumenti che consentono di migliorare la qualità dell’assistenza e di recuperare quella mobilità sanitaria che ancora oggi porta molti pazienti a curarsi fuori regione” ricordando che nel corso dell’ultimo anno l’attività dell’area cardiovascolare è cresciuta di oltre il 10%, risultato ottenuto grazie all’integrazione  delle diverse professionalità e alla creazione di un modello dipartimentale fondato sul lavoro multidisciplinare. E ringrazio il Magnifico Rettore dell’Università “Magna Graecia” prof.Cuda che ha ribadito il ruolo della Cardiochirurgia in ambito sanitario e sotto il profilo formativo vedi Scuola di Specializzaione e Corso di Studi per laurea di tecnici della circolazione extracorporea. Tutto questo lavoro,che coinvolge dirigenti medici cardiochirurghi,anestesisti e rianimatori, tecnici, infermieri, operatori socio-sanitari probabilmente non riuscirà ad azzerare la mobilità sanitaria ma sicuramente contribuirà ad una sua riduzione


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